
Trump minaccia Teheran dopo gli attacchi Houthi nel Mar Rosso: greggio oltre 100 dollari
Il presidente americano promette una «severa punizione militare» all’Iran se i ribelli yemeniti colpiranno ancora, mentre il Brent supera la soglia psicologica.
La minaccia di Donald Trump di ritenere l’Iran «responsabile» per ogni nuovo attacco degli Houthi contro navi nel Mar Rosso e di infliggere una «punizione militare severa» sia a Teheran sia ai ribelli yemeniti ha innescato un immediato scossone sui mercati petroliferi globali. Il Brent, il greggio di riferimento internazionale, ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, con un balzo superiore al 6% nella sola giornata di giovedì. La dichiarazione, affidata al social network Truth Social, segue la rivendicazione da parte del movimento yemenita Ansar Allah di attacchi con missili e droni contro due petroliere saudite, la Encelia e la Layla, nel tratto meridionale del Mar Rosso, dopo aver proclamato un blocco navale contro l’Arabia Saudita in risposta all’assedio aereo e portuale imposto da Riad allo Yemen.
Secondo fonti della Casa Bianca, la mossa degli Houthi – che Trump definisce «strumento o rappresentante» dell’Iran – allarga il conflitto in corso tra Washington e Teheran a un secondo collo di bottiglia strategico per il commercio energetico mondiale. Il segretario di Stato Marco Rubio ha rincarato la dose, avvertendo che il prezzo pagato dall’Iran «aumenterà ogni notte» finché non accetterà un accordo di pace. Nell’ottica di Teheran, invece, la dottrina è quella della rappresaglia speculare: il capo del Parlamento iraniano ha dichiarato che «o tutti, o nessuno» potrà esportare petrolio dal Golfo Persico, mentre la Guardia rivoluzionaria ha colpito basi americane in Kuwait e Giordania per il dodicesimo giorno consecutivo di ostilità, dopo il collasso della tregua temporanea negoziata in primavera.
Per gli analisti dei mercati energetici europei, la concomitanza tra la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte iraniana e il rischio di interruzione del traffico attraverso Bab el-Mandeb – dove già diverse petroliere hanno invertito la rotta – rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza degli approvvigionamenti del Vecchio Continente. L’Italia, che dipende per oltre il 90% dalle importazioni di greggio e gas via mare, vedrebbe un’escalation prolungata tradursi in un aggravio dei costi energetici e in nuove pressioni inflazionistiche, in un quadro già segnato dalla volatilità dei prezzi al consumo. Le cancellerie europee seguono con apprensione l’evolversi della crisi, consapevoli che un’interruzione prolungata delle due arterie marittime – da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale – avrebbe ripercussioni sistemiche sulle economie del Mediterraneo.
Il dossier si inserisce in un conflitto tra Stati Uniti e Iran che dal febbraio scorso non ha mai conosciuto una reale de-escalation, nonostante i tentativi di mediazione regionale. Trump ha inoltre legato la concessione di un accordo nucleare civile all’Arabia Saudita alla normalizzazione dei rapporti tra Riad e Israele nell’ambito degli Accordi di Abramo, aggiungendo un ulteriore tassello di complessità diplomatica. Al momento, né Washington né Teheran mostrano segnali di apertura a nuovi negoziati, mentre gli attacchi reciproci proseguono senza sosta. La prospettiva di un allargamento del conflitto al Mar Rosso, con il coinvolgimento attivo degli Houthi, allontana ulteriormente l’ipotesi di una tregua e consolida uno scenario di instabilità prolungata per l’intera regione mediorientale e per le rotte energetiche globali.
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
Russia projects the American threat as an escalation attempt, highlighting Trump's inconsistency and the proxy nature of the Houthis.
The mechanism is projection: attributing responsibility to Tehran for proxy actions, reversing the narrative of American aggression.
The Russian press omits the Saudi perspective on the attacks and the context of the Houthi blockade, which could justify the American reaction.
The Atlantic presents Trump's threat as a proportionate and necessary response to Houthi attacks, legitimizing the use of force.
The mechanism is symmetric escalation: presenting the American reaction as a direct backlash to enemy actions, without questioning the strategy.
The Atlantic press omits Trump's previous praise of the Houthis, which would undermine the consistency of his threat.
L'America Latina universalizza la crisi come un problema economico globale, spostando l'attenzione dalle dinamiche belliche alle conseguenze per il commercio.
Il meccanismo è l'universalizzazione: si inquadra l'evento in un contesto di interesse comune (sicurezza energetica), rendendo la minaccia rilevante per tutti.
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