
Anthropic paga 1,5 miliardi per i libri usati dall’IA: il copyright alla prova del fair use
Un tribunale di San Francisco approva il maxi-risarcimento ad autori ed editori, mentre si moltiplicano le cause su brevetti e diritto d’autore nell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.
La giudice federale Araceli Martínez-Olguín ha concesso lunedì l’approvazione definitiva all’accordo da 1,5 miliardi di dollari tra Anthropic e un gruppo di autori che accusavano l’azienda di aver utilizzato illegalmente i loro libri per addestrare il chatbot Claude. Si tratta del più grande risarcimento mai registrato in una causa per diritto d’autore negli Stati Uniti. L’intesa, già annunciata a settembre 2025, chiude un contenzioso che avrebbe potuto esporre la società a richieste per centinaia di miliardi, dato che la legge americana prevede fino a 150.000 dollari per ogni violazione volontaria e Anthropic aveva scaricato oltre sette milioni di volumi piratati.
La vicenda giudiziaria aveva preso una piega favorevole all’industria dell’IA nel giugno scorso, quando il giudice William Alsup aveva stabilito che l’addestramento dei modelli sui libri costituisce “fair use” secondo la normativa statunitense. Tuttavia, lo stesso magistrato aveva ritenuto illecita la creazione di una “biblioteca centrale” con le copie piratate, indipendentemente dall’uso successivo. Per evitare il processo, Anthropic ha accettato il pagamento, che secondo l’avvocato dei ricorrenti, Justin Nelson, rappresenta “il più grande accordo di recupero del copyright della storia”. La società, da parte sua, ha sottolineato che oltre il 91% degli aventi diritto ha già reclamato la propria quota, e ha ricordato che il principio del fair use resta in vigore. Alcuni autori e case editrici hanno tuttavia rifiutato l’intesa e proseguono con azioni legali separate.
La pressione legale su Anthropic non si limita al diritto d’autore. La Fondazione di Ricerca dell’Università del Tennessee ha depositato lunedì una causa per violazione di brevetti, sostenendo che i sistemi di intelligenza artificiale dell’azienda utilizzano tecnologie di reti neurali ispirate alla neurocienza sviluppate dai propri docenti. È il primo caso di questo genere contro la società, e secondo gli analisti nordamericani segnala un allargamento del fronte contenzioso dall’ambito dei contenuti creativi a quello delle architetture computazionali. Nel frattempo, per aggirare le accuse di pirateria, Anthropic avrebbe incaricato un ex manager di Google Books di acquistare fisicamente milioni di libri, scannerizzarli e poi distruggerli, come emerso dalle carte processuali citate dalla stampa tedesca.
La portata del caso supera i confini statunitensi. In Europa, dove il Regolamento sull’intelligenza artificiale e la direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale tracciano un quadro più restrittivo, la vicenda è osservata con attenzione dai legislatori di Bruxelles, che vedono confermata la necessità di meccanismi di trasparenza e di licenza per l’uso di opere protette nell’addestramento dei modelli. In Russia, associazioni di titolari di diritti e sviluppatori IT hanno chiesto al governo di introdurre condizioni chiare per la concessione di licenze, criticando un disegno di legge che consentirebbe l’uso libero di qualsiasi contenuto accessibile in rete senza il consenso degli autori. Secondo un’analisi diffusa in Brasile, il diritto d’autore starebbe migrando da un’“era dell’ispirazione” a un’“era della struttura dell’appropriazione”, in cui la tutela si sposta dall’atto creativo alla regolamentazione dell’accesso ai dati.
Mentre il mercato globale dell’IA generativa potrebbe generare un valore economico aggiuntivo tra i 2,6 e i 4,4 trilioni di dollari l’anno, secondo le stime di McKinsey, la definizione dei confini legali dell’addestramento resta un nodo irrisolto. La sentenza di San Francisco non stabilisce un precedente vincolante sul fair use, ma delinea un compromesso che potrebbe influenzare le strategie delle grandi piattaforme. Per l’Italia e l’Europa, il caso rafforza la posizione di chi chiede che lo sviluppo dell’IA sia subordinato al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, in linea con l’approccio regolatorio già adottato dall’Unione. Il prossimo banco di prova saranno le cause ancora in corso, mentre il Congresso americano valuta se intervenire con una riforma del Copyright Act.
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | +0.70 | aligned |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | +0.30 | aligned |
Anthropic deliberately violated copyrights and even celebrated it. The settlement is an admission, but the practice must be stopped.
By quoting internal messages, the narrative creates the impression of intentional wrongdoing, strengthening moral condemnation.
The account omits that a court later ruled that training AI on books can be considered fair use, which relativizes the legal basis of the settlement.
Anthropic reached a settlement without admitting guilt, and the court confirmed that training AI on books is fair use. This is a victory for the AI industry.
Emphasizing the court's fair use ruling makes the settlement appear not as a punishment but as a compromise favorable to Anthropic.
The mention that Anthropic deliberately used a pirate archive and that the founder celebrated it is absent.
The $1.5 billion settlement is a milestone, but it does not resolve the tension between AI innovation and copyright. Fair use is still being tested in the courts.
By presenting multiple angles (settlement, patents, opinion), the coverage suggests the issue is complex and without a definitive conclusion, avoiding taking sides.
Neither the internal Anthropic email about the deliberate use of a pirate archive nor the court ruling that considered AI training as fair use are mentioned.
La transazione di Anthropic è un piccolo intoppo sulla strada verso un futuro basato sull'IA. La vera storia è il progresso senza precedenti che l'IA porterà nei prossimi cinque anni.
Inquadrando il caso legale come un semplice dettaglio in una narrazione più ampia di progresso inevitabile, l'articolo ne minimizza l'importanza e dirige l'attenzione verso previsioni ottimistiche.
L'articolo omette tutti i dettagli del caso di copyright di Anthropic, inclusa la transazione da 1,5 miliardi di dollari, le accuse di violazione deliberata e la sentenza sul fair use, evitando così qualsiasi inquadramento negativo.
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