
Il processo a Nicolás Maduro inizierà a New York il 1° giugno 2027
L'ex presidente venezuelano e la moglie Cilia Flores, catturati in un'operazione militare statunitense, affronteranno accuse di narcotraffico; la difesa invoca l'immunità sovrana e contesta la legalità della cattura.
Il giudice federale Alvin Hellerstein ha fissato al 1° giugno 2027 l'inizio del processo a New York contro l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores, accusati di narcoterrorismo, traffico di cocaina e possesso di armi. La data, proposta congiuntamente da accusa e difesa, arriva dopo mesi di detenzione in un carcere di Brooklyn seguiti alla cattura dei due a Caracas il 3 gennaio 2026, durante un'operazione militare ordinata dal presidente Donald Trump.
Secondo l'accusa federale statunitense, Maduro avrebbe guidato un'organizzazione criminale, il cosiddetto «Cartel de los Soles», per inondare gli Stati Uniti di cocaina, sfruttando le strutture dello Stato venezuelano. Maduro e Flores si sono dichiarati non colpevoli. La difesa, guidata dall'avvocato Barry Pollack, ha annunciato che presenterà un'istanza di archiviazione basata sull'immunità sovrana, sostenendo che un ex capo di Stato non può essere processato da un tribunale straniero per atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni. Inoltre, contesterà la legalità della cattura, definita da Maduro un «sequestro di guerra» e non un'operazione di polizia.
Il processo si inserisce in un quadro geopolitico radicalmente mutato. Dopo la cattura di Maduro, la vicepresidente Delcy Rodríguez ha assunto la presidenza ad interim e, secondo fonti diplomatiche latinoamericane, ha avviato un riavvicinamento con Washington, che ha allentato le sanzioni petrolifere e ora controlla di fatto i proventi delle esportazioni di greggio venezuelano. Questo riposizionamento ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato, gli Stati Uniti considerano l'operazione come un'azione legittima contro un fuggitivo; dall'altro, nell'ottica di Caracas e di alcuni governi della regione, la cattura viola il diritto internazionale e la sovranità nazionale. Manifestazioni contrapposte hanno accompagnato le udienze a Manhattan, con bandiere venezuelane sia a sostegno di Maduro sia per chiedere giustizia.
Il calendario processuale prevede che la difesa depositi le prime mozioni entro settembre, con un'udienza dedicata il 17 novembre. La procura completerà la consegna delle prove non classificate entro fine settembre e di quelle classificate entro metà novembre. Il giudice Hellerstein, 92 anni, dovrà affrontare questioni giuridiche complesse, tra cui la giurisdizione del tribunale e l'immunità, che potrebbero ritardare ulteriormente il dibattimento. Parallelamente, Maduro è oggetto di una causa civile intentata dalle famiglie di cinque giovani uccisi in Venezuela, mentre l'amministrazione Trump ha chiesto l'immunità per la presidente Rodríguez in un'altra azione legale in Florida. Il processo penale, se confermato, sarà uno dei più rilevanti mai celebrati negli Stati Uniti contro un ex capo di Stato straniero.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.90 | critical |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.10 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
L'Atlantico progressista denuncia il rapimento di Stato e la strumentalizzazione della giustizia americana contro Maduro, schierandosi contro l'amministrazione Trump.
Utilizza il termine 'rapimento' per ridefinire l'operazione delle forze speciali come un atto illegale, invertendo la narrativa ufficiale di cattura legale.
Omette di menzionare le accuse di narcotraffico e la lunga indagine che ha portato all'arresto, concentrandosi solo sulla modalità della cattura.
Il mondo arabo-levantino esprime scetticismo sull'operazione americana, pur riconoscendo la natura autoritaria di Maduro, mantenendo una posizione di osservatore critico.
Inserisce l'aggettivo 'controversa' per minare la legittimità dell'azione statunitense senza condannarla esplicitamente, creando un'ambiguità che lascia spazio a interpretazioni.
Omette di menzionare la proposta congiunta per il processo del 2027, concentrandosi invece sull'udienza e sulla controversia della cattura.
L'America Latina mainstream si limita a registrare i fatti del processo, accettando implicitamente la giurisdizione statunitense e la definizione di Maduro come deposto.
Utilizza un linguaggio giuridico neutro e termini come 'deposto' per normalizzare la cattura e il processo come eventi legittimi, senza mettere in discussione la sovranità.
Omette di menzionare le critiche alla cattura come controversa o illegale, a differenza di altri blocchi.
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