
Brasile, turista spagnola arrestata a San Paolo per insulti razzisti: “Ci sono solo scimmie”
La donna, in arrivo da São Luís, avrebbe offeso gli addetti ai bagagli durante un ritardo; è il quarto caso di turisti stranieri fermati per razzismo in pochi mesi.
Una cittadina spagnola è stata arrestata nella notte di mercoledì 24 giugno all’aeroporto internazionale di Guarulhos, a San Paolo, con l’accusa di ingiuria razziale. Secondo le autorità federali brasiliane, la donna avrebbe reagito all’attesa per lo sbarco – causata dalla momentanea indisponibilità di scale coperte a causa della pioggia – affermando che il ritardo era dovuto al fatto che “là fuori ci sono solo scimmie”, in riferimento agli addetti che operavano sulla pista.
Il volo Latam proveniente da São Luís, nel Maranhão, era atterrato regolarmente, ma i passeggeri erano stati invitati a restare a bordo. Testimoni hanno riferito che la turista, irritata, ha pronunciato la frase a voce alta, scatenando l’indignazione dei presenti. L’equipaggio ha allertato la Polizia Federale, che ha proceduto all’arresto immediato al momento dello sbarco. La compagnia aerea ha dichiarato che “nessuna giustificazione esiste per l’aggressione ai propri dipendenti” e ha ribadito la condanna di ogni forma di razzismo. L’identità della donna non è stata divulgata e al momento non risultano dichiarazioni della sua difesa.
L’episodio si inserisce in un quadro normativo tra i più severi dell’America Latina: dal 2023 l’ingiuria razziale è equiparata al razzismo, punita con la reclusione da due a cinque anni e una multa, ed è considerata inammissibile alla libertà provvisoria e imprescrittibile. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di turisti stranieri fermati per condotte analoghe. A gennaio un’avvocata argentina era stata arrestata a Rio de Janeiro dopo aver mimato una scimmia verso un cameriere; è poi rientrata in Argentina ad aprile, accolta da una senatrice vicina al presidente Milei, mentre il procedimento penale prosegue. A maggio un altro cittadino argentino è stato tratto in arresto in Minas Gerais per aver diffuso immagini di un minore con messaggi razzisti, e un imprenditore cileno è stato fermato su un volo Guarulhos-Francoforte per insulti razziali e omofobi all’equipaggio, dopo aver tentato di aprire un portellone.
Per i viaggiatori europei, e in particolare per quelli provenienti da paesi dell’Unione come la Spagna, la vicenda assume un rilievo che va oltre la cronaca locale. Le autorità brasiliane applicano con rigore crescente la legislazione antirazzista, e la detenzione di una cittadina comunitaria in attesa dell’udienza di convalida mostra come comportamenti che in altri ordinamenti potrebbero restare sul piano verbale siano qui perseguiti con la custodia cautelare. La donna resta sotto la custodia della Polizia Federale in attesa della decisione del giudice; l’inchiesta è in corso e non sono state ancora formalizzate le imputazioni definitive.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Le autorità brasiliane hanno arrestato una turista spagnola all'aeroporto di San Paolo per presunti insulti razzisti. Il Brasile applica alcune delle leggi antirazzismo più severe dell'America Latina, con pene fino a cinque anni di carcere. L'episodio segue altri arresti recenti di visitatori stranieri per accuse simili.
Una turista spagnola è stata arrestata all'aeroporto di San Paolo per insulti razzisti, reato punibile in Brasile con pene da due a cinque anni di carcere. Quest'anno diversi viaggiatori provenienti da Argentina e Cile sono stati fermati per reati simili, a dimostrazione della rigorosa applicazione delle norme antirazzismo nel paese.
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