
USA e Iran sospendono gli attacchi, vertice a Doha sullo Stretto di Hormuz
Dopo giorni di escalation, Washington e Teheran concordano una tregua temporanea e riprendono i negoziati tecnici, mentre resta il nodo del controllo del passaggio strategico.
Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere le reciproche azioni militari e di consentire la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre sono in programma colloqui tecnici a Doha nella giornata di martedì. Lo hanno riferito fonti dell’amministrazione statunitense, precisando che entrambe le parti «si asterranno per ora» da ulteriori attacchi e che i negoziati riguarderanno tutti i punti del memorandum d’intesa firmato il 17 giugno. L’incontro, inizialmente previsto in Svizzera e incentrato sul programma nucleare iraniano, è stato spostato in Qatar e riorientato sulla sicurezza del corridoio marittimo dopo la nuova escalation dei giorni scorsi.
Secondo Washington, la ripresa delle ostilità è stata innescata da un attacco iraniano contro una nave cargo in transito nello Stretto il 25 giugno, cui sono seguiti bombardamenti americani su obiettivi militari iraniani e, nella notte di domenica, il lancio di missili e droni da parte di Teheran contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. Fonti diplomatiche mediorientali sottolineano che al centro della disputa resta l’interpretazione dell’articolo 5 del memorandum, che impegna l’Iran a garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali in cambio della rimozione del blocco navale americano. Teheran rivendica il diritto esclusivo di gestire il traffico nello Stretto per i prossimi trenta giorni e ha respinto l’apertura unilaterale di un corridoio alternativo vicino alle coste dell’Oman, annunciata da Mascate in coordinamento con le Nazioni Unite.
Per l’Europa e in particolare per l’Italia, che dipendono in misura significativa dagli approvvigionamenti energetici transitanti da Hormuz, la tregua rappresenta un sollievo temporaneo dopo le impennate dei prezzi del petrolio registrate nelle ultime settimane. Analisti di Bruxelles osservano tuttavia che la fragilità dell’intesa è accentuata dalla minaccia del presidente Trump di «completare militarmente il lavoro» in caso di nuove violazioni, e dalla parallela instabilità sul fronte libanese, dove Israele ha colpito infrastrutture di Hezbollah nonostante la firma di un accordo quadro mediato dagli Stati Uniti.
Il memorandum del 17 giugno, articolato in quattordici punti, prevedeva un cessate il fuoco di sessanta giorni su tutti i fronti, l’apertura dello Stretto e l’avvio di negoziati globali che includessero il nucleare iraniano e lo sblocco di fondi congelati. La nuova sessione di Doha, cui dovrebbe partecipare il capo della delegazione tecnica americana Nick Stewart, tenterà di definire procedure condivise per il coordinamento del traffico marittimo, anche attraverso una linea diretta tra il Comando centrale Usa e i Guardiani della rivoluzione, la cui attivazione è però ancora in fase di definizione. Restano sul tavolo le condizioni poste da Teheran – tra cui la rimozione delle sanzioni e il riconoscimento della sovranità sullo Stretto – e la richiesta americana di accesso ispettivo agli impianti nucleari, elementi che rendono il percorso diplomatico ancora esposto a rotture improvvise.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Washington e Teheran hanno concordato di sospendere gli attacchi reciproci e di riprendere i colloqui tecnici a Doha. La decisione arriva dopo che gli Stati Uniti hanno colpito il territorio iraniano in risposta a un attacco a una petroliera nello Stretto di Hormuz, e l'Iran ha replicato con missili e droni. Le parti si attengono al memorandum d'intesa e consentono la libera navigazione.
Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere gli attacchi 'per ora' e di incontrarsi a Doha, ma la tregua appare fragile. Teheran insiste sul controllo dello Stretto di Ormuz e respinge accordi paralleli, mentre la posizione iraniana sull'intesa non è ancora del tutto chiara. L'accordo temporaneo cerca di evitare un'escalation, ma permangono profonde divergenze sull'interpretazione del memorandum.
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