
Emmy 2026, la notte di «The Pitt» e «Hacks»: Widow’s Bay è la rivelazione
La medical drama di HBO Max guida con 25 candidature, la comedy si congeda con 24; tra le sorprese la horror-comedy Apple TV+ e la nomination postuma per Rob Reiner.
Mercoledì 8 luglio, in una diretta che ha unito Los Angeles al resto del mondo, gli attori Lisa Colón-Zayas e Jeff Hiller hanno scandito i nomi dei candidati alla 78ª edizione degli Emmy Awards. Dalle loro voci sono uscite le conferme e le sorprese di una stagione televisiva che, secondo gli osservatori statunitensi, sta ridisegnando i confini tra drama e comedy, tra network tradizionali e piattaforme on demand. Il Peacock Theater, che il 14 settembre ospiterà la cerimonia condotta da Mariska Hargitay, ha già cominciato a riempirsi di aspettative.
A guidare la corsa è «The Pitt», il medical drama di HBO Max che dopo il trionfo dello scorso anno come miglior serie drammatica ha raccolto venticinque nomination, quasi il doppio delle tredici ottenute nel 2025. Noah Wyle, già volto di «ER – Medici in prima linea», è di nuovo in lizza come miglior attore protagonista, mentre il cast femminile occupa quattro dei sette posti nella categoria attrice non protagonista. Subito dietro, con ventiquattro candidature, si piazza «Hacks», la comedy che con la sua quinta e ultima stagione firma il record di nomination per una serie comica, superando i ventitré riconoscimenti che in passato erano toccati a «The Bear» e «The Studio». Jean Smart, già vincitrice di quattro Emmy per il ruolo di Deborah Vance, potrebbe aggiudicarsi la quinta statuetta consecutiva.
La vera rivelazione, tuttavia, arriva da Apple TV+. «Widow’s Bay», horror-comedy creata da Katie Dippold e ambientata su un’isola del New England perseguitata da un passato soprannaturale, ha ottenuto diciannove nomination, tra cui quella per il miglior attore protagonista a Matthew Rhys. La serie, uscita quasi in sordina a fine aprile, ha conquistato in poche settimane un pubblico trasversale, tanto che Guillermo del Toro e Jonathan Bailey ne hanno pubblicamente tessuto le lodi. Accanto a lei, sempre su Apple TV+, il drama fantascientifico «Pluribus» di Vince Gilligan ha messo insieme diciotto candidature, confermando la centralità della piattaforma nel panorama seriale contemporaneo.
Le nomination raccontano anche di assenze e di addii. Il finale di «Stranger Things», pur avendo dominato le conversazioni sui social, è rimasto fuori dalle categorie principali, raccogliendo solo sette nomination tecniche. «Euphoria», dopo una stagione che ha diviso la critica americana, porta a casa le candidature di Zendaya e Colman Domingo ma manca nella corsa per la miglior serie drammatica. Un’eco diversa, più intima, arriva dalla nomination postuma a Rob Reiner come guest star in «The Bear»: il regista e attore, scomparso tragicamente lo scorso dicembre, torna per un’ultima volta sotto i riflettori.
Tra le piattaforme, HBO Max guida con centoventidue nomination, seguita da Netflix con centoundici e Apple TV+ con ottantasette. La serata del 14 settembre, condotta per la prima volta dopo quindici anni da una donna, Mariska Hargitay, promette di essere un crocevia di storie e di volti. Mentre le buste sono ancora sigillate, resta l’immagine di un’industria che, tra record e addii, continua a specchiarsi nelle sue creature seriali.
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La serie 'The Pitt' trionfa con 25 nomination, dimostrando la sua superiorità nel panorama televisivo.
Utilizza un lessico enfatico e ripetuto riferimento ai successi passati per costruire una narrazione di dominio incontrastato.
Le nomination agli Emmy sono state annunciate, con 'The Pitt' e 'Hacks' in testa, come un fatto di cronaca tra gli altri.
Inserendo la notizia in un flusso di cronaca eterogenea, la priva di enfasi e la tratta come un fatto ordinario.
La serie 'Pitt' ha raddoppiato le nomination rispetto all'anno scorso, diventando leader con 25 candidature.
Sottolineando il raddoppio delle nomination, presenta il risultato come un progresso oggettivo e misurabile.
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