
Gli Houthi colpiscono petroliere saudite nel Mar Rosso: si allarga il fronte del conflitto Iran-USA
L'attacco rivendicato dai ribelli yemeniti apre un secondo corridoio marittimo a rischio, mentre Washington bombarda l'Iran per la dodicesima notte consecutiva e il petrolio supera i 100 dollari.
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato giovedì l'attacco a due petroliere saudite nel Mar Rosso, le navi Encelia e Layla, colpite con missili balistici e droni. L'operazione, descritta come l'avvio di un «blocco navale» contro l'Arabia Saudita, ha provocato un incendio a bordo della Encelia, confermato dalle autorità di Riad, mentre il prezzo del greggio Brent ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio. Contemporaneamente, il Comando centrale statunitense ha annunciato la dodicesima notte consecutiva di raid aerei sull'Iran, con l'obiettivo di degradare le capacità missilistiche e marittime di Teheran.
La mossa degli Houthi allarga il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran a un secondo strozzatura strategica, lo stretto di Bab el-Mandeb, dopo la quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz. Secondo fonti militari americane, l'Iran utilizza i propri alleati regionali per colpire le rotte energetiche alternative di Riad: l'Arabia Saudita aveva infatti dirottato milioni di barili al giorno via oleodotto verso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso, per aggirare il blocco del Golfo. Ora anche quel corridoio è minacciato. Da Teheran, il portavoce delle forze armate ha dichiarato che gli attacchi di ritorsione continueranno finché proseguiranno i raid statunitensi, mentre le Guardie della rivoluzione hanno rivendicato il lancio di missili contro basi americane in Kuwait e Giordania.
Per l'Europa e l'Italia, l'escalation comporta un immediato aggravamento dello shock energetico. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha avvertito che «lo shock energetico potrebbe intensificarsi ulteriormente», alimentando l'inflazione e le pressioni per un rialzo dei tassi. Secondo analisti di Bruxelles, il combinato disposto della chiusura di Hormuz e delle minacce a Bab el-Mandeb rischia di strangolare le forniture di greggio verso il Mediterraneo, con un impatto diretto sui costi di raffinazione e sui prezzi alla pompa in Italia, già provati da mesi di volatilità. Il segretario generale dell'ONU, António Guterres, ha descritto una situazione «fuori controllo, sull'orlo dell'inimmaginabile».
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato «una grave punizione militare» contro l'Iran e gli Houthi, e ha avvertito che per ogni attacco a una nave nello Stretto di Hormuz gli Stati Uniti distruggeranno «un ponte o una centrale elettrica» in Iran. Sul piano diplomatico, il segretario di Stato Marco Rubio ha accusato Teheran di aver «imbrogliato» gli Houthi spingendoli ad attaccare, mentre l'Oman ha annunciato sforzi di mediazione per riavviare i colloqui tra Riad e i ribelli. Al momento, non si registrano progressi verso un cessate il fuoco: le operazioni militari americane proseguono, il blocco navale yemenita resta in vigore e i mercati petroliferi restano in forte tensione.
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | −0.10 | neutral |
| Stampa africana subsahariana | −0.50 | critical |
L'India e il Sud Asia registrano gli eventi con distacco, dando spazio a entrambe le narrazioni.
Includere la contro-rivendicazione iraniana di aver colpito basi statunitensi in Kuwait insieme agli attacchi statunitensi crea un'impressione di equilibrio, suggerendo che entrambe le parti sono impegnate in un'escalation reciproca.
Non menziona le vittime civili degli attacchi statunitensi, che sono invece riportate dalla stampa africana subsahariana.
Israele avverte che l'attacco Houthi crea un nuovo collo di bottiglia per il petrolio, ampliando la minaccia alla sicurezza globale.
Inquadrando l'attacco Houthi come un nuovo collo di bottiglia insieme allo Stretto di Hormuz, il blocco eleva la posta in gioco strategica, facendo apparire il conflitto come una minaccia diretta alle forniture energetiche globali e giustificando una risposta più aggressiva.
Non menziona le vittime degli attacchi statunitensi né la rivendicazione iraniana di aver colpito basi in Kuwait, concentrandosi solo sulla minaccia petrolifera.
L'Africa subsahariana denuncia il costo umano degli attacchi statunitensi, sottolineando le vittime civili e mettendo in dubbio le giustificazioni militari.
Riportando il numero di morti e feriti degli attacchi statunitensi, il blocco sposta l'attenzione dalle narrazioni strategiche alla sofferenza umana, minando la legittimità della campagna statunitense.
Non menziona la minaccia strategica al petrolio globale né la rivendicazione iraniana, concentrandosi solo sulle conseguenze umane degli attacchi statunitensi.
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