
Terremoti in Venezuela, la NASA stima 59mila edifici danneggiati: il dato ufficiale è di 855
Le immagini radar del satellite Sentinel-1 suggeriscono una devastazione molto più ampia di quella finora confermata dalle autorità di Caracas, che parlano di 1.719 vittime e 189 crolli.
Due violente scosse di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito il Venezuela centro-settentrionale il 24 giugno, con epicentro tra San Felipe e Yumare e forti ripercussioni lungo la costa centrale e nell’area metropolitana di Caracas. Secondo i bilanci ufficiali diffusi dal presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez, il numero di vittime accertate è salito a 1.719, mentre i feriti superano i 5.000 e quasi 16.000 persone risultano ancora disperse. Le operazioni di ricerca, condotte con l’ausilio di squadre internazionali, si concentrano in particolare nello stato di La Guaira e nella capitale.
Una prima valutazione rapida della NASA, basata sui dati del radar ad apertura sintetica del satellite Sentinel-1 del programma europeo Copernicus, stima che circa 58.870 edifici siano stati danneggiati o distrutti nell’intera regione colpita. L’analisi, condotta dai ricercatori Corey Scher e Jamon Van Den Hoek dell’Università dell’Oregon, ha confrontato le immagini acquisite il 24 e il 25 giugno con una serie di riferimento dell’anno precedente, generando un’unica mappa dei danni. L’agenzia spaziale statunitense precisa tuttavia che si tratta di un “prodotto preliminare” non ancora validato sul campo, capace di rilevare “cambiamenti bruschi della superficie compatibili con danni”, ma da considerare esclusivamente come indicatore iniziale.
La discrepanza con le cifre diffuse dal governo venezuelano è marcata: fonti ufficiali parlano di 855 edifici che hanno subito danni da giovedì, di cui 189 crollati. La stima satellitare, che copre un’area estesa da Caracas fino a Puerto Cabello, circa 210 chilometri a ovest, suggerisce un impatto edilizio di scala molto superiore. L’Agenzia Spaziale Europea sta parallelamente elaborando mappe della deformazione del terreno tramite interferogrammi, con precisione millimetrica, per comprendere l’entità degli spostamenti tellurici.
Al momento, il dato della NASA resta un’ipotesi di lavoro non verificata. Le autorità locali non hanno ancora integrato queste proiezioni nei propri resoconti, e la validazione sul terreno – resa complessa dalla vastità dell’area e dalle difficoltà logistiche – è in corso. Il Sistema di Coordinamento della Risposta ai Disastri della NASA continua a pubblicare mappe e prodotti aggiornati man mano che diventano disponibili.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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I media latinoamericani riportano la stima NASA di quasi 59.000 edifici danneggiati o distrutti in Venezuela, sottolineando il costo umano con oltre 1.700 morti e 15.000 sfollati. Pur riconoscendo la natura preliminare della valutazione satellitare, la copertura trasmette un senso di urgenza regionale e la portata del disastro.
I media dell'Europa continentale riportano la stima preliminare della NASA di 58.870 edifici colpiti dai terremoti in Venezuela, sottolineando che i dati provengono da una rapida analisi radar satellitare e non sono stati verificati sul campo. Il tono è cauto e tecnico, concentrato sui limiti della valutazione piuttosto che sull'impatto umano immediato.
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