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Geopolitica e Politicagiovedì 2 luglio 2026

Washington designa i Chone Killers come gruppo terrorista: si consolida l’asse securitario con Quito

La decisione di Marco Rubio inserisce la banda ecuadoriana nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere, estendendo la strategia continentale dell’amministrazione Trump e rafforzando la cooperazione con il presidente Noboa.

Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato mercoledì l’inserimento del gruppo criminale ecuadoriano Los Chone Killers nella duplice lista delle Organizzazioni Terroristiche Straniere (FTO) e dei Terroristi Globali Specialmente Designati (SDGT). La misura, comunicata dal segretario di Stato Marco Rubio, produce conseguenze immediate: i beni eventualmente riconducibili all’organizzazione o ai suoi affiliati in giurisdizioni raggiungibili dagli Stati Uniti possono essere congelati, e qualsiasi sostegno materiale al gruppo diventa perseguibile. Si tratta della terza banda ecuadoriana a ricevere tale qualifica, dopo Los Choneros e Los Lobos, designate nel settembre dello scorso anno.

Secondo la ricostruzione fornita da Washington, i Chone Killers – nati nel 2020 da una scissione interna ai Choneros – operano come anello di congiunzione tra i cartelli messicani e le rotte di esportazione della cocaina che transitano per i porti ecuadoriani, in particolare Guayaquil. Rubio ha dichiarato che il gruppo “ha compiuto numerosi attacchi contro civili, forze dell’ordine e funzionari governativi, inclusi omicidi di alto profilo di personalità pubbliche”. L’amministrazione Trump inquadra la designazione nella più ampia strategia di “protezione dell’emisfero” dal narcotraffico, volta a interrompere i flussi finanziari che alimentano i cosiddetti narcoterroristi. Fonti diplomatiche latinoamericane osservano che la mossa consolida un modello di cooperazione securitaria bilaterale già avviato con Quito, dove il presidente rieletto Daniel Noboa ha dichiarato nel gennaio 2024 un conflitto armato interno e ha qualificato come terroristiche ventidue organizzazioni criminali.

Dal canto suo, il governo ecuadoriano ha progressivamente allineato il proprio quadro giuridico e operativo alle esigenze statunitensi. Un decreto presidenziale firmato dodici giorni prima dell’annuncio garantisce immunità alle truppe straniere impegnate nella lotta al crimine organizzato sul territorio nazionale. In precedenza, un referendum popolare aveva bloccato un progetto di riforma costituzionale che avrebbe permesso l’installazione di basi militari estere, vietate dal 2008. Secondo analisti di Quito, l’immunità concessa per via amministrativa rappresenta un aggiramento di quel vincolo, funzionale a consentire la presenza di forze statunitensi senza passare per una modifica della Carta fondamentale. L’Ecuador, attraversato da circa il 70% della cocaina prodotta in Colombia e Perù, ha chiuso il 2025 con oltre novemila omicidi, il dato più alto della sua storia, e un tasso di 51 assassinii ogni centomila abitanti, secondo le stime di Insight Crime.

La designazione dei Chone Killers si inserisce in una campagna più vasta che ha portato Washington a classificare come narcoterroristi oltre una decina di gruppi in America Latina, tra cui il Tren de Aragua venezuelano, il cartello di Sinaloa e le fazioni brasiliane Primeiro Comando da Capital e Comando Vermelho. Tale strategia, secondo l’interpretazione giuridica fatta propria dall’amministrazione Trump, autorizza azioni dirette contro i gruppi e i loro leader ovunque si trovino. A partire dal 2 settembre scorso, gli Stati Uniti hanno condotto attacchi missilistici contro imbarcazioni sospette nel Caribe e nel Pacifico, operazioni che secondo un conteggio dell’AFP avrebbero causato almeno 215 morti. Organizzazioni per i diritti umani e giuristi latinoamericani hanno denunciato queste azioni come una violazione del diritto internazionale, mentre governi progressisti della regione hanno espresso allarme. Il dossier resta aperto: la collaborazione tra Washington e Quito si intensifica, e il Dipartimento di Stato ha già annunciato che continuerà a “rafforzare la sicurezza regionale” colpendo le fonti di reddito dei gruppi criminali.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Sovranità vs. Sicurezza
25%Media
2 blocchi · posizioni da −0.50 a 0.00
Critico verso l'unilateralismo USAPosizione neutrale o tecnica
LATEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.50critical
Stampa europea continentale0.00neutral
Le testate statunitensi ed ecuadoriane non sono presenti in questo cluster.
Stampa latinoamericana−0.50
Voce

Washington ancora una volta calpesta la sovranità regionale etichettando come terroristi gruppi che i governi locali conoscono meglio.

Meccanismodenuncia di ingerenza

Il blocco enfatizza la mancanza di consultazione e la disparità di potere, trasformando un atto di politica estera in un attacco alla dignità nazionale.

IndignazioneScetticismoVittimismo
Stampa europea continentale0.00
Voce

La comunità internazionale adotta misure coordinate contro il terrorismo, e gli Stati Uniti agiscono nel loro ruolo di leadership.

