
Sussidi e dazi: Iran e Colombia rafforzano gli scudi economici interni
Mentre Teheran valuta un aumento del 20-30% dei buoni alimentari per attutire l'inflazione, Bogotà prepara tariffe 'intelligenti' su oltre 120 beni importati per proteggere la produzione locale.
Due governi, distanti per geografia e modello politico, stanno ricalibrando in queste settimane i propri strumenti di intervento economico per rispondere a pressioni interne e a un contesto internazionale incerto. In Iran, il ministero del Welfare ha proposto di aumentare tra il 20 e il 30 per cento il credito del «kala-berg», il sistema di buoni elettronici per l’acquisto di undici beni alimentari di base, dopo che il costo di quel paniere è cresciuto del 68 per cento dall’avvio del programma. In Colombia, il ministero del Commercio ha preparato un decreto che impone dazi aggiuntivi su oltre 120 prodotti importati – dalle lenzuola agli spazzolini, dai materassi agli utensili da cucina – con incrementi tariffari fino a 20 punti percentuali, portando l’aliquota finale fino al 35 per cento.
La spinta immediata, in entrambi i casi, è la tutela del potere d’acquisto e del tessuto produttivo. A Teheran, il sesto ciclo di distribuzione dei buoni ha raggiunto 31 milioni di famiglie, circa 87,5 milioni di persone, ma l’inflazione ha eroso il valore reale del sussidio. Il governo del presidente Pezeshkian, alle prese con un negoziato delicato con gli Stati Uniti, cerca risorse non monetarie per finanziare l’incremento senza alimentare nuova liquidità. Secondo fonti parlamentari iraniane, l’eventuale intesa con Washington – descritta come «economica e politica» – potrebbe sbloccare risorse utili a rafforzare la rete di protezione sociale, in una fase che un deputato della commissione Bilancio ha definito «post-bellica» dopo anni di sanzioni e conflitti indiretti.
A Bogotà, la logica è diversa ma ugualmente difensiva. L’amministrazione Petro giustifica i cosiddetti «aranceles inteligentes» con la necessità di correggere asimmetrie competitive e di stimolare la trasformazione produttiva nazionale, colpendo in particolare beni di consumo provenienti da Paesi con cui la Colombia non ha accordi commerciali. L’impatto sui prezzi al dettaglio, tuttavia, sarà probabilmente immediato: gli importatori trasferiranno il sovrapprezzo sui consumatori finali, mentre le imprese che utilizzano quegli stessi beni come materie prime vedranno aumentare i costi di produzione. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, che esporta in Colombia macchinari, componenti e prodotti di design, la misura potrebbe tradursi in un irrigidimento dell’accesso a un mercato finora relativamente aperto, anche se i settori più colpiti – tessile, casalinghi, plastica – non rappresentano il cuore dell’export italiano.
In Iran, il nodo resta il finanziamento. Il viceministro del Welfare ha chiarito che l’aumento del credito è subordinato all’individuazione di fonti stabili e non inflazionistiche, e che non è in programma un taglio generalizzato dei beneficiari: gli unici esclusi potrebbero essere i possessori di patrimoni molto elevati, una platea talmente ristretta da non alterare la platea complessiva di 71,5 milioni di percettori di sussidi in contanti. La decisione finale è attesa dopo le riunioni congiunte tra ministeri, banca centrale e autorità di bilancio. In Colombia, il decreto è in fase di ultimazione e dovrà superare il vaglio delle associazioni di categoria e dei partner commerciali. Entrambi i dossier mostrano come, in un’economia globale frammentata, la tentazione dello scudo interno – sia esso un sussidio o un dazio – torni a essere una risposta politica immediata, con costi che si misureranno solo nei prossimi mesi.
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L'Iran sta ampliando il programma di buoni alimentari elettronici per attutire l'inflazione galoppante: oltre 31 milioni di famiglie già coperte e si discute un aumento del credito fino al 30% per i decili più bassi. Un politico riformista sottolinea che senza relazioni estere equilibrate non può nascere un'economia sana, mentre si invoca una riorganizzazione strutturale del paese.
La Colombia si prepara a imporre dazi 'intelligenti' su oltre 120 prodotti importati, dai beni per l'igiene agli articoli per la casa, con il rischio di un aumento dei prezzi al consumo. Il governo difende la misura come protezione dell'industria nazionale, ma l'opinione pubblica teme un nuovo colpo al potere d'acquisto delle famiglie già provate dall'inflazione.
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