
La corsa ai razzi riutilizzabili accelera: Cina e Giappone centrano traguardi chiave
In meno di ventiquattr'ore Pechino e Tokyo hanno dimostrato di saper recuperare i primi stadi, una tecnologia che abbatte i costi di lancio e ridisegna gli equilibri dell'accesso allo spazio.
Nel giro di una manciata di ore, due eventi hanno segnato un punto di svolta nella competizione per l'accesso economico allo spazio. Venerdì 10 luglio la Cina ha portato a termine con successo il recupero controllato del primo stadio del lanciatore Long March-10B, agganciandolo in volo con una piattaforma marina dotata di un sistema a rete, una tecnica mai sperimentata prima su scala orbitale. Sabato 11 luglio, l'agenzia spaziale giapponese JAXA ha fatto volare per quaranta secondi il prototipo RV-X, un dimostratore di razzo riutilizzabile che è decollato, ha traslato orizzontalmente ed è atterrato senza danni presso il centro di Noshiro. Entrambi i test rappresentano passi concreti verso vettori in grado di competere con il dominio commerciale di SpaceX, che dal 2017 opera il Falcon 9 parzialmente riutilizzabile.
La posta in gioco è il costo di trasporto in orbita. I razzi monouso disperdono in mare o nell'atmosfera il segmento più costoso, il primo stadio. Recuperarlo e riutilizzarlo consente di ridurre drasticamente il prezzo per chilogrammo di carico utile. La Cina, con il Long March-10B, ha scelto una via originale: invece di gambe di atterraggio, il booster viene catturato da una rete ad alta resistenza montata su una nave, soluzione che secondo i tecnici dell'Accademia cinese di tecnologia dei veicoli di lancio semplifica la struttura, riduce la massa e aumenta la capacità di carico. Il Giappone, con il più modesto RV-X, sta mettendo a punto un motore a idrogeno liquido dalla comprovata durata e un carrello d'atterraggio a quattro gambe, in collaborazione con Francia e Germania per il futuro dimostratore Callisto, il cui volo è atteso entro l'anno.
Queste innovazioni si inseriscono in un quadro strategico più ampio. Pechino sta investendo massicciamente non solo nello spazio, ma anche nella raccolta di dati oceanografici a potenziale duplice uso. Come emerso da analisi statunitensi, la nave Xiang Yang Hong 22 ha condotto a giugno rilievi a est di Taiwan in un'area di profondità ideali per i sommergibili, mappando parametri utili a modelli acustici per la guerra sottomarina. Parallelamente, la Cina ha testato un missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarino nel Pacifico meridionale, suscitando le proteste di Stati Uniti, Giappone, Australia e Nuova Zelanda per il mancato preavviso e per la violazione dello spirito del trattato di Rarotonga che istituisce una zona denuclearizzata. Agli occhi degli analisti di Washington e Tokyo, la combinazione di progressi spaziali, capacità subacquee e missilistiche delinea una strategia integrata di proiezione di potenza.
Per l'Europa e l'Italia, che dipendono in larga misura da lanciatori non riutilizzabili come Ariane 6 e Vega, l'accelerazione asiatica impone una riflessione sulla competitività del settore. Il Giappone stesso, pur avendo lanciato con successo il nuovo H3, riconosce che senza il riutilizzo i costi restano troppo alti per reggere il confronto globale. La Cina prevede di far volare nuovamente il primo stadio del Long March-10B entro la fine del 2026, mentre JAXA valuterà i dati del test per decidere un secondo volo dell'RV-X a quota maggiore. Il prossimo appuntamento da osservare è il test di Callisto in Guiana francese, che misurerà la capacità del continente di inserirsi in una partita sempre più affollata.
| Stampa giapponese-coreana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.10 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.10 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.10 | neutral |
Il Giappone riporta il test come un successo tecnico di routine, concentrandosi sui dati precisi di volo e sul sollievo del team, senza riconoscere il contesto competitivo.
Omettendo qualsiasi riferimento a SpaceX o alla competizione globale, la narrazione presenta il test come un risultato tecnico isolato, riducendone il significato strategico.
Il Giappone omette il contesto competitivo globale e la menzione di SpaceX, presenti in altri resoconti.
L'area atlantica inquadra il test come un passo cruciale nello sforzo del Giappone di raggiungere SpaceX, enfatizzando l'urgenza competitiva e la necessità di ridurre i costi di lancio.
Nominando esplicitamente SpaceX e usando termini come 'tecnologia chiave' e 'competere', la narrazione crea un senso di rivalità e posiziona il Giappone come sfidante.
L'area atlantica omette la citazione del funzionario JAXA e i dettagli precisi di altitudine e durata, presenti in altri resoconti.
Il mondo arabo evidenzia il test come un risultato tecnologico vitale, sottolineando la necessità di sfidare il dominio di SpaceX e ridurre i costi di lancio.
Descrivendo la tecnologia come 'vitale' e enfatizzando il dominio di SpaceX, la narrazione inquadra il test come un passo necessario in una lotta di potere globale.
Il mondo arabo omette la citazione del funzionario JAXA e i dettagli precisi di altitudine e durata, presenti in altri resoconti.
L'India presenta il test come uno sviluppo positivo nella tecnologia di riduzione dei costi, notando il sollievo del team giapponese e i dati ottenuti, riconoscendo al contempo il dominio di SpaceX.
Includendo l'elemento umano del sollievo dell'ingegnere e i dettagli fattuali, la narrazione bilancia il risultato tecnico con un tocco personale, rendendo la storia accessibile.
Allarga lo sguardo
De la Espriella riallaccia i rapporti con Israele e sposta l’ambasciata a Gerusalemme
4 lingue · 11 testate
Da Economy & MarketsDazi USA al 25% sul Brasile: la Sezione 301 colpisce l’export, Lula prepara la ritorsione
5 lingue · 29 testate
Da Science & HealthCervello che invecchia: dal test del sangue all’immunoterapia, le nuove armi contro l’Alzheimer
6 lingue · 7 testate