Accedi
Edizione delle 20:00 CETmercoledì 24 giugno 2026
307 testate · 17 lingue1305 briefing oggi
Geopolitica e Politicamercoledì 24 giugno 2026

Trump rivendica l’assicurazione iraniana su Hormuz, ma lo scontro sui pedaggi resta aperto

Il presidente americano minaccia la fine immediata dei colloqui se Teheran impone tariffe alle navi, mentre Iran e Oman discutono la futura amministrazione dello stretto.

Con un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran ha comunicato a Washington di non esigere né ricevere «alcun pedaggio, costo assicurativo o qualsiasi altro onere» dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Trump ha aggiunto che se l’informazione si rivelasse falsa «i negoziati terminerebbero immediatamente». La presa di posizione arriva a pochi giorni dalla conclusione del primo round tecnico in Svizzera, mediato da Pakistan e Qatar, e mentre le due parti offrono letture divergenti su quasi tutti i capitoli dell’intesa quadro firmata il 18 giugno per porre fine al conflitto.

Secondo fonti vicine all’amministrazione americana, la dichiarazione risponde ai timori dei mercati globali e alle pressioni interne dei repubblicani più radicali, che considerano l’accordo troppo generoso verso Teheran. Il presidente ha inoltre negato che siano stati trasferiti fondi all’Iran e ha illustrato un meccanismo inedito: una parte degli asset iraniani congelati, stimati in oltre cento miliardi di dollari, sarà svincolata e destinata ad agricoltori e allevatori statunitensi per l’acquisto di mais, grano e soia da inviare esclusivamente alla popolazione iraniana. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha precisato che la supervisione avverrà da Doha sotto il controllo diretto del Tesoro americano.

Da Teheran e da Mascate giungono però segnali che complicano la narrazione unilaterale di Trump. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghei aveva già chiarito che la Repubblica islamica intende valutare «tariffe per i servizi marittimi» forniti nello stretto, distinguendole dai pedaggi. Un comunicato congiunto di Iran e Oman, emesso dopo un incontro ad alto livello, annuncia la creazione di un comitato bilaterale per definire «la futura amministrazione della navigazione, i servizi connessi e i relativi costi secondo standard internazionali». L’Oman ha ribadito l’impegno per un passaggio libero da pedaggi, ma il testo del memorandum d’intesa prevede un periodo di gratuità limitato a sessanta giorni, dopo il quale i due Stati costieri ridisegneranno la governance del braccio di mare da cui transita quasi un quinto del petrolio mondiale.

Per l’Italia e l’Europa, la posta in gioco è immediata. Lo Stretto di Hormuz è il collo di bottiglia energetico che condiziona la stabilità dei prezzi del greggio e del gas liquefatto; ogni ipotesi di tariffazione o di nuova regolamentazione unilaterale rischia di innescare rincari e turbolenze sui mercati. Bruxelles segue con attenzione l’evolversi del negoziato, consapevole che un fallimento riaprirebbe scenari di conflitto navale e interruzioni delle forniture. L’Organizzazione marittima internazionale ha già attivato corridoi temporanei che hanno permesso alle prime navi di lasciare il Golfo, ma la normalizzazione resta fragile.

Il dossier si trova ora in una fase tecnicamente avanzata ma politicamente esplosiva. Quattro gruppi di lavoro – sanzioni, nucleare, ricostruzione e monitoraggio – hanno avviato i lavori, e il direttore dell’Aiea Rafael Grossi ha confermato che ispezioni nei siti nucleari iraniani avverranno in base all’intesa, sebbene Teheran escluda l’accesso agli impianti colpiti durante la guerra. La prossima tornata di colloqui tecnici è attesa entro la settimana, mentre il conto alla rovescia dei sessanta giorni scandisce il ritmo di una trattativa in cui la definizione di «pedaggio» e il controllo sugli asset congelati restano i nodi più intricati.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 7 lingue

49%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa atlantica / anglosfera
Stampa iraniana e affini/ Regime
ScetticismoIronia

