
Utili bancari in Colombia, liquidità tesa in Iran: tre spaccati del credito globale
Mentre i profitti del sistema finanziario colombiano balzano del 44%, l'Indonesia difende la propria liquidità e l'Iran vede il tasso interbancario incollato al tetto della banda di policy.
Il sistema bancario colombiano ha chiuso maggio con utili per 6,9 miliardi di pesos, un balzo del 43,8% su base annua che segna il punto di svolta dopo due anni di tassi elevati e deterioramento del credito. L’intero sistema finanziario – includendo assicurazioni, fondi pensione e fiduciarie – ha registrato profitti per 73,3 miliardi di pesos, in crescita del 63%. Dietro i numeri c’è una ripresa della domanda di prestiti: la cartera lorda ha toccato 792 miliardi di pesos con tredici mesi consecutivi di espansione reale, mentre la morosità è scesa al 3,8%, il livello più basso dall’inizio della stretta monetaria. Bancolombia guida la classifica con 3,1 miliardi di pesos, seguita da Davivienda e Banco de Bogotá; solo tre istituti su trenta restano in perdita. Secondo gli analisti di Bogotá, il margine di interesse e la riduzione degli accantonamenti hanno restituito redditività al settore, anche se la crescita della cartera di consumo mostra segni di decelerazione che potrebbero moderare i risultati nei prossimi trimestri.
Sul versante opposto del mondo, la Banca centrale indonesiana ha respinto le accuse del ministro delle Finanze Purbaya Yudhi Sadewa, che in Parlamento aveva definito «sbagliati» gli indicatori di liquidità usati dal Comitato di stabilità finanziaria. Bank Indonesia ha replicato puntando sul calo del tasso interbancario INDONIA, sceso dal 6,62% di metà giugno al 6,17% di metà luglio, e su un’espansione monetaria di 837mila miliardi di rupie realizzata tramite repo, swap e acquisti di titoli di Stato sul secondario. La base monetaria (M0) cresce del 12,8% su base annua, segno che la liquidità aggregata è abbondante. La tensione, secondo Giacarta, non è sulla quantità di risorse ma sulla loro distribuzione tra banche, un attrito che l’istituto intende risolvere con un dialogo più serrato e con lo sviluppo del mercato monetario.
In Iran il tasso interbancario è risalito al 23,92%, appena sotto il tetto del corridoio di policy fissato al 24%. Da settimane il costo del denaro a brevissimo termine oscilla in una banda stretta tra il 23,8% e il 24%, segnalando una condizione di liquidità strutturalmente compressa. La banca centrale, secondo gli osservatori di Teheran, sta mantenendo un orientamento restrittivo per contenere la crescita della massa monetaria e le pressioni inflazionistiche, ma questo si traduce in un costo del funding elevato per gli istituti, che faticano a trovare risorse a basso prezzo. Il canale del 23-24% è ormai consolidato, e senza un allentamento mirato delle operazioni di mercato aperto difficilmente si assisterà a un arretramento significativo dei tassi.
L’Argentina offre un controcanto amaro: la morosità delle famiglie ha raggiunto il 15,9% e il debito complessivo dei nuclei domestici tocca i 75mila miliardi di pesos, pari al 6,6% del Pil. Oltre un quarto dei creditori in sofferenza ha meno di 29 anni, e tra le finanziarie non bancarie il tasso di irregolarità sfiora il 50%. Il governo attribuisce la situazione a una scarsa educazione finanziaria, ma dall’opposizione e dagli analisti di Buenos Aires si punta il dito contro la perdita di potere d’acquisto dei salari e l’aumento delle tariffe dei servizi pubblici, che avrebbero eroso la capacità di rimborso. Il prossimo aggiornamento della Banca centrale argentina, atteso nei prossimi giorni, chiarirà se la tendenza al deterioramento stia accelerando o stabilizzandosi.
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | +0.50 | aligned |
| Stampa iraniana e affini | −0.30 | critical |
La ripresa del settore bancario è innegabile, ma il crescente debito delle famiglie e il rischio di insolvenza richiedono cautela.
Giustappone dati positivi sugli utili con cifre negative sul debito delle famiglie per creare una narrazione di contraddizione, suggerendo che la ripresa è fragile e necessita di attenzione politica.
Il blocco omette qualsiasi discussione sulle condizioni di liquidità interbancaria o sulle azioni di politica monetaria, che sono centrali nelle narrazioni degli altri blocchi.
Abbiamo garantito che la liquidità rimanga adeguata e le nostre operazioni monetarie sostengono efficacemente la crescita del credito, contrariamente a qualsiasi affermazione di errore di calcolo.
Si basa su dati autorevoli della banca centrale e confuta le affermazioni del ministro delle finanze per rafforzare la credibilità, presentando un quadro calmo e tecnico di stabilità.
Il blocco omette qualsiasi riferimento ai livelli di debito delle famiglie o alle tendenze degli utili bancari, che sono centrali nella narrativa latinoamericana, e non affronta l'aumento dei tassi interbancari osservato in Iran.
Il lieve aumento del tasso interbancario segnala pressioni di liquidità in corso che richiedono un attento monitoraggio, poiché riflette problemi strutturali più profondi nel sistema bancario.
Utilizza un piccolo cambiamento numerico per implicare una preoccupazione sistemica più ampia, amplificando il significato di un aumento marginale attraverso una cornice analitica.
Il blocco omette qualsiasi menzione della ripresa del credito o del debito delle famiglie, concentrandosi solo sui tassi interbancari, e non affronta le iniezioni di liquidità in Indonesia o il balzo degli utili in Colombia.
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