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Geopolitica e Politicalunedì 13 luglio 2026

Mosca trasferisce gli asset russi di Akzo Nobel alla società che già controlla Rockwool

Il decreto presidenziale affida tre società del colosso olandese delle vernici alla gestione temporanea di RSA, struttura legata a Rostec e già attiva nella cooperazione con il comparto militare.

Con un decreto firmato il 13 luglio, il presidente russo Vladimir Putin ha disposto il passaggio in amministrazione temporanea delle tre principali entità locali del gruppo olandese Akzo Nobel – Azko Nobel Dekor, Azko Nobel Koutings e Azko Nobel Lakokraska – alla società per azioni «Razvitie Stroitelnykh Aktivov» (RSA). La holding, registrata a Mosca nell’autunno del 2025 e con un management non reso pubblico, aveva già ricevuto a fine dicembre gli stabilimenti russi del produttore danese di isolanti Rockwool e, in gennaio, le attività dell’azienda polacco-americana di imballaggi in alluminio Canpack. Il provvedimento rientra in una sequenza di trasferimenti avviati dopo il febbraio 2022, che secondo fonti governative russe costituiscono una risposta simmetrica alla confisca o alla limitazione dei diritti di proprietà russi all’estero da parte di Paesi definiti «non amici».

Secondo l’impianto normativo illustrato da analisti vicini al Cremlino, la gestione temporanea non equivale a un esproprio formale, ma sospende i diritti di voto e di disposizione degli azionisti originari, affidando il controllo operativo a un soggetto designato dallo Stato. La prassi ha già toccato, tra gli altri, i gruppi energetici Fortum e Unipro, le partecipazioni di Danone e Carlsberg, il concessionario Rolf e le filiali di Bosch e Ariston, anche se in alcuni casi – come per Danone e Ariston – i decreti sono stati successivamente revocati. Nel caso di Akzo Nobel, la scelta di RSA appare coerente con una logica di accentramento in un’unica struttura di asset ritenuti strategici per l’edilizia e l’industria, settori in cui la domanda interna resta sostenuta dalla ricostruzione nei territori occupati e dalle commesse pubbliche.

Dai Paesi Bassi, la casa madre ha fatto sapere di stare esaminando il decreto e di voler tutelare i propri interessi di azionista, ribadendo che dopo l’introduzione delle sanzioni europee nel 2022 la quasi totalità delle operazioni in Russia era stata interrotta e che le attività residue – concentrate sulle vernici decorative – erano state completamente isolate dal gruppo e rese autonome anche sul piano finanziario. Tuttavia, secondo la stampa olandese, i bilanci delle controllate russe raccontano una realtà diversa: nel 2023 il fatturato era cresciuto dell’8% e nei primi due anni di guerra le società avevano versato circa 16 milioni di euro di imposte sul reddito, mentre la capogruppo continuava a rifornire le fabbriche russe con materie prime provenienti da Svezia, Vietnam e Turchia. Nel 2025, secondo calcoli diffusi da fonti giornalistiche russe indipendenti, il giro d’affari complessivo delle tre entità è sceso da 20,7 a 17 miliardi di rubli, con Azko Nobel Dekor che da sola ha generato 8,1 miliardi.

L’elemento che più ha attirato l’attenzione degli osservatori europei è la natura di RSA. Inchieste della stampa economica russa hanno ricostruito i legami della società con la corporazione statale Rostec, pilastro dell’industria della difesa. Sotto la guida del direttore generale Timur Amirov, la Rockwool russa ha ripreso la collaborazione con il complesso militare-industriale che la casa madre danese aveva interrotto nel 2022, e ha versato 600 milioni di rubli al Fronte Popolare Panrusso per l’acquisto di droni, apparecchiature di guerra elettronica e sistemi di comunicazione destinati al fronte. Il dossier Akzo Nobel si trova ora in una fase di stallo procedurale: mentre RSA assume il controllo operativo, la multinazionale olandese valuta le opzioni legali, ma nessuna iniziativa formale è stata ancora annunciata. La Commissione europea, da parte sua, segue il caso nel quadro più ampio del monitoraggio delle misure russe contro gli investitori occidentali, senza però disporre di leve dirette su decisioni sovrane adottate da Mosca.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Giudizio vs. Descrizione
10%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.20 a 0.00
CriticoNeutrale
RUSEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa europea continentale−0.20neutral
Stampa russa e CSI0.00
Voce

La Russia riafferma la propria sovranità sugli asset stranieri, agendo con decisione per proteggere gli interessi nazionali.

Meccanismonormalizzazione

Il decreto viene presentato come un atto tecnico e legale, normalizzando un'azione che in altri contesti potrebbe essere vista come esproprio.

Omissione

Viene omesso il legame tra RSA e la società statale Rostec, così come il fatto che Akzo Nobel aveva già ridotto le attività in Russia.

PragmatismoDistacco
Stampa europea continentale−0.20
Voce

L'Europa osserva con cautela la mossa russa, sottolineando i legami con Rostec e la continuità con precedenti trasferimenti.

