
Glasgow 2026: McEvoy ritorna uomo nuovo, McCann nuota oltre il dolore
Dodici anni dopo il debutto, Cameron McEvoy torna ai Giochi del Commonwealth da padre e veterano; Sean McCann, fratello di Madeleine, cerca un futuro olimpico nelle corsie di Tollcross.
Quando Cameron McEvoy atterrò a Glasgow nel 2014 era un diciannovenne timido, ultimo tassello di una generazione di velocisti australiani che Londra 2012 aveva già ribattezzato, con troppa enfasi, «armi di distruzione di massa». Mercoledì mattina, ora australiana, lo stesso McEvoy è sceso dall’aereo nella capitale scozzese con un bagaglio esistenziale radicalmente diverso: un figlio, una carriera internazionale ormai quasi interamente scritta e un rapporto con l’acqua ricostruito dopo aver sfiorato l’addio. «Ero praticamente un ragazzino, ora ho un mio bambino», ha dichiarato ai giornalisti presenti all’aeroporto, aggiungendo che nella squadra attuale c’è una compagna di quattordici anni, Mia Hogan, che all’epoca del suo primo Commonwealth ne aveva solo due.
Quel lungo intervallo è stato punteggiato da più cadute che trionfi. McEvoy non ha mai vinto un oro individuale ai Giochi del Commonwealth: a Glasgow 2014 fu argento nei 50, 100 e 200 metri stile libero; sulla Gold Coast, nel 2018, arrivò bronzo nei 50 e mancò il podio nei 100 pur essendo primatista del Commonwealth e miglior tempo delle batterie. Dopo Rio 2016 e la delusione casalinga, il nuotatore si è descritto come «nel deserto», incerto se continuare. A riportarlo in vasca, secondo i resoconti australiani, fu la resilienza mentale del compagno Elijah Winnington, capace di passare dal settimo posto nella finale olimpica dei 400 metri a Tokyo al titolo mondiale l’anno successivo. «Vederlo rimontare così mi ha ispirato a fare lo stesso passo», ha spiegato McEvoy, che ora si appresta a rivivere la vasca di Tollcross con la sensazione, ha detto, «quasi nostalgica» di chi pratica uno sport divenuto irriconoscibile.
Sullo sfondo della stessa piscina si muove una storia altrettanto densa, seguita con discrezione dai media britannici e iberici. Sean McCann, ventun anni, è stato selezionato per rappresentare la Scozia nelle gare di stile libero su distanza. Fratello minore di Madeleine McCann, la bambina scomparsa nel 2007 a Praia da Luz, in Portogallo, Sean aveva solo due anni all’epoca dei fatti. La famiglia non ha mai smesso di cercare la primogenita, ma nel frattempo il ragazzo ha costruito una carriera sportiva di alto livello: nove sedute in piscina e tre in palestra ogni settimana, sveglia alle quattro del mattino da quando aveva undici anni, come lui stesso ha raccontato sul sito del Joe Humphries Memorial Trust. Studente di ingegneria chimica alla Loughborough University, McCann ha già rappresentato la Scozia ai Giochi giovanili del Commonwealth a Trinidad e Tobago nel 2023, chiudendo quinto nei 400 metri, e punta ora a usare Glasgow come trampolino per Los Angeles 2028.
La presenza di McCann aggiunge uno strato umano a una manifestazione che, nell’ottica degli osservatori canadesi, vedrà anche il ritorno di figure come Andre De Grasse, assente dai Giochi del Commonwealth dal 2014, e la conferma di Kylie Masse, cinque volte medagliata olimpica, chiamata a guidare la delegazione in assenza di Summer McIntosh. La ginnasta Ellie Black, oro nel concorso generale e alla trave nel 2018, e il martellista Ethan Katzberg, argento a Birmingham, completano un quadro di atleti che a Glasgow cercano riscatto o consacrazione.
Le gare di nuoto prenderanno il via giovedì 23 luglio al Tollcross International Centre. Per McEvoy sarà l’occasione di colmare l’unica lacuna di un palmarès che conta già sei medaglie ai Giochi del Commonwealth, ma nessun oro individuale. Per McCann, ogni bracciata rappresenterà un passo verso un’identità sportiva autonoma, lontana dall’ombra di una tragedia familiare che da diciannove anni occupa le cronache d’Europa.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.40 | aligned |
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| Stampa latinoamericana | −0.10 | neutral |
I Giochi del Commonwealth mettono in mostra storie di trionfo personale: la rinascita di McEvoy e la resilienza di McCann. Lo sport trasforma la tragedia in scopo.
Accostando il ritorno di McEvoy alla storia di McCann, la narrazione crea un tema universale di superamento delle avversità, rendendo i successi degli atleti eroici e inevitabili.
Il blocco atlantico omette la natura irrisolta della scomparsa di Madeleine e il dolore continuo della famiglia, concentrandosi esclusivamente sul risultato sportivo di Sean come storia positiva.
La tragedia della famiglia McCann rimane irrisolta; la ricerca atletica di Sean è un barlume di speranza ma non cancella il dolore di un mistero vecchio di 19 anni.
Sottolineando la scomparsa irrisolta e il basso profilo della famiglia, la narrazione mantiene un senso di tragedia in corso, rendendo il successo atletico di Sean agrodolce e secondario rispetto al mistero più grande.
Il blocco latinoamericano omette la storia parallela di Cameron McEvoy e l'atmosfera celebrativa più ampia dei Giochi, concentrandosi esclusivamente sulla tragedia della famiglia McCann.
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