Trump, sotto pressione interna per i costi della guerra, rilancia accuse infondate sui pedaggi nello Stretto di Hormuz. I media iraniani respingono le sue affermazioni come propaganda elettorale, ricordando che Teheran ha già smentito qualsiasi richiesta di pagamento. Le sue minacce di interrompere i negoziati vengono lette come un tentativo di distogliere l'attenzione dai fallimenti della sua amministrazione.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
DistaccoPragmatismo

Trump avverte che i negoziati con l'Iran termineranno immediatamente se Teheran impone pedaggi alle navi nello Stretto di Hormuz, ma conferma che il regime iraniano ha negato di richiedere tali pagamenti. Fonti atlantiche sottolineano che non sono stati trasferiti fondi a Teheran e che parte delle risorse iraniane congelate sarà destinata agli agricoltori americani. L'AIEA intanto annuncia che ispezionerà i siti nucleari iraniani in base all'accordo quadro.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Allerta meteo in Iran, Russia ed Emirati: piogge, tempeste di sabbia e mari agitati·Riyadh si prepara a ospitare il dialogo regionale sullo Stretto di Hormuz·Sette anni di colonia per il vicepresidente di Yabloko: Mosca colpisce il dissenso anti-guerra·Islamabad annuncia la ripresa dei colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran·Riapre l’ambasciata americana in Kuwait, Rubio rassicura il Golfo dopo l’intesa con Teheran·«Tutti gli ebrei sono stufi di te»: la furia di Trump contro Netanyahu nel libro che scuote Washington·Mondiale 2026: sette squadre già certe del passaggio, ma il tabellone è un rebus da 495 combinazioni·Incendi dolosi tra New York e Mosca: vittime senza dimora e minori manipolati·Allerta meteo in Iran, Russia ed Emirati: piogge, tempeste di sabbia e mari agitati·Riyadh si prepara a ospitare il dialogo regionale sullo Stretto di Hormuz·Sette anni di colonia per il vicepresidente di Yabloko: Mosca colpisce il dissenso anti-guerra·Islamabad annuncia la ripresa dei colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran·Riapre l’ambasciata americana in Kuwait, Rubio rassicura il Golfo dopo l’intesa con Teheran·«Tutti gli ebrei sono stufi di te»: la furia di Trump contro Netanyahu nel libro che scuote Washington·Mondiale 2026: sette squadre già certe del passaggio, ma il tabellone è un rebus da 495 combinazioni·Incendi dolosi tra New York e Mosca: vittime senza dimora e minori manipolati·
Agg. 16:027 lingue · 23 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
23 testate|7 lingue|3 min lettura
mercoledì 24 giugno 2026

Trump rivendica l’assicurazione iraniana su Hormuz, ma lo scontro sui pedaggi resta aperto

Il presidente americano minaccia la fine immediata dei colloqui se Teheran impone tariffe alle navi, mentre Iran e Oman discutono la futura amministrazione dello stretto.

Con un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran ha comunicato a Washington di non esigere né ricevere «alcun pedaggio, costo assicurativo o qualsiasi altro onere» dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Trump ha aggiunto che se l’informazione si rivelasse falsa «i negoziati terminerebbero immediatamente». La presa di posizione arriva a pochi giorni dalla conclusione del primo round tecnico in Svizzera, mediato da Pakistan e Qatar, e mentre le due parti offrono letture divergenti su quasi tutti i capitoli dell’intesa quadro firmata il 18 giugno per porre fine al conflitto.

Secondo fonti vicine all’amministrazione americana, la dichiarazione risponde ai timori dei mercati globali e alle pressioni interne dei repubblicani più radicali, che considerano l’accordo troppo generoso verso Teheran. Il presidente ha inoltre negato che siano stati trasferiti fondi all’Iran e ha illustrato un meccanismo inedito: una parte degli asset iraniani congelati, stimati in oltre cento miliardi di dollari, sarà svincolata e destinata ad agricoltori e allevatori statunitensi per l’acquisto di mais, grano e soia da inviare esclusivamente alla popolazione iraniana. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha precisato che la supervisione avverrà da Doha sotto il controllo diretto del Tesoro americano.