Meccanismocontestualizzazione

Il contesto viene ampliato per suggerire che si tratta di un'espropriazione sistematica, non di un atto isolato.

ScetticismoDistacco

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lunedì 13 luglio 2026

Mosca trasferisce gli asset russi di Akzo Nobel alla società che già controlla Rockwool

Il decreto presidenziale affida tre società del colosso olandese delle vernici alla gestione temporanea di RSA, struttura legata a Rostec e già attiva nella cooperazione con il comparto militare.

Con un decreto firmato il 13 luglio, il presidente russo Vladimir Putin ha disposto il passaggio in amministrazione temporanea delle tre principali entità locali del gruppo olandese Akzo Nobel – Azko Nobel Dekor, Azko Nobel Koutings e Azko Nobel Lakokraska – alla società per azioni «Razvitie Stroitelnykh Aktivov» (RSA). La holding, registrata a Mosca nell’autunno del 2025 e con un management non reso pubblico, aveva già ricevuto a fine dicembre gli stabilimenti russi del produttore danese di isolanti Rockwool e, in gennaio, le attività dell’azienda polacco-americana di imballaggi in alluminio Canpack. Il provvedimento rientra in una sequenza di trasferimenti avviati dopo il febbraio 2022, che secondo fonti governative russe costituiscono una risposta simmetrica alla confisca o alla limitazione dei diritti di proprietà russi all’estero da parte di Paesi definiti «non amici».

Secondo l’impianto normativo illustrato da analisti vicini al Cremlino, la gestione temporanea non equivale a un esproprio formale, ma sospende i diritti di voto e di disposizione degli azionisti originari, affidando il controllo operativo a un soggetto designato dallo Stato. La prassi ha già toccato, tra gli altri, i gruppi energetici Fortum e Unipro, le partecipazioni di Danone e Carlsberg, il concessionario Rolf e le filiali di Bosch e Ariston, anche se in alcuni casi – come per Danone e Ariston – i decreti sono stati successivamente revocati. Nel caso di Akzo Nobel, la scelta di RSA appare coerente con una logica di accentramento in un’unica struttura di asset ritenuti strategici per l’edilizia e l’industria, settori in cui la domanda interna resta sostenuta dalla ricostruzione nei territori occupati e dalle commesse pubbliche.

Dai Paesi Bassi, la casa madre ha fatto sapere di stare esaminando il decreto e di voler tutelare i propri interessi di azionista, ribadendo che dopo l’introduzione delle sanzioni europee nel 2022 la quasi totalità delle operazioni in Russia era stata interrotta e che le attività residue – concentrate sulle vernici decorative – erano state completamente isolate dal gruppo e rese autonome anche sul piano finanziario. Tuttavia, secondo la stampa olandese, i bilanci delle controllate russe raccontano una realtà diversa: nel 2023 il fatturato era cresciuto dell’8% e nei primi due anni di guerra le società avevano versato circa 16 milioni di euro di imposte sul reddito, mentre la capogruppo continuava a rifornire le fabbriche russe con materie prime provenienti da Svezia, Vietnam e Turchia. Nel 2025, secondo calcoli diffusi da fonti giornalistiche russe indipendenti, il giro d’affari complessivo delle tre entità è sceso da 20,7 a 17 miliardi di rubli, con Azko Nobel Dekor che da sola ha generato 8,1 miliardi.

L’elemento che più ha attirato l’attenzione degli osservatori europei è la natura di RSA. Inchieste della stampa economica russa hanno ricostruito i legami della società con la corporazione statale Rostec, pilastro dell’industria della difesa. Sotto la guida del direttore generale Timur Amirov, la Rockwool russa ha ripreso la collaborazione con il complesso militare-industriale che la casa madre danese aveva interrotto nel 2022, e ha versato 600 milioni di rubli al Fronte Popolare Panrusso per l’acquisto di droni, apparecchiature di guerra elettronica e sistemi di comunicazione destinati al fronte. Il dossier Akzo Nobel si trova ora in una fase di stallo procedurale: mentre RSA assume il controllo operativo, la multinazionale olandese valuta le opzioni legali, ma nessuna iniziativa formale è stata ancora annunciata. La Commissione europea, da parte sua, segue il caso nel quadro più ampio del monitoraggio delle misure russe contro gli investitori occidentali, senza però disporre di leve dirette su decisioni sovrane adottate da Mosca.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Giudizio vs. Descrizione
10%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.20 a 0.00
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RUSEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa europea continentale−0.20neutral
Stampa russa e CSI0.00
Voce

La Russia riafferma la propria sovranità sugli asset stranieri, agendo con decisione per proteggere gli interessi nazionali.

Meccanismonormalizzazione

Il decreto viene presentato come un atto tecnico e legale, normalizzando un'azione che in altri contesti potrebbe essere vista come esproprio.

Omissione

Viene omesso il legame tra RSA e la società statale Rostec, così come il fatto che Akzo Nobel aveva già ridotto le attività in Russia.

PragmatismoDistacco
Stampa europea continentale−0.20
Voce

L'Europa osserva con cautela la mossa russa, sottolineando i legami con Rostec e la continuità con precedenti trasferimenti.

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