
Sisma di magnitudo 5.6 in California: nessun morto, allerta precoce efficace
La scossa, avvertita fino a Sacramento, ha attivato il sistema ShakeAlert con oltre 650mila notifiche. Segnalati lievi feriti e blackout, ma nessuna vittima.
Un terremoto di magnitudo 5.6 ha colpito la contea di Mendocino, nel nord della California, alle 8:10 ora locale di mercoledì 24 giugno. L’epicentro è stato localizzato circa 225 chilometri a nord-est di San Francisco, a una profondità compresa tra 8 e 11 chilometri secondo le rilevazioni del Servizio geologico statunitense (USGS). La scossa è stata distintamente avvertita in un’ampia fascia del territorio, da Fort Bragg sulla costa fino alla capitale Sacramento, ma non si registrano vittime. Fonti della contea parlano di alcuni feriti lievi, mentre le autorità sanitarie confermano l’assenza di decessi. A Willits, nei pressi dell’epicentro, circa 8.000 utenze sono rimaste temporaneamente senza elettricità.
L’evento ha messo in luce l’efficacia del sistema di allerta precoce ShakeAlert, sviluppato dall’USGS per California, Oregon e Washington. Quasi 657.000 notifiche sono state inviate tramite l’app MyShake, raggiungendo i residenti alcuni secondi prima dell’arrivo delle onde sismiche. Testimonianze raccolte dalla stampa locale descrivono un preavviso sufficiente a mettersi al riparo. Il National Tsunami Warning Center ha escluso qualsiasi rischio di maremoto. Per l’Italia, dove l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sta potenziando analoghi sistemi di early warning, il funzionamento di ShakeAlert rappresenta un banco di prova osservato con attenzione dalla comunità scientifica europea.
La California settentrionale si trova in una delle aree a più elevata pericolosità sismica del Nord America, attraversata dalla zona di subduzione di Cascadia, dove la placca Juan de Fuca converge con quella nordamericana. Sismologi nordamericani sottolineano come scosse di questa magnitudo, pur non devastanti, costituiscano un promemoria della vulnerabilità infrastrutturale della regione. In una prospettiva più ampia, l’evento richiama le sfide comuni a tutti i territori posti lungo i margini di placca, Italia compresa, dove terremoti di energia comparabile – come quelli che hanno colpito l’Appennino centrale – hanno prodotto conseguenze ben più gravi a causa della densità abitativa e della fragilità del costruito storico.
Il governatore Gavin Newsom è stato informato immediatamente e l’ufficio per le emergenze sta coordinando le verifiche su eventuali danni a infrastrutture e gasdotti. La società elettrica PG&E ha attivato il proprio piano di emergenza, pur non rilevando al momento danni alle proprie apparecchiature. Nelle ore successive alla scossa principale sono state registrate repliche di magnitudo 2.5, 2.7 e 2.6, fenomeno del tutto atteso in sequenze di questo tipo. Le operazioni di monitoraggio e valutazione proseguono, mentre la protezione civile locale invita la popolazione a mantenere le consuete misure di prudenza in caso di nuove scosse.
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Un terremoto di magnitudo 5.6 ha colpito un'area remota della California settentrionale, il più forte nella regione dal 1940. Non sono stati segnalati danni o feriti significativi e le autorità hanno escluso il rischio di tsunami. La scossa è stata avvertita nei centri vicini senza provocare disagi rilevanti.
Un terremoto moderato di magnitudo 5.6 ha colpito un'area remota della California settentrionale. Non ci sono state segnalazioni immediate di danni gravi o feriti e non è stato diramato alcun allarme tsunami. La scossa è stata avvertita in diverse città, tra cui Fort Bragg, ma la vita è proseguita normalmente.
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