
L’Odissea di Nolan: dal cavallo di Troia sommerso alla prima indiana, un viaggio epico
Dall’immagine di un cavallo di Troia sepolto dalla sabbia, nata vent’anni fa, al debutto mondiale tra polemiche online e ovazioni a Mumbai, il nuovo film di Christopher Nolan riporta Omero sul grande schermo.
C’è un’immagine che Christopher Nolan custodisce da più di vent’anni: un cavallo di Troia semi-sepolto nella sabbia, lambito dalle onde che stanno per distruggerlo. Gli era apparsa quando, brevemente, era stato legato alla regia di Troy, il kolossal poi affidato a Wolfgang Petersen. Quel progetto non si fece, ma il regista britannico non ha mai dimenticato quella visione, né l’idea di un soldato che decapita una statua con la spada. Dopo Oppenheimer, Nolan ha deciso che era il momento di affrontare l’altro grande poema omerico, l’Odissea, e di offrire al pubblico una ragione per credere nell’incredibile: dal ciclope alla maga Circe che trasforma i soldati in porci, ogni elemento fantastico doveva apparire concreto, quasi tattile.
Per riuscirci, la produzione ha girato per novantuno giorni in sei Paesi, tra cui l’Italia, dove il Castello di Santa Caterina a Favignana è diventato la reggia di Itaca. Le cineprese IMAX, oltre centotrenta chili ciascuna, richiedevano squadre di sei persone per essere spostate sul terreno fangoso. Tom Holland, che interpreta Telemaco, ha raccontato di aver temuto che i frequenti stop sul set fossero dovuti a sue défaillance, salvo scoprire che la pellicola IMAX non permetteva riprese troppo lunghe. Il cast, da Matt Damon – che ha accettato la parte di Odisseo senza nemmeno sapere quale fosse – a Zendaya, che ha letto la sceneggiatura sbirciando dalle spalle del compagno Holland, ha abbracciato la ricerca di autenticità voluta da Nolan. Sul set, la performance di Samantha Morton nei panni di Circe ha strappato una standing ovation alla troupe, un evento che non si verificava dai tempi del Joker di Heath Ledger.
Con l’avvicinarsi dell’uscita, una campagna di odio online – alimentata soprattutto da ambienti anglosassoni – ha bollato il film come “spazzatura woke” per la scelta di affidare Elena di Troia a Lupita Nyong’o e il ruolo di un giovane guerriero a Elliot Page. Nolan ha liquidato le polemiche definendole irrilevanti, perché “nessuno sa ancora cosa sia veramente il film”. I primi critici che lo hanno visto, invece, hanno espresso reazioni entusiaste, con alcuni che lo indicano come il suo lavoro migliore e un serio candidato all’Oscar. Recensioni negative fasulle, costruite rubando foto di anteprime, sono state smascherate. Il regista ha difeso i costumi e i dialoghi moderni, spiegando di essersi ispirato alla terra e alla concretezza del poema omerico, lontano da ogni polverosa idealizzazione.
Il viaggio del film è culminato a Mumbai, dove Nolan, Tom Holland e Matt Damon hanno partecipato alla prima indiana, la prima volta che un’opera del regista viene lanciata ufficialmente nel subcontinente. “È sempre un’emozione essere in India”, ha detto Nolan, che in passato aveva girato a Jodhpur e nella stessa Mumbai, lodando il pubblico indiano come “tra i più entusiasti e competenti del mondo”. L’Odissea arriva nelle sale italiane il 16 luglio, un giorno prima del resto del mondo, e porta con sé la promessa di un racconto antico reso nuovamente vivo. Sullo sfondo, resta l’immagine del cavallo di Troia che affonda nella sabbia, mentre le onde ne erodono il legno: metafora perfetta di una storia che, da quasi tremila anni, resiste al tempo e alle maree.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
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| Stampa europea continentale | +0.80 | aligned |
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