
Piume, diamanti e nuovi mondi: la settimana dell’alta moda a Parigi
Dalla passerella-scultura di Balenciaga al debutto indiano, l’haute couture mescola artigianato, innovazione e volti inediti.
Gigi Hadid scende le scale della Cité Internationale Universitaire con il volto incorniciato da un cappuccio di piume di gallo nere che le avvolge le spalle come un bozzolo. È la chiusura della sfilata Balenciaga, prima collezione couture di Pierpaolo Piccioli per la maison. I colori saturi, i volumi architettonici, il neo-gazar – un tessuto che Cristóbal Balenciaga aveva inventato nel 1958 e che Piccioli ha reinterpretato con trama di lamisé – raccontano una storia di radici e futuro.
Nella stessa settimana, a pochi chilometri di distanza, la cantante messicana Danna realizzava un sogno personale: sedere in prima fila da Robert Wun, avvolta in un abito color cioccolato con cappello asimmetrico, e confessare su Instagram di aver atteso anni quel momento. Non è stata l’unica voce nuova: lo stilista indiano Manish Malhotra, al debutto nel calendario ufficiale, ha dedicato la collezione “Maa” alla madre scomparsa, con cappotti-scultura che raccontano il legame filiale. E mentre Isha Ambani sfoggiava una Birkin Sac Bijou da due milioni di dollari – oro bianco e migliaia di diamanti – Hermès annunciava il proprio ingresso nell’alta moda per il 2027.
Secondo gli osservatori europei, la settimana parigina ha mostrato un’alta moda che non teme di guardare oltre i propri confini. La Fédération de la Haute Couture et de la Mode ha attivamente diversificato le maison invitate, e la presenza di Malhotra – quarto indiano nel calendario – è stata letta come un riconoscimento “atteso da tempo”, nelle parole dello stesso stilista. Dal canto suo, Chanel, sotto la direzione di Matthieu Blazy, ha trasformato la sfilata in un bosco fiabesco, con scarpe a forma di uovo e borse-uccello, mentre Balenciaga ha introdotto la seta biotech Amsilk, prodotta per fermentazione di precisione dal genoma del ragno, accanto al recupero del gazar storico. L’alta moda, insomma, si interroga su cosa significhi oggi artigianalità: per Piccioli, è “costruzione che nasce dal corpo”, con abiti scansionati in 3D e strutture interne che sostengono la silhouette senza appesantirla.
Per il pubblico latinoamericano, la presenza di Danna ha rappresentato un ponte tra l’industria del lusso e una comunità sempre più influente; per l’India, il debutto di Malhotra ha risuonato come un riscatto culturale, dopo decenni in cui gli artigiani indiani hanno ricamato nell’ombra per le grandi maison europee. In Europa, la critica ha osservato con interesse il ritorno a un’eleganza “silenziosa” in Balenciaga, lontana dalle provocazioni degli anni precedenti, e la svolta ludica di Chanel, che ha esposto in passerella un libro di fiabe appartenuto a Coco Chanel.
Alla fine, ciò che resta è l’immagine di un’alta moda che si fa racconto: il bozzolo di piume di Gigi Hadid, il sogno confessato di Danna, il neo-gazar che tiene insieme passato e futuro. E forse, in controluce, la promessa di Hermès: una maison nata per i finimenti dei cavalli che, a quasi due secoli dalla fondazione, si prepara a cucire abiti su misura, come a dire che l’artigianato non conosce confini di materia.
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La Paris Haute Couture Week 2026 ha offerto una sfilata di design personalizzati dei migliori marchi come Schiaparelli, Balenciaga, Chanel e Dior, con temperature torride. L'evento esclusivo ha attirato un pubblico di star, sottolineando il glamour e l'artigianato dell'alta moda. La copertura si concentra sui look migliori e sulla presenza di celebrità, celebrando lo spettacolo della moda.
Manish Malhotra ha fatto la storia presentando la sua prima collezione di alta moda alla Paris Haute Couture Week, intitolata 'Maa' come tributo a sua madre. La collezione non è solo una sfilata, ma un'espressione artistica dell'amore, dei ricordi e della gratitudine di un figlio, ispirata ai sari della madre degli anni '70 e alla sua incrollabile fiducia in lui. La copertura è profondamente emotiva, celebrando un trionfo personale e il potere del sostegno materno.
La Paris Couture Week ha affrontato le solite domande sulla sua rilevanza in un mondo ansioso, ma in questa stagione stilisti come Dior, Chanel e Schiaparelli si sono concentrati su arte e immaginazione, ignorando le preoccupazioni. L'ondata di caldo ha aggiunto uno sfondo drammatico, ma le sfilate sono proseguite con un senso di scopo, guidate da nuovi direttori creativi. La copertura riconosce lo scetticismo ma alla fine celebra la visione creativa in mostra.
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