
Zidane alla guida della Francia fino al 2030: l’era post-Deschamps è già cominciata
L’ex fuoriclasse firma un contratto di sei anni con i Bleus, mentre il calcio europeo ridisegna le proprie panchine più prestigiose.
Zinédine Zidane ha firmato un contratto che lo legherà alla nazionale francese fino al giugno del 2030. La notizia, rilanciata dal giornalista Fabrizio Romano e ripresa con insistenza dai media di tutto il mondo, non ha ancora ricevuto l’ufficialità della Fédération Française de Football, ma viene data per acquisita negli ambienti vicini al calcio transalpino. L’annuncio formale è atteso entro la fine del mese, e già si parla di un progetto tecnico che Zidane, 54 anni, sta costruendo con i suoi collaboratori più fidati, azzerando completamente lo staff precedente.
L’avvicendamento chiude il lungo ciclo di Didier Deschamps, che lascia dopo quattordici anni un’eredità imponente: il titolo mondiale del 2018, la Nations League del 2021 e una finale mondiale nel 2022. L’ultimo capitolo, il Mondiale del 2026, si è però concluso con una semifinale persa 2-0 contro la Spagna e un quarto posto dopo la sconfitta per 6-4 contro l’Inghilterra nella finale di consolazione, nonostante i dieci gol di Kylian Mbappé, capocannoniere del torneo e nuovo primatista assoluto di reti nella storia della Coppa del Mondo con 22 centri. La federazione francese ha salutato Deschamps con un comunicato che ne esalta «l’impegno eccezionale» e «l’amore per la maglia blu», ma il passaggio di testimone a Zidane era nell’aria da tempo, alimentato da un’attesa popolare che la stampa italiana ha definito «a furor di popolo».
Zidane torna in nazionale da allenatore dopo averne segnato la storia da calciatore: campione del mondo nel 1998, d’Europa nel 2000, vincitore della Champions League con il Real Madrid nel 2002 e protagonista, suo malgrado, della finale del 2006 chiusa con l’espulsione per la testata a Materazzi. In panchina, con il Real Madrid, ha infilato tre Champions League consecutive (2016-2018) e due titoli spagnoli, restando lontano dai campi dal 2021 proprio in attesa di questa chiamata. Durante il Mondiale appena concluso, Zidane è stato visto seguire dal vivo diverse partite, tra cui l’esordio del figlio Luca, portiere dell’Algeria, contro l’Argentina, e la finale vinta dalla Spagna, segno di un’agenda già proiettata sul nuovo incarico.
La girandola delle panchine non riguarda solo la Francia. Mentre l’Italia resta in attesa di sciogliere il nodo del proprio commissario tecnico, le grandi nazionali europee stanno piazzando nomi di richiamo: Jürgen Klopp è in procinto di diventare il selezionatore della Germania, l’Olanda potrebbe affidarsi ad Arne Slot, il Belgio a Mark van Bommel, e il Portogallo a Jorge Jesus. In questo ridisegnarsi della geografia tecnica continentale, Zidane rappresenta la scommessa più attesa. Il suo primo banco di prova sarà la Nations League del 2027, tappa di avvicinamento verso l’Europeo del 2028 e il Mondiale del 2030, che la Francia affronterà con l’ambizione di riaprire un ciclo vincente sotto la guida di una delle sue leggende più amate.
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
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| Stampa europea continentale | +0.50 | aligned |
| Stampa israeliana | 0.00 | neutral |
Zidane, figlio di immigrati algerini, ha dovuto superare il razzismo per diventare ct della Francia.
Raccontando un episodio di discriminazione passata, il blocco lega il successo di Zidane alla sua identità algerina, creando una narrazione di riscatto.
Il blocco omette il contesto europeo degli altri grandi ct e i record di Mbappé, che sposterebbero l'attenzione dall'identità.
La Francia si assicura un allenatore di caratura mondiale, in un'estate che vede le grandi nazionali rinnovarsi con nomi di prestigio.
Inserendo la nomina in una tendenza europea, il blocco normalizza il cambiamento e lo presenta come un'evoluzione naturale del calcio continentale.
Il blocco omette le controversie legate alle origini di Zidane e la discriminazione, che minerebbero la narrazione celebrativa.
Zidane ha firmato un contratto a lungo termine con la Francia, mentre Mbappé continua a infrangere record mondiali.
Fornendo dati statistici precisi, il blocco adotta un tono di cronaca asettica che evita interpretazioni politiche o identitarie.
Il blocco omette la storia della discriminazione subita da Zidane e il contesto europeo degli altri ct, che aggiungerebbero complessità.
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