
Farnborough 2026: Airbus accelera sul nuovo aereo, Boeing frena, le compagnie rinnovano
Al salone inglese il costruttore europeo delinea il successore dell’A320 per il 2035, mentre quello americano punta a migliorare l’esistente; Aerolíneas Argentinas e flynas annunciano ordini, e l’Ue prepara una stretta sulla proprietà delle compagnie.
La ventesima edizione del salone aeronautico di Farnborough ha messo a nudo la divaricazione strategica tra i due giganti dell’aviazione commerciale. Airbus ha confermato l’intenzione di lanciare un nuovo velivolo a corridoio singolo, successore della famiglia A320, con entrata in servizio nella seconda metà del prossimo decennio. Il programma si appoggia sul dimostratore alare “Wing of Tomorrow”, che inizierà i test in volo già quest’anno, e punta a un taglio dei consumi tra il 20 e il 30 per cento. Boeing, al contrario, ritiene che le compagnie aeree chiedano soprattutto maggiore affidabilità dei motori e un incremento delle cadenze produttive del 737 MAX, piuttosto che un progetto completamente nuovo. Secondo la dirigenza di Chicago, circa il 70 per cento della liquidità generata dal gruppo dipende da quel programma, e la priorità resta il risanamento finanziario prima di impegnarsi in un nuovo sviluppo.
Sul fronte delle flotte, il salone ha registrato mosse significative da parte di vettori di diverse regioni. Aerolíneas Argentinas ha presentato il più ampio piano di rinnovo degli ultimi dieci anni: venti velivoli tra Airbus A330neo e Boeing 737 MAX, finanziati interamente con risorse proprie e senza trasferimenti statali, dopo due esercizi consecutivi in utile operativo. L’operazione sostituirà il 25 per cento della flotta e il 60 per cento dei lungo raggio, introducendo per la prima volta la classe Premium Economy sulle rotte internazionali. La low-cost saudita flynas ha confermato l’acquisto di venticinque Airbus, portando il totale degli ordini a duecentotrentacinque, mentre Qantas ha visto atterrare a Melbourne il primo A350-1000ULR del progetto Sunrise, reduce da un volo di prova di oltre venti ore dalla Francia, in vista dei collegamenti diretti Sydney-Londra previsti per l’autunno del 2027.
L’ecosistema industriale ha mostrato segnali di vitalità anche sul versante della supply chain e dei servizi. Il Marocco si è presentato con un’industria aeronautica che conta ormai centocinquantacinque imprese, venticinquemila addetti e quasi tre miliardi di dollari di esportazioni, candidandosi a piattaforma di produzione e ingegneria per i grandi committenti globali. La francese Pelico, specializzata in piattaforme di orchestrazione della produzione basate sull’intelligenza artificiale, ha ottenuto un investimento strategico dal fondo AE Ventures per accelerare l’espansione in Nord America, forte di clienti come Boeing e Safran. Sul fronte dei motori, MTU Aero Engines ha raccolto ordini per cinquecento milioni di dollari, in gran parte legati alla famiglia Pratt & Whitney GTF.
Un capitolo a sé è stato aperto dalla notizia, diffusa a margine del salone, che l’Unione Europea si appresta a rivedere le regole sulla proprietà delle compagnie aeree per impedire a investitori extraeuropei di acquisire il controllo effettivo dei vettori comunitari. L’iniziativa, attesa per l’autunno, rischia di complicare la battaglia per easyJet, contesa tra l’americana Apollo Global Management e Castlelake con offerte in contanti superiori ai sette miliardi di dollari. Bruxelles intende così bilanciare l’apertura ai capitali globali con la tutela della propria autonomia strategica in un settore sempre più esposto a logiche di consolidamento transfrontaliero.
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