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Economia e Mercatigiovedì 23 luglio 2026

Messico, l’inflazione scende al 3,1%. In Argentina crolla la fiducia, la Russia teme i carburanti

I dati di luglio disegnano un’estate a più velocità: rientro nel target per Città del Messico, pessimismo record tra i consumatori argentini e accelerazione dei prezzi in Russia spinta dal diesel.

L’inflazione messicana ha sorpreso per il secondo mese consecutivo, scendendo al 3,10% nella prima metà di luglio, ben dentro l’intervallo obiettivo della banca centrale (3% ± 1 punto). Il dato, diffuso dall’Istituto nazionale di statistica, è stato trainato dal crollo dei prezzi di frutta e verdura, con il pomodoro in calo del 13,18% quindicinale, e da riduzioni nei servizi alberghieri e nel gas domestico. L’inflazione di fondo è rimasta però ferma al 3,95%, segnalando che le pressioni sui servizi non si sono ancora dissolte. In questo quadro, la Banxico ha mantenuto il tasso di riferimento al 6,50% e, secondo gli analisti di Città del Messico, intende conservare una postura prudente almeno fino a quando la dinamica dei servizi non mostrerà un rallentamento più convincente.

Sul fronte opposto si colloca l’Argentina, dove l’Indice di Fiducia dei Consumatori elaborato dall’Università Torcuato Di Tella è arretrato del 4,78% su base mensile e del 12,30% su base annua, toccando i 40,67 punti. La contrazione ha colpito tutte le aree geografiche e tutte le fasce di reddito, ma ha scavato un solco profondo tra i nuclei a basso reddito (-11,47% mensile) e quelli ad alto reddito (-1,45%). La componente più penalizzata è stata la percezione della situazione macroeconomica, scesa dell’8,49%, mentre le aspettative future hanno perso oltre il 7%. Negli ambienti economici di Buenos Aires si legge in questa divaricazione il segno di un disagio che si concentra sui settori più esposti all’aumento del costo della vita e alla precarietà del lavoro.

Anche la Russia mostra segnali di tensione, ma di natura opposta. Le attese di inflazione delle famiglie, rilevate dalla Fondazione Opinione Pubblica, sono balzate al 14,7% a luglio, mentre i dati settimanali di Rosstat indicano un’accelerazione dei prezzi al consumo, con un incremento medio giornaliero doppio rispetto allo stesso mese del 2025. A spingere l’indice sono stati soprattutto i carburanti: la benzina è salita dell’1,7% in una sola settimana e del 18,3% da inizio anno, il diesel del 20,1%. Alcuni economisti russi fanno notare che si tratta di uno shock di offerta – legato a limiti nella capacità di raffinazione – e non di un eccesso di domanda, il che potrebbe indurre la Banca Centrale a non alzare i tassi, o persino a ridurli, nonostante l’impennata dei prezzi.

Il Brasile offre un quadro intermedio. L’intenzione di consumo delle famiglie, misurata dalla Confederazione Nazionale del Commercio, è cresciuta dello 0,1% a luglio, nono rialzo consecutivo, ma resta al di sotto della soglia di soddisfazione e segna un calo dell’8,7% su base annua. Sul fronte dei prezzi, l’indice settimanale IPC-S ha frenato allo 0,07%, con il gruppo alimentare in territorio negativo. I prossimi appuntamenti chiave saranno le decisioni dei banchieri centrali a Mosca e a Città del Messico, e la diffusione dei nuovi dati sulla fiducia a Buenos Aires, per capire se la divergenza tra le due sponde dell’Atlantico sia destinata ad ampliarsi.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.30 a 0.00
CriticoFavorevole
LATRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa russa e CSI−0.30critical
Stampa latinoamericana0.00
Voce

Il Messico celebra il calo dell'inflazione al 3,1%, mentre l'Argentina registra un crollo della fiducia dei consumatori. Il Brasile mostra una lieve ripresa della spesa.

Meccanismocontrasto regionale

L'uso di dati ufficiali (Inegi, Università Di Tella) e la contrapposizione tra andamenti positivi e negativi creano una narrazione di divergenza regionale senza attribuire colpe.

Omissione

Manca qualsiasi riferimento alla Russia e alle sue preoccupazioni sui carburanti, che pure fanno parte del titolo globale.

PragmatismoDistaccoVoci divise
Stampa russa e CSI−0.30
Voce

La Russia teme che l'aumento dei prezzi dei carburanti alimenti l'inflazione, mentre la Banca Centrale potrebbe sorprendere con un taglio dei tassi nonostante i segnali allarmanti.

Meccanismoallarme interno

L'articolo utilizza dati di sondaggi (FOM) e metafore (cherosene sul fuoco) per creare un senso di urgenza e contraddizione, suggerendo che le decisioni ufficiali potrebbero essere irrazionali.

Omissione

Non menziona il calo dell'inflazione in Messico né il crollo della fiducia in Argentina, concentrandosi esclusivamente sulla dinamica interna russa.