Da Teheran e da Mascate giungono però segnali che complicano la narrazione unilaterale di Trump. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghei aveva già chiarito che la Repubblica islamica intende valutare «tariffe per i servizi marittimi» forniti nello stretto, distinguendole dai pedaggi. Un comunicato congiunto di Iran e Oman, emesso dopo un incontro ad alto livello, annuncia la creazione di un comitato bilaterale per definire «la futura amministrazione della navigazione, i servizi connessi e i relativi costi secondo standard internazionali». L’Oman ha ribadito l’impegno per un passaggio libero da pedaggi, ma il testo del memorandum d’intesa prevede un periodo di gratuità limitato a sessanta giorni, dopo il quale i due Stati costieri ridisegneranno la governance del braccio di mare da cui transita quasi un quinto del petrolio mondiale.

Per l’Italia e l’Europa, la posta in gioco è immediata. Lo Stretto di Hormuz è il collo di bottiglia energetico che condiziona la stabilità dei prezzi del greggio e del gas liquefatto; ogni ipotesi di tariffazione o di nuova regolamentazione unilaterale rischia di innescare rincari e turbolenze sui mercati. Bruxelles segue con attenzione l’evolversi del negoziato, consapevole che un fallimento riaprirebbe scenari di conflitto navale e interruzioni delle forniture. L’Organizzazione marittima internazionale ha già attivato corridoi temporanei che hanno permesso alle prime navi di lasciare il Golfo, ma la normalizzazione resta fragile.

Il dossier si trova ora in una fase tecnicamente avanzata ma politicamente esplosiva. Quattro gruppi di lavoro – sanzioni, nucleare, ricostruzione e monitoraggio – hanno avviato i lavori, e il direttore dell’Aiea Rafael Grossi ha confermato che ispezioni nei siti nucleari iraniani avverranno in base all’intesa, sebbene Teheran escluda l’accesso agli impianti colpiti durante la guerra. La prossima tornata di colloqui tecnici è attesa entro la settimana, mentre il conto alla rovescia dei sessanta giorni scandisce il ritmo di una trattativa in cui la definizione di «pedaggio» e il controllo sugli asset congelati restano i nodi più intricati.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 23 testate · 7 lingue

49%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale57%
Critico43%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 7 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa atlantica / anglosfera
Stampa iraniana e affini/ Regime
ScetticismoIronia

Trump, sotto pressione interna per i costi della guerra, rilancia accuse infondate sui pedaggi nello Stretto di Hormuz. I media iraniani respingono le sue affermazioni come propaganda elettorale, ricordando che Teheran ha già smentito qualsiasi richiesta di pagamento. Le sue minacce di interrompere i negoziati vengono lette come un tentativo di distogliere l'attenzione dai fallimenti della sua amministrazione.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
DistaccoPragmatismo

Trump avverte che i negoziati con l'Iran termineranno immediatamente se Teheran impone pedaggi alle navi nello Stretto di Hormuz, ma conferma che il regime iraniano ha negato di richiedere tali pagamenti. Fonti atlantiche sottolineano che non sono stati trasferiti fondi a Teheran e che parte delle risorse iraniane congelate sarà destinata agli agricoltori americani. L'AIEA intanto annuncia che ispezionerà i siti nucleari iraniani in base all'accordo quadro.

Questa notizia è apparsa su

23 testate · 7 lingue

Articoli correlati

Media e Intrattenimento

Sveglie a mezzanotte e un’azienda in pausa: il mondo prenota GTA VI

10 lingue · 21 testate

Sport

Ronaldo nella storia: primo marcatore in sei Mondiali, Portogallo travolge l’Uzbekistan

7 lingue · 18 testate

Geopolitica e Politica

Colombia, la sinistra accetta la sconfitta: De la Espriella presidente, il paese si allinea a Trump

6 lingue · 21 testate

Leggi di più