
Petro telefona a Lula e assicura il passaggio di consegne, mentre la Colombia resta in tensione
Il presidente uscente colombiano ha garantito al leader brasiliano una transizione pacifica il 6 agosto, nonostante le accuse di frode elettorale e la rottura con il presidente eletto de la Espriella.
La mattina del 9 luglio 2026 il presidente colombiano Gustavo Petro ha chiamato il suo omologo brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva per confermare che lascerà l’incarico il 6 agosto e per ribadire, secondo il comunicato diffuso dal Planalto, «il proprio impegno con la democrazia e con una transizione pacifica nel Paese». Il gesto arriva in un clima di forte polarizzazione: dopo il ballottaggio del 21 giugno, vinto con uno scarto di meno di un punto percentuale dal candidato di destra Abelardo de la Espriella, Petro aveva denunciato senza fornire prove una «frode algoritmica con finanziamento estero», mentre il presidente eletto aveva sospeso le riunioni tecniche per il passaggio di consegne e accusato il governo uscente di tramare un «colpo di Stato».
Nella conversazione, Lula ha ringraziato Petro per l’amicizia e la cooperazione bilaterale, sottolineandone la «determinazione incrollabile» nella tutela dell’Amazzonia, nella promozione della sostenibilità ambientale e nel contrasto al narcotraffico e alla criminalità organizzata transnazionale. Fonti del governo brasiliano riferiscono che i due leader hanno anche passato in rassegna la ripresa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump sull’accordo interinale per il Medio Oriente, un dossier che Brasilia monitora per i possibili riflessi sul Paese. Sul piano regionale, l’analisi condotta a Brasilia interpreta la vittoria di de la Espriella – apertamente appoggiato da Washington – come il segnale di un allineamento di parte dell’America Latina con l’amministrazione Trump, destinato a rendere più difficile l’operatività di organismi come la Celac e l’Otca.
Secondo gli osservatori di Bruxelles, questo spostamento dell’asse politico latinoamericano potrebbe avere ripercussioni anche per l’Europa, in particolare sul fronte della cooperazione ambientale e commerciale. L’Italia, che segue con attenzione l’evoluzione del quadro sudamericano anche in vista dell’attuazione dell’accordo UE-Mercosur, vede nel rafforzamento delle destre un fattore che potrebbe rallentare le intese su standard climatici e diritti sociali. Di fronte a questa prospettiva, il governo brasiliano ha già delineato una strategia di «bilateralizzazione» delle relazioni diplomatiche: mantenere i contatti diretti con i presidenti vicini e cercare convergenze su progetti concreti, con l’eccezione dichiarata dell’Argentina di Javier Milei, con cui Lula non ha rapporti.
La transizione colombiana resta tuttavia un processo fragile. De la Espriella, che entrerà in carica il 7 agosto, non ha ancora riattivato i tavoli tecnici con l’amministrazione uscente, mentre Petro ha convocato mobilitazioni per il 20 luglio, alimentando il timore di un ritorno alle violente proteste di piazza che tra il 2019 e il 2021 causarono decine di vittime. L’autorità elettorale colombiana ha certificato la corrispondenza del 99,997% tra lo scrutinio preliminare e quello definitivo, e gli osservatori internazionali hanno convalidato la regolarità del voto. Il partito di Petro, Pacto Histórico, ha annunciato che presenterà un ricorso di nullità, ma il gesto del presidente uscente verso Lula indica, per ora, la volontà di rispettare il calendario istituzionale.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | −0.30 | critical |
Petro rassicura Lula e la regione sulla continuità democratica, presentandosi come garante della stabilità.
Enfatizzando la telefonata come prova di maturità politica, si normalizza la transizione e si minimizzano le controversie elettorali.
Non viene approfondito il rifiuto di De la Espriella di collaborare alla transizione né le accuse di colpo di Stato.
Petro, accusato di fomentare instabilità, cerca di placare le critiche con una telefonata a Lula, ma le tensioni restano alte.
Inquadrando la promessa di transizione pacifica come un'inversione di rotta rispetto alle precedenti accuse di frode, si sottolinea la fragilità della situazione.
Non viene menzionato il sostegno di Lula a Petro né la cooperazione bilaterale, elementi che attenuerebbero la narrazione di crisi.
Allarga lo sguardo
Crisi abitativa: surplus di case negli Usa, fughe in Iran e scommesse sul credito
4 lingue · 6 testate
Da TechnologyOpenAI lancia Work e chiude Atlas: l’agente autonomo ridisegna la competizione
7 lingue · 7 testate
Da Science & HealthEstate e prevenzione: i consigli veri su dieta, idratazione e colesterolo
8 lingue · 15 testate