AllarmeScetticismo

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giovedì 23 luglio 2026

Messico, l’inflazione scende al 3,1%. In Argentina crolla la fiducia, la Russia teme i carburanti

I dati di luglio disegnano un’estate a più velocità: rientro nel target per Città del Messico, pessimismo record tra i consumatori argentini e accelerazione dei prezzi in Russia spinta dal diesel.

L’inflazione messicana ha sorpreso per il secondo mese consecutivo, scendendo al 3,10% nella prima metà di luglio, ben dentro l’intervallo obiettivo della banca centrale (3% ± 1 punto). Il dato, diffuso dall’Istituto nazionale di statistica, è stato trainato dal crollo dei prezzi di frutta e verdura, con il pomodoro in calo del 13,18% quindicinale, e da riduzioni nei servizi alberghieri e nel gas domestico. L’inflazione di fondo è rimasta però ferma al 3,95%, segnalando che le pressioni sui servizi non si sono ancora dissolte. In questo quadro, la Banxico ha mantenuto il tasso di riferimento al 6,50% e, secondo gli analisti di Città del Messico, intende conservare una postura prudente almeno fino a quando la dinamica dei servizi non mostrerà un rallentamento più convincente.

Sul fronte opposto si colloca l’Argentina, dove l’Indice di Fiducia dei Consumatori elaborato dall’Università Torcuato Di Tella è arretrato del 4,78% su base mensile e del 12,30% su base annua, toccando i 40,67 punti. La contrazione ha colpito tutte le aree geografiche e tutte le fasce di reddito, ma ha scavato un solco profondo tra i nuclei a basso reddito (-11,47% mensile) e quelli ad alto reddito (-1,45%). La componente più penalizzata è stata la percezione della situazione macroeconomica, scesa dell’8,49%, mentre le aspettative future hanno perso oltre il 7%. Negli ambienti economici di Buenos Aires si legge in questa divaricazione il segno di un disagio che si concentra sui settori più esposti all’aumento del costo della vita e alla precarietà del lavoro.

Anche la Russia mostra segnali di tensione, ma di natura opposta. Le attese di inflazione delle famiglie, rilevate dalla Fondazione Opinione Pubblica, sono balzate al 14,7% a luglio, mentre i dati settimanali di Rosstat indicano un’accelerazione dei prezzi al consumo, con un incremento medio giornaliero doppio rispetto allo stesso mese del 2025. A spingere l’indice sono stati soprattutto i carburanti: la benzina è salita dell’1,7% in una sola settimana e del 18,3% da inizio anno, il diesel del 20,1%. Alcuni economisti russi fanno notare che si tratta di uno shock di offerta – legato a limiti nella capacità di raffinazione – e non di un eccesso di domanda, il che potrebbe indurre la Banca Centrale a non alzare i tassi, o persino a ridurli, nonostante l’impennata dei prezzi.

Il Brasile offre un quadro intermedio. L’intenzione di consumo delle famiglie, misurata dalla Confederazione Nazionale del Commercio, è cresciuta dello 0,1% a luglio, nono rialzo consecutivo, ma resta al di sotto della soglia di soddisfazione e segna un calo dell’8,7% su base annua. Sul fronte dei prezzi, l’indice settimanale IPC-S ha frenato allo 0,07%, con il gruppo alimentare in territorio negativo. I prossimi appuntamenti chiave saranno le decisioni dei banchieri centrali a Mosca e a Città del Messico, e la diffusione dei nuovi dati sulla fiducia a Buenos Aires, per capire se la divergenza tra le due sponde dell’Atlantico sia destinata ad ampliarsi.

Divergenza — chi la racconta come
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2 blocchi · posizioni da −0.30 a 0.00
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Il Messico celebra il calo dell'inflazione al 3,1%, mentre l'Argentina registra un crollo della fiducia dei consumatori. Il Brasile mostra una lieve ripresa della spesa.

Meccanismocontrasto regionale

L'uso di dati ufficiali (Inegi, Università Di Tella) e la contrapposizione tra andamenti positivi e negativi creano una narrazione di divergenza regionale senza attribuire colpe.

Omissione

Manca qualsiasi riferimento alla Russia e alle sue preoccupazioni sui carburanti, che pure fanno parte del titolo globale.

PragmatismoDistaccoVoci divise
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La Russia teme che l'aumento dei prezzi dei carburanti alimenti l'inflazione, mentre la Banca Centrale potrebbe sorprendere con un taglio dei tassi nonostante i segnali allarmanti.

Meccanismoallarme interno

L'articolo utilizza dati di sondaggi (FOM) e metafore (cherosene sul fuoco) per creare un senso di urgenza e contraddizione, suggerendo che le decisioni ufficiali potrebbero essere irrazionali.

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Non menziona il calo dell'inflazione in Messico né il crollo della fiducia in Argentina, concentrandosi esclusivamente sulla dinamica interna russa.

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