
Biden chiama Trump 'loser', lo scontro sui simboli di Washington infiamma la campagna
L'ex presidente attacca i progetti edilizi e la gestione del Reflecting Pool, mentre i democratici si interrogano sul ritorno sulla scena di un leader a bassa popolarità.
A due anni esatti dal dibattito televisivo che pose fine alla sua candidatura, Joe Biden è tornato a colpire frontalmente Donald Trump. Durante una raccolta fondi del Partito Democratico nel Maryland, l'ex presidente ha definito il successore «un perdente» («loser»), elencando quelli che ha descritto come progetti dettati dalla vanità: la demolizione dell'Ala Est della Casa Bianca per far posto a una sala da ballo, il tentativo di imporre il proprio nome sul Kennedy Center, la costruzione di un arco di trionfo personale e la ristrutturazione del Reflecting Pool del Lincoln Memorial. Secondo fonti vicine all'ex presidente, l'intervento segna la volontà di Biden di riposizionarsi come voce critica dell'amministrazione in carica, nonostante un indice di gradimento fermo, secondo i sondaggi della CNN, al 30%, il più basso mai registrato durante la sua presidenza.
Il caso del Reflecting Pool è divenuto il simbolo più concreto dello scontro. La vasca, oggetto di un intervento da 14,7 milioni di dollari voluto da Trump, è stata invasa da alghe che ne hanno offuscato l'aspetto. L'amministrazione, tramite il National Parks Service, ha denunciato atti di vandalismo da parte di «folli della sinistra radicale», mentre osservatori della capitale federale parlano di un esito tecnicamente fallimentare. Nell'ottica dei critici democratici, l'episodio incarna l'incompetenza e il narcisismo che Biden ha attribuito all'intera gestione Trump, accusata di aver generato «una corruzione di dimensioni mai viste prima nella storia americana».
La replica del campo repubblicano non si è fatta attendere. Trump, che in passato aveva bollato Biden come «politico corrotto» e «sleepy Joe», non ha risposto direttamente alle ultime accuse, ma il figlio Don Jr. è stato sfidato pubblicamente da Hunter Biden a un incontro di arti marziali miste, in polemica con l'uso del prato della Casa Bianca per eventi di MMA. Secondo analisti vicini all'establishment repubblicano, la mossa di Hunter Biden, figura a lungo imbarazzante per il padre, viene letta come un tentativo di riscossa familiare che rischia di distogliere l'attenzione dal messaggio politico dell'ex presidente.
Sul piano internazionale, le accuse di Biden – che ha imputato a Trump di «scegliere Putin piuttosto che un alleato americano» e di perseguire la «distruzione della NATO» – trovano ascolto nelle capitali europee. A Bruxelles, l'eventualità di un disimpegno americano dall'Alleanza atlantica è seguita con apprensione, mentre a Roma il governo osserva con attenzione i segnali di instabilità nella relazione transatlantica, già messa alla prova dalle tensioni commerciali e dal riposizionamento strategico dell'amministrazione Trump. La prospettiva di un ritorno di Biden sulla scena, per quanto politicamente indebolito, viene interpretata da alcuni diplomatici europei come un possibile argine retorico, ma non come un fattore in grado di modificare gli equilibri di potere a Washington.
Il dossier resta aperto in vista delle elezioni di metà mandato del 2026. Biden ha annunciato il proprio sostegno a candidati democratici in diversi Stati, mentre il partito si divide tra chi considera la sua riemersione un ostacolo al rinnovamento e chi la giudica necessaria per mobilitare l'elettorato. La prossima verifica elettorale dirà se l'affondo contro i «progetti di vanità» avrà fatto breccia in un'opinione pubblica che, secondo i sondaggi, resta scettica verso entrambe le figure.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La vicenda della piscina riflettente diventa una metafora perfetta del fallimento e della vanità della presidenza Trump. Un progetto faraonico naufragato tra accuse di sabotaggio e manie di grandezza, simbolo di un’amministrazione caotica.
Biden attacca frontalmente Trump definendolo un 'perdente' e accusandolo di narcisismo e corruzione. L’ex presidente sfrutta l’anniversario del dibattito per una raccolta fondi democratica, rilanciando lo scontro politico.
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