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Economia e Mercatimartedì 30 giugno 2026

La carenza di chip e la sete di energia: l’infrastruttura fisica dell’IA ridisegna l’economia globale

L’impennata dei prezzi delle memorie e la pressione sulle reti elettriche mostrano come la corsa all’intelligenza artificiale stia creando colli di bottiglia che vanno ben oltre gli algoritmi.

Il prezzo dei chip di memoria DRAM è più che raddoppiato nel 2025 e ha registrato un ulteriore balzo tra il 40 e il 90 per cento nel primo trimestre del 2026, secondo le rilevazioni degli analisti asiatici. Microsoft ha aumentato per la terza volta in tredici mesi il prezzo delle console Xbox, mentre Apple ha ritoccato al rialzo Mac e iPad, con il CEO Tim Cook che ha parlato di «un’alluvione centennale» per i costi delle memorie. La causa non è un disastro naturale ma la riconversione delle linee produttive: i tre grandi fornitori globali – Samsung, SK Hynix e Micron, che insieme controllano oltre il 95 per cento del mercato – hanno dirottato oltre l’80 per cento della capacità avanzata verso chip ad alta larghezza di banda destinati ai server per l’IA, lasciando i produttori di elettronica di consumo a contendersi quel che resta.

La pressione si estende alla rete elettrica. Negli Stati Uniti, le richieste di connessione di grandi carichi, per quasi il 90 per cento provenienti da data center, hanno raggiunto i 438 gigawatt solo in Texas, mentre le utility faticano a pianificare investimenti con tempi di realizzazione che spesso superano il decennio. Il boom ha spinto fusioni e acquisizioni nel settore elettrico americano a un record di 203,6 miliardi di dollari nei primi cinque mesi del 2026, con operatori come NextEra Energy e Dominion che cercano scala per finanziare l’espansione. In Europa, la conferenza mondiale sull’efficienza energetica appena ospitata a Montréal ha ricordato che la domanda crescente di data center si scontra con la necessità di contenere i consumi, mentre Hydro-Québec si è data obiettivi di risparmio senza precedenti.

Sul fronte del lavoro, i dati raccolti da Ramp e Revelio Labs su 22.000 aziende statunitensi mostrano che le imprese che investono di più in IA non stanno tagliando posti ma assumendo più rapidamente delle concorrenti, anche a livello di ingresso. Tuttavia, tra i neolaureati in informatica delle università americane cresce la frustrazione: il tasso di disoccupazione per i laureati tra 22 e 27 anni è salito al 5,6 per cento, e aziende come Meta hanno dichiarato che ormai il 95 per cento dei nuovi codici è generato dall’IA. Secondo il World Economic Forum, il 39 per cento delle competenze professionali di base cambierà entro il 2030, ma la trasformazione riguarda più i compiti ripetitivi che intere professioni: Bill Gates ha indicato programmatori, biologi, esperti di energia e atleti come ruoli in cui il giudizio umano resta difficile da sostituire.

Sul piano sociale, un’analisi della Harvard Business Review ha rilevato che l’uso principale dell’IA generativa non è la produttività ma il supporto emotivo: la categoria «terapia e supporto» è passata dal 5 all’11 per cento del totale. Chatbot come ChatGPT vengono usati per gestire ansia, solitudine e stress, sollevando interrogativi sulla delega del pensiero e sul rischio di un «thinkslop», come lo definiscono gli autori dello studio. Intanto, tre colossi delle memorie sono stati citati in una class action in California con l’accusa di aver manipolato la produzione per gonfiare i prezzi: l’esito di quel procedimento sarà il prossimo indicatore concreto della tenuta di una catena di fornitura su cui poggia l’intera economia digitale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa cinese
Stampa atlantica / anglosfera/ Economica
PragmatismoScetticismoAllarme

La forte spesa aziendale in IA non sta provocando licenziamenti di massa; le imprese che investono di più assumono anzi più rapidamente, anche per ruoli entry-level. Tuttavia la corsa alle infrastrutture mette sotto pressione le reti elettriche e aggrava la carenza di chip di memoria, facendo salire i prezzi dell'elettronica di consumo. Il lavoro stesso cambia: l'IA riduce gli attriti ma espande i compiti, sfuma i confini temporali e aumenta il multitasking.

Stampa cinese/ Statale
UrgenzaAllarmePragmatismo

La vera gara per l'IA non riguarda gli algoritmi ma le infrastrutture fisiche: fabbriche di semiconduttori, data center e reti cloud. I colli di bottiglia nella catena di fornitura si stanno estendendo dalle GPU ai materiali a monte, innescando aumenti di prezzo che minacciano lo sviluppo globale dell'IA. È una lotta geopolitica per il dominio del XXI secolo, in cui il controllo degli input produttivi diventa decisivo come un tempo lo erano i mercati energetici.

