
Washington chiude le porte all’asilo: stop ai richiedenti protezione dopo le sentenze della Corte Suprema
L’amministrazione Trump annuncia la fine dell’accoglienza per i richiedenti asilo, appoggiandosi a due decisioni della Corte Suprema che revocano tutele temporanee e ripristinano il contingentamento alla frontiera con il Messico.
Gli Stati Uniti cesseranno di accogliere richiedenti asilo. L’annuncio è arrivato dal vicecapo di gabinetto della Casa Bianca, Stephen Miller, all’indomani di due pronunce della Corte Suprema che ridisegnano l’architettura della protezione umanitaria nel paese. «Le porte dell’America sono completamente chiuse per i richiedenti asilo», ha dichiarato Miller, precisando che Washington cercherà «un altro Paese al mondo disposto ad accoglierli». La svolta poggia su basi giuridiche immediate: l’Alta Corte ha autorizzato l’esecutivo a revocare lo status di protezione temporanea (Temporary Protected Status, TPS) per siriani e haitiani, e ha convalidato la politica del “metering” – il contingentamento giornaliero delle domande d’asilo nei valichi di frontiera – in uso durante la prima presidenza Trump e ora ripristinata.
Secondo l’amministrazione repubblicana, la misura colpisce un sistema di asilo ritenuto abusato. Miller ha bollato come «falsi» tutti i ricorsi presentati alla frontiera sud-occidentale, descrivendo i migranti come «criminali, persone in cerca di vantaggi economici o di sussidi sociali». La Casa Bianca rivendica una soluzione «semplice, elegante e completa», che si inserisce in una più ampia offensiva esecutiva: dalle retate dell’ICE con mandati di espulsione di massa, alla stretta sulle green card, fino al tentativo di abolire lo ius soli. Sul fronte opposto, le organizzazioni per i diritti umani avvertono che la chiusura dei canali regolari spingerà i flussi verso attraversamenti illegali, aumentando il rischio di morti lungo la frontiera. Alcuni esponenti del Congresso, come la senatrice democratica Jeanne Shaheen, hanno definito le scelte dell’esecutivo «sconcertanti e politicamente motivate», mentre i sondaggi indicano che l’opinione pubblica statunitense resta in maggioranza favorevole a un giro di vite sull’immigrazione irregolare.
Le implicazioni delle sentenze vanno oltre i casi immediati. La revoca del TPS per siriani e haitiani – circa 360mila persone – costituisce un precedente che, secondo la stampa americana, potrebbe estendersi a 1,3 milioni di migranti provenienti da 17 Paesi, molti dei quali risiedono e lavorano legalmente negli Stati Uniti da anni. Il ripristino del “metering” consente invece agli agenti di frontiera di respingere i migranti ancor prima che possano formalizzare una richiesta d’asilo, invertendo la prassi dell’era Biden. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la stretta statunitense rischia di riorientare parte della pressione migratoria globale verso le rotte mediterranee: analisti con sede a Bruxelles segnalano che la combinazione di chiusure nordamericane e instabilità in Africa subsahariana e Medio Oriente potrebbe tradursi in un incremento degli arrivi irregolari sulle coste europee nei prossimi mesi.
La decisione si colloca nel solco di una strategia trumpiana che fa della lotta all’immigrazione – legale e illegale – il perno della politica interna. Già all’inizio del 2025 il presidente aveva annunciato fino a duecento ordini esecutivi in materia, inclusa la dichiarazione di emergenza nazionale al confine e il coinvolgimento delle forze armate nel supporto al Department of Homeland Security. Il dossier resta aperto: l’amministrazione procederà ora con le espulsioni dei titolari di TPS non più protetti, mentre si attendono nuovi ricorsi giudiziari da parte delle associazioni per i diritti civili e un possibile intervento del Congresso su alcuni aspetti della politica dei visti umanitari.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Gli Stati Uniti chiudono definitivamente le porte ai richiedenti asilo, bollando tutte le domande come false. Una mossa sostenuta dalla Corte Suprema che svela l'ipocrisia americana e una politica spietata che costringerà i più vulnerabili a cercare rifugio altrove.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha permesso all'amministrazione di revocare la protezione temporanea per alcuni migranti e di limitare l'accesso all'asilo alla frontiera. Queste sentenze potrebbero riguardare oltre un milione di persone, tra cui cittadini di Haiti e Siria, che ora rischiano l'espulsione.
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