
Trump rivendica l’assicurazione iraniana su Hormuz, ma lo scontro sui pedaggi resta aperto
Il presidente americano minaccia la fine immediata dei colloqui se Teheran impone tariffe alle navi, mentre Iran e Oman discutono la futura amministrazione dello stretto.
Con un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran ha comunicato a Washington di non esigere né ricevere «alcun pedaggio, costo assicurativo o qualsiasi altro onere» dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Trump ha aggiunto che se l’informazione si rivelasse falsa «i negoziati terminerebbero immediatamente». La presa di posizione arriva a pochi giorni dalla conclusione del primo round tecnico in Svizzera, mediato da Pakistan e Qatar, e mentre le due parti offrono letture divergenti su quasi tutti i capitoli dell’intesa quadro firmata il 18 giugno per porre fine al conflitto.
Secondo fonti vicine all’amministrazione americana, la dichiarazione risponde ai timori dei mercati globali e alle pressioni interne dei repubblicani più radicali, che considerano l’accordo troppo generoso verso Teheran. Il presidente ha inoltre negato che siano stati trasferiti fondi all’Iran e ha illustrato un meccanismo inedito: una parte degli asset iraniani congelati, stimati in oltre cento miliardi di dollari, sarà svincolata e destinata ad agricoltori e allevatori statunitensi per l’acquisto di mais, grano e soia da inviare esclusivamente alla popolazione iraniana. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha precisato che la supervisione avverrà da Doha sotto il controllo diretto del Tesoro americano.
Da Teheran e da Mascate giungono però segnali che complicano la narrazione unilaterale di Trump. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghei aveva già chiarito che la Repubblica islamica intende valutare «tariffe per i servizi marittimi» forniti nello stretto, distinguendole dai pedaggi. Un comunicato congiunto di Iran e Oman, emesso dopo un incontro ad alto livello, annuncia la creazione di un comitato bilaterale per definire «la futura amministrazione della navigazione, i servizi connessi e i relativi costi secondo standard internazionali». L’Oman ha ribadito l’impegno per un passaggio libero da pedaggi, ma il testo del memorandum d’intesa prevede un periodo di gratuità limitato a sessanta giorni, dopo il quale i due Stati costieri ridisegneranno la governance del braccio di mare da cui transita quasi un quinto del petrolio mondiale.
Per l’Italia e l’Europa, la posta in gioco è immediata. Lo Stretto di Hormuz è il collo di bottiglia energetico che condiziona la stabilità dei prezzi del greggio e del gas liquefatto; ogni ipotesi di tariffazione o di nuova regolamentazione unilaterale rischia di innescare rincari e turbolenze sui mercati. Bruxelles segue con attenzione l’evolversi del negoziato, consapevole che un fallimento riaprirebbe scenari di conflitto navale e interruzioni delle forniture. L’Organizzazione marittima internazionale ha già attivato corridoi temporanei che hanno permesso alle prime navi di lasciare il Golfo, ma la normalizzazione resta fragile.
Il dossier si trova ora in una fase tecnicamente avanzata ma politicamente esplosiva. Quattro gruppi di lavoro – sanzioni, nucleare, ricostruzione e monitoraggio – hanno avviato i lavori, e il direttore dell’Aiea Rafael Grossi ha confermato che ispezioni nei siti nucleari iraniani avverranno in base all’intesa, sebbene Teheran escluda l’accesso agli impianti colpiti durante la guerra. La prossima tornata di colloqui tecnici è attesa entro la settimana, mentre il conto alla rovescia dei sessanta giorni scandisce il ritmo di una trattativa in cui la definizione di «pedaggio» e il controllo sugli asset congelati restano i nodi più intricati.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 7 lingue
Trump, sotto pressione interna per i costi della guerra, rilancia accuse infondate sui pedaggi nello Stretto di Hormuz. I media iraniani respingono le sue affermazioni come propaganda elettorale, ricordando che Teheran ha già smentito qualsiasi richiesta di pagamento. Le sue minacce di interrompere i negoziati vengono lette come un tentativo di distogliere l'attenzione dai fallimenti della sua amministrazione.
Trump avverte che i negoziati con l'Iran termineranno immediatamente se Teheran impone pedaggi alle navi nello Stretto di Hormuz, ma conferma che il regime iraniano ha negato di richiedere tali pagamenti. Fonti atlantiche sottolineano che non sono stati trasferiti fondi a Teheran e che parte delle risorse iraniane congelate sarà destinata agli agricoltori americani. L'AIEA intanto annuncia che ispezionerà i siti nucleari iraniani in base all'accordo quadro.
Articoli correlati
Sveglie a mezzanotte e un’azienda in pausa: il mondo prenota GTA VI
10 lingue · 21 testate
SportRonaldo nella storia: primo marcatore in sei Mondiali, Portogallo travolge l’Uzbekistan
7 lingue · 18 testate
Geopolitica e PoliticaColombia, la sinistra accetta la sconfitta: De la Espriella presidente, il paese si allinea a Trump
6 lingue · 21 testate