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martedì 30 giugno 2026

La carenza di chip e la sete di energia: l’infrastruttura fisica dell’IA ridisegna l’economia globale

L’impennata dei prezzi delle memorie e la pressione sulle reti elettriche mostrano come la corsa all’intelligenza artificiale stia creando colli di bottiglia che vanno ben oltre gli algoritmi.

Il prezzo dei chip di memoria DRAM è più che raddoppiato nel 2025 e ha registrato un ulteriore balzo tra il 40 e il 90 per cento nel primo trimestre del 2026, secondo le rilevazioni degli analisti asiatici. Microsoft ha aumentato per la terza volta in tredici mesi il prezzo delle console Xbox, mentre Apple ha ritoccato al rialzo Mac e iPad, con il CEO Tim Cook che ha parlato di «un’alluvione centennale» per i costi delle memorie. La causa non è un disastro naturale ma la riconversione delle linee produttive: i tre grandi fornitori globali – Samsung, SK Hynix e Micron, che insieme controllano oltre il 95 per cento del mercato – hanno dirottato oltre l’80 per cento della capacità avanzata verso chip ad alta larghezza di banda destinati ai server per l’IA, lasciando i produttori di elettronica di consumo a contendersi quel che resta.

La pressione si estende alla rete elettrica. Negli Stati Uniti, le richieste di connessione di grandi carichi, per quasi il 90 per cento provenienti da data center, hanno raggiunto i 438 gigawatt solo in Texas, mentre le utility faticano a pianificare investimenti con tempi di realizzazione che spesso superano il decennio. Il boom ha spinto fusioni e acquisizioni nel settore elettrico americano a un record di 203,6 miliardi di dollari nei primi cinque mesi del 2026, con operatori come NextEra Energy e Dominion che cercano scala per finanziare l’espansione. In Europa, la conferenza mondiale sull’efficienza energetica appena ospitata a Montréal ha ricordato che la domanda crescente di data center si scontra con la necessità di contenere i consumi, mentre Hydro-Québec si è data obiettivi di risparmio senza precedenti.

Sul fronte del lavoro, i dati raccolti da Ramp e Revelio Labs su 22.000 aziende statunitensi mostrano che le imprese che investono di più in IA non stanno tagliando posti ma assumendo più rapidamente delle concorrenti, anche a livello di ingresso. Tuttavia, tra i neolaureati in informatica delle università americane cresce la frustrazione: il tasso di disoccupazione per i laureati tra 22 e 27 anni è salito al 5,6 per cento, e aziende come Meta hanno dichiarato che ormai il 95 per cento dei nuovi codici è generato dall’IA. Secondo il World Economic Forum, il 39 per cento delle competenze professionali di base cambierà entro il 2030, ma la trasformazione riguarda più i compiti ripetitivi che intere professioni: Bill Gates ha indicato programmatori, biologi, esperti di energia e atleti come ruoli in cui il giudizio umano resta difficile da sostituire.

Sul piano sociale, un’analisi della Harvard Business Review ha rilevato che l’uso principale dell’IA generativa non è la produttività ma il supporto emotivo: la categoria «terapia e supporto» è passata dal 5 all’11 per cento del totale. Chatbot come ChatGPT vengono usati per gestire ansia, solitudine e stress, sollevando interrogativi sulla delega del pensiero e sul rischio di un «thinkslop», come lo definiscono gli autori dello studio. Intanto, tre colossi delle memorie sono stati citati in una class action in California con l’accusa di aver manipolato la produzione per gonfiare i prezzi: l’esito di quel procedimento sarà il prossimo indicatore concreto della tenuta di una catena di fornitura su cui poggia l’intera economia digitale.

Divergenza delle fonti

Economia e Mercati · 4 testate · 2 lingue

57%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole11%
Neutrale56%
Critico33%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
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Stampa atlantica / anglosfera/ Economica
PragmatismoScetticismoAllarme

La forte spesa aziendale in IA non sta provocando licenziamenti di massa; le imprese che investono di più assumono anzi più rapidamente, anche per ruoli entry-level. Tuttavia la corsa alle infrastrutture mette sotto pressione le reti elettriche e aggrava la carenza di chip di memoria, facendo salire i prezzi dell'elettronica di consumo. Il lavoro stesso cambia: l'IA riduce gli attriti ma espande i compiti, sfuma i confini temporali e aumenta il multitasking.

Stampa cinese/ Statale
UrgenzaAllarmePragmatismo

La vera gara per l'IA non riguarda gli algoritmi ma le infrastrutture fisiche: fabbriche di semiconduttori, data center e reti cloud. I colli di bottiglia nella catena di fornitura si stanno estendendo dalle GPU ai materiali a monte, innescando aumenti di prezzo che minacciano lo sviluppo globale dell'IA. È una lotta geopolitica per il dominio del XXI secolo, in cui il controllo degli input produttivi diventa decisivo come un tempo lo erano i mercati energetici.

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