
Paesi Bassi domina, Katia Itzel García scrive la storia del Mondiale
La Naranja Mecánica batte 3-1 la Tunisia e si prende il primo posto nel Gruppo F, mentre l’arbitra messicana diventa la prima latinoamericana a dirigere un match maschile iridato.
A Kansas City, sotto una pioggia insistente che non ha scalfito l’onda arancione dei 68.391 spettatori, i Paesi Bassi hanno liquidato la pratica Tunisia in poco più di sei minuti, ipotecando il primato del Gruppo F e strappando il biglietto per i sedicesimi di finale. Il 3-1 finale, tuttavia, racconta solo una parte della serata: l’altra, quella che resterà negli annali, porta il nome di Katia Itzel García, la fischietta messicana che con il suo esordio da direttrice di gara in un Mondiale maschile ha infranto un’altra barriera, dopo le pioniere Stéphanie Frappart e Tori Penso.
La partita si è incanalata subito sui binari previsti. Al terzo minuto un cross teso di Denzel Dumfries, laterale dell’Inter, ha trovato la deviazione sfortunata del capitano tunisino Ellyes Skhiri, che ha infilato la propria porta. Quattro minuti dopo, sugli sviluppi di un calcio piazzato, Virgil van Dijk ha fatto da torre per Brian Brobbey, il centravanti che già aveva firmato una doppietta alla Svezia, e l’attaccante ha insaccato il 2-0. La Tunisia, già eliminata e reduce da un turbolento cambio di panchina con l’arrivo di Hervé Renard, ha provato a reagire nella ripresa: al 54’ Hazem Mastouri ha accorciato di testa su corner, regalando un sussulto effimero. La risposta olandese è stata immediata, con Jan Paul van Hecke che all’8’ del secondo tempo ha ristabilito le distanze, sempre di testa, su un altro angolo.
In questo copione a tinte forti, l’arbitraggio di Katia Itzel García ha rappresentato un racconto parallelo. Trentatré anni, laureata in Scienze Politiche all’UNAM, la messicana ha diretto con autorità e senza cartellini, gestendo undici falli tunisini e dieci olandesi con una comunicazione costante. Unico momento di involontaria visibilità, uno scontro con il difensore Nathan Aké che l’ha mandata a terra, subito risolto con un sorriso. Al suo fianco, l’assistente Sandra Ramírez, connazionale, a completare una terna che la FIFA ha voluto onorare con un dettaglio cromatico: le divise nere con le bande verdi, bianche e rosse del Messico, un omaggio approvato dalla federazione internazionale per celebrare il paese co-organizzatore e la prima volta di una latinoamericana al fischietto in un torneo maschile.
Con questo successo, i Paesi Bassi chiudono il girone a quota sette punti, davanti al Giappone (5) e alla Svezia (4), che passa come una delle migliori terze. La squadra di Ronald Koeman evita così l’incrocio immediato con il Brasile, ma si prepara a un sedicesimo di finale dal sapore intenso contro il Marocco, in programma lunedì a Monterrey. Per gli africani, invece, il Mondiale si chiude con zero punti e una differenza reti di -10, l’ennesima delusione di una spedizione mai realmente decollata.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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I Paesi Bassi hanno blindato il primo posto nel girone con una netta vittoria per 3-1 sulla Tunisia e ora aspettano il Marocco a Monterrey. La partita è stata storica per l'esordio dell'arbitra messicana Katia Itzel García, prima donna a dirigere un incontro del Mondiale maschile. La 'Macchina Arancione' ha travolto le 'Aquile di Cartagine' confermandosi favorita.
I Paesi Bassi hanno battuto la Tunisia 3-1, chiudendo in testa al Gruppo F e qualificandosi per i sedicesimi di finale. Le reti di Brian Brobbey e Jan Paul van Hecke hanno deciso l'incontro, mentre Hazem Mastouri ha segnato il gol della bandiera per la Tunisia. La squadra olandese ora si prepara alla fase a eliminazione diretta.
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