
Svizzera e Regno Unito chiudono l’accordo di libero scambio rafforzato
L’intesa, che copre servizi e digitale, si inserisce in un più ampio riassetto delle relazioni commerciali, mentre l’UE avvia negoziati con il Bahrein.
Lunedì 13 luglio a Berna il presidente svizzero Guy Parmelin e il segretario britannico al Commercio Peter Kyle hanno annunciato la conclusione dei negoziati per un accordo di libero scambio rafforzato. L’intesa supera l’assetto provvisorio ereditato dal dopo-Brexit – la cosiddetta strategia «Mind the Gap» – e pone le relazioni economiche bilaterali su una base giuridica più ampia, con un’attenzione inedita ai servizi, al commercio digitale e alla mobilità dei professionisti. Secondo stime del governo britannico, l’accordo potrebbe incrementare le esportazioni del Regno Unito verso la Svizzera di 5,2 miliardi di sterline all’anno nel lungo periodo, in un contesto in cui lo scambio di servizi tra i due Paesi ha già raggiunto nel 2025 un volume di 26,3 miliardi di franchi.
Il nuovo quadro rende permanente la possibilità per le imprese di fornire servizi fino a 90 giorni senza permesso di lavoro, elimina i costi di roaming per i viaggiatori e consentirà ai cittadini britannici di utilizzare i varchi elettronici all’aeroporto di Zurigo entro la fine del 2026, con Ginevra e Basilea a seguire. Sul fronte digitale, le aziende non saranno più obbligate a mantenere infrastrutture di archiviazione separate nei due Paesi, fermo restando il rispetto della normativa elvetica sulla protezione dei dati. L’accordo include inoltre capitoli su appalti pubblici, proprietà intellettuale, telecomunicazioni e piccole e medie imprese, e si affianca all’intesa sui servizi finanziari già in vigore, basata sul principio di equivalenza.
La firma dell’accordo arriva in una fase di ridefinizione degli equilibri commerciali globali. Mentre Londra e Berna – due economie europee esterne all’Unione – rafforzano il loro partenariato strategico rivendicando la scelta di mercati aperti e regole condivise, lo stesso giorno Bruxelles ha annunciato l’avvio di negoziati per un accordo di partenariato strategico con il Bahrein, a margine di un forum sulla sicurezza regionale. L’intesa con Manama, promossa dall’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, punta a intensificare la cooperazione su sicurezza, libertà di navigazione e commercio, e riflette la volontà europea di diversificare le proprie alleanze in un’area di crescente competizione geopolitica.
Analisti elvetici osservano tuttavia che l’accordo con il Regno Unito, pur rappresentando un modello per i futuri rapporti con l’Ue, non istituisce un mercato comune: le imprese restano soggette a due ordinamenti normativi distinti, permangono barriere non tariffarie in settori come quello veterinario e non è prevista alcuna liberalizzazione della circolazione delle persone. Per l’Italia, l’intesa non comporta ricadute dirette immediate, ma delinea un precedente rilevante per la competitività dei servizi europei e per il dibattito sull’accesso al mercato unico. L’iter proseguirà ora con la firma, prevista entro la fine dell’anno, e con le successive procedure di ratifica parlamentare nei due Paesi.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.80 | aligned |
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| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | +0.30 | aligned |
Il Regno Unito consegna ai suoi cittadini un accordo che elimina i costi di roaming e velocizza i viaggi, dimostrando la forza del commercio post-Brexit.
Enfatizzando i vantaggi concreti per il consumatore (roaming, e-gates) e quantificando l'impatto economico in miliardi, la narrazione trasforma un accordo commerciale in un successo nazionale tangibile.
Non menziona le limitazioni dell'accordo rispetto al mercato unico europeo né il contesto politico della fine del governo Starmer, presenti invece nella stampa europea.
La Svizzera e il Regno Unito firmano un accordo modello per il commercio di servizi, ma le sue limitazioni rispetto all'integrazione europea restano evidenti.
Inserendo l'accordo in un quadro storico e politico (Brexit, fine del governo Starmer) e confrontandolo con il mercato unico, la narrazione ne ridimensiona la portata trionfale.
Non evidenzia i benefici immediati per i consumatori (roaming, e-gates) che sono centrali nella stampa atlantica.
L'Unione Europea e il Bahrein lanciano un partenariato strategico per la sicurezza regionale e la libertà di navigazione, rafforzando l'ordine internazionale basato su regole.
Utilizzando un linguaggio diplomatico e riferimenti a forum di alto livello, la narrazione presenta il Bahrein come un attore stabile e affidabile nel Golfo, legittimando l'accordo come un passo verso un ordine globale più sicuro.
Non menziona l'accordo Svizzera-Regno Unito, che è l'altra metà del titolo, né le implicazioni per il commercio globale al di là della sicurezza.
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