Meccanismonormalizzazione tecnica

Il blocco inquadra l'evento come routine burocratica, spogliandolo di connotazioni politiche e presentandolo come passo logico nella lotta globale al crimine.

DistaccoPragmatismo

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giovedì 2 luglio 2026

Washington designa i Chone Killers come gruppo terrorista: si consolida l’asse securitario con Quito

La decisione di Marco Rubio inserisce la banda ecuadoriana nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere, estendendo la strategia continentale dell’amministrazione Trump e rafforzando la cooperazione con il presidente Noboa.

Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato mercoledì l’inserimento del gruppo criminale ecuadoriano Los Chone Killers nella duplice lista delle Organizzazioni Terroristiche Straniere (FTO) e dei Terroristi Globali Specialmente Designati (SDGT). La misura, comunicata dal segretario di Stato Marco Rubio, produce conseguenze immediate: i beni eventualmente riconducibili all’organizzazione o ai suoi affiliati in giurisdizioni raggiungibili dagli Stati Uniti possono essere congelati, e qualsiasi sostegno materiale al gruppo diventa perseguibile. Si tratta della terza banda ecuadoriana a ricevere tale qualifica, dopo Los Choneros e Los Lobos, designate nel settembre dello scorso anno.

Secondo la ricostruzione fornita da Washington, i Chone Killers – nati nel 2020 da una scissione interna ai Choneros – operano come anello di congiunzione tra i cartelli messicani e le rotte di esportazione della cocaina che transitano per i porti ecuadoriani, in particolare Guayaquil. Rubio ha dichiarato che il gruppo “ha compiuto numerosi attacchi contro civili, forze dell’ordine e funzionari governativi, inclusi omicidi di alto profilo di personalità pubbliche”. L’amministrazione Trump inquadra la designazione nella più ampia strategia di “protezione dell’emisfero” dal narcotraffico, volta a interrompere i flussi finanziari che alimentano i cosiddetti narcoterroristi. Fonti diplomatiche latinoamericane osservano che la mossa consolida un modello di cooperazione securitaria bilaterale già avviato con Quito, dove il presidente rieletto Daniel Noboa ha dichiarato nel gennaio 2024 un conflitto armato interno e ha qualificato come terroristiche ventidue organizzazioni criminali.

Dal canto suo, il governo ecuadoriano ha progressivamente allineato il proprio quadro giuridico e operativo alle esigenze statunitensi. Un decreto presidenziale firmato dodici giorni prima dell’annuncio garantisce immunità alle truppe straniere impegnate nella lotta al crimine organizzato sul territorio nazionale. In precedenza, un referendum popolare aveva bloccato un progetto di riforma costituzionale che avrebbe permesso l’installazione di basi militari estere, vietate dal 2008. Secondo analisti di Quito, l’immunità concessa per via amministrativa rappresenta un aggiramento di quel vincolo, funzionale a consentire la presenza di forze statunitensi senza passare per una modifica della Carta fondamentale. L’Ecuador, attraversato da circa il 70% della cocaina prodotta in Colombia e Perù, ha chiuso il 2025 con oltre novemila omicidi, il dato più alto della sua storia, e un tasso di 51 assassinii ogni centomila abitanti, secondo le stime di Insight Crime.

La designazione dei Chone Killers si inserisce in una campagna più vasta che ha portato Washington a classificare come narcoterroristi oltre una decina di gruppi in America Latina, tra cui il Tren de Aragua venezuelano, il cartello di Sinaloa e le fazioni brasiliane Primeiro Comando da Capital e Comando Vermelho. Tale strategia, secondo l’interpretazione giuridica fatta propria dall’amministrazione Trump, autorizza azioni dirette contro i gruppi e i loro leader ovunque si trovino. A partire dal 2 settembre scorso, gli Stati Uniti hanno condotto attacchi missilistici contro imbarcazioni sospette nel Caribe e nel Pacifico, operazioni che secondo un conteggio dell’AFP avrebbero causato almeno 215 morti. Organizzazioni per i diritti umani e giuristi latinoamericani hanno denunciato queste azioni come una violazione del diritto internazionale, mentre governi progressisti della regione hanno espresso allarme. Il dossier resta aperto: la collaborazione tra Washington e Quito si intensifica, e il Dipartimento di Stato ha già annunciato che continuerà a “rafforzare la sicurezza regionale” colpendo le fonti di reddito dei gruppi criminali.

Divergenza — chi la racconta come
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Washington ancora una volta calpesta la sovranità regionale etichettando come terroristi gruppi che i governi locali conoscono meglio.

Meccanismodenuncia di ingerenza

Il blocco enfatizza la mancanza di consultazione e la disparità di potere, trasformando un atto di politica estera in un attacco alla dignità nazionale.

IndignazioneScetticismoVittimismo
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La comunità internazionale adotta misure coordinate contro il terrorismo, e gli Stati Uniti agiscono nel loro ruolo di leadership.

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Il blocco inquadra l'evento come routine burocratica, spogliandolo di connotazioni politiche e presentandolo come passo logico nella lotta globale al crimine.

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