
Riyadh si prepara a ospitare il dialogo regionale sullo Stretto di Hormuz
Iran e Paesi del Golfo, con Iraq e Oman, discutono un nuovo quadro di gestione del passaggio strategico, su un binario separato dai negoziati con Washington.
L’Arabia Saudita si appresta a ospitare a Riyadh un ciclo di colloqui regionali tra l’Iran, i membri del Consiglio di cooperazione del Golfo e l’Iraq, interamente dedicati alla futura gestione e operatività dello Stretto di Hormuz. Lo confermano fonti diplomatiche citate dalle agenzie internazionali, precisando che l’iniziativa è distinta sia dai negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti, sia dagli accordi tecnici per lo sminamento del canale. In parallelo, il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, si è recato a Mascate per avviare i lavori preparatori con l’Oman e altri Stati rivieraschi.
Secondo i resoconti che filtrano dalle capitali del Golfo, Teheran punta a un modello di governance dello stretto fondato su un’intesa esclusivamente regionale, che escluda ingerenze esterne e riconosca il ruolo degli attori costieri. I Paesi arabi del Golfo, da parte loro, intendono ancorare il dialogo a garanzie concrete per la libertà di navigazione e la sicurezza dei flussi energetici. L’Oman, che già ospita i canali di comunicazione tra Iran e Occidente, esercita una funzione di raccordo diplomatico, mentre Doha contribuisce a delineare un’architettura negoziale che, secondo fonti vicine al dossier, potrebbe allargarsi ad altre parti regionali.
Per l’Italia e l’Europa, la posta in gioco è immediata: circa un quinto del petrolio mondiale e una quota rilevante di gas naturale liquefatto transitano attraverso Hormuz, rendendo ogni turbolenza in quel braccio di mare un fattore di pressione sui mercati energetici. Analisti di Bruxelles osservano che un quadro regionale stabile, capace di ridurre il rischio di interruzioni o incidenti, rafforzerebbe la prevedibilità degli approvvigionamenti, in un momento in cui la diversificazione delle rotte resta parziale. La prospettiva di un’intesa che coinvolga direttamente Teheran e i vicini arabi è perciò seguita con attenzione anche nei circuiti della sicurezza energetica europea.
L’iniziativa si colloca sullo sfondo del più ampio conflitto mediorientale e dei tentativi di riconciliazione post-bellica. Il sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq, ha discusso con il premier qatariota lo stato dei negoziati americano-iraniani – condotti con la mediazione congiunta di Pakistan e Qatar – e la necessità di integrare i vari sforzi diplomatici per una soluzione complessiva. La visita a Mascate segue di pochi giorni il passaggio nella capitale omanita del capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, dopo la prima tornata di colloqui in Svizzera e la firma di un memorandum d’intesa il 18 giugno. Al momento non è stata comunicata una data per il vertice di Riyadh, ma l’intensificarsi delle missioni preparatorie indica che l’agenda regionale sta entrando in una fase operativa.
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A Riyadh sono in programma colloqui regionali di riconciliazione tra Iran e paesi arabi del Golfo, incentrati sulla futura gestione dello Stretto di Hormuz. L'incontro, del tutto separato dai negoziati Iran-USA e dalle operazioni di sminamento, punta a creare un quadro di cooperazione tra gli Stati rivieraschi.
Iran e Stati del Golfo si incontreranno a Riyadh per un primo tentativo di riconciliazione dopo la grande guerra in Medio Oriente. I colloqui, separati dai negoziati di pace Iran-USA, riguarderanno il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, mentre il premier del Qatar prepara il terreno in Oman.
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