
Giappone e Svezia, un pareggio che vale il passaggio: ora i Samurai Blue sfideranno il Brasile
Un 1-1 che accontenta entrambe: il Giappone chiude secondo nel Gruppo F e troverà la Seleção, la Svezia avanza come una delle migliori terze.
Sessantamila spettatori all’AT&T Stadium di Arlington hanno assistito a una partita che per un’ora è stata un esercizio di pazienza tattica, per poi accendersi in sei minuti di fuoco. Il Giappone ha sbloccato il risultato al 56’ con una trama verticale: Ritsu Doan ha infilato un passaggio filtrante per Daizen Maeda, che ha incrociato di destro in uscita bassa, superando Jacob Widell Zetterström. L’illusione del primato nel girone è durata lo spazio di un respiro. Al 62’ Anthony Elanga, partito da destra e accentratosi sul sinistro, ha disegnato una parabola che si è infilata all’angolo lontano, con Zion Suzuki colpevole di una reazione tardiva. Da quel momento la Svezia ha spinto con insistenza, ma Suzuki si è riscattato con due interventi decisivi nel recupero, prima su una conclusione ravvicinata dello stesso Elanga e poi su un colpo di testa di Alexander Isak, blindando l’1-1.
Il pari ha cristallizzato la classifica del Gruppo F. I Paesi Bassi, vittoriosi 3-1 sulla Tunisia, hanno chiuso al comando con sette punti. Il Giappone, con cinque punti, si è piazzato secondo, mentre la Svezia, a quota quattro, è rientrata tra le otto migliori terze classificate, un meccanismo che in questa edizione allargata a 48 squadre manda agli spareggi ben 32 nazionali. La Tunisia, a zero punti, è stata l’unica esclusa del raggruppamento. Per i Samurai Blue si tratta della terza qualificazione consecutiva alla fase a eliminazione diretta e della prima volta, dal 2002 a oggi, in cui superano un girone mondiale fuori dal Giappone senza subire sconfitte: un dato che la stampa asiatica legge come il segno di una maturità ormai strutturale.
L’avversario che attende il Giappone a Houston, il 29 giugno, è il Brasile di Carlo Ancelotti, primo nel Gruppo C con sette punti, sette gol fatti e uno solo subito. L’incrocio riporta alla memoria il test amichevole dell’ottobre 2025 a Tokyo, quando i nipponici rimontarono due reti di scarto e vinsero 3-2. Il ct Hajime Moriyasu, in conferenza stampa, ha ricordato quell’episodio con equilibrio: «Forse per quella partita saranno ancora più motivati, ma noi crediamo di avere una possibilità di vincere». Parole che riflettono la consapevolezza di un gruppo che, pur rispettando la caratura dell’avversario, non si presenta da vittima designata. Resta l’incognita sulle condizioni del difensore Ko Itakura, uscito per infortunio nel primo tempo.
La Svezia di Graham Potter, che aveva cambiato portiere e ridisegnato la fascia destra dopo il 5-1 subito dall’Olanda, attende ora di conoscere la propria sorte. Il regolamento la proietta verso un incrocio con la prima del Gruppo I, verosimilmente la Francia, ma la definizione arriverà solo al termine della fase a gironi. Intanto, il tabellone dei sedicesimi ha già assunto contorni definiti in quattro incroci: oltre a Brasile-Giappone, sono certi Olanda-Marocco, Stati Uniti-Bosnia ed Erzegovina e Sudafrica-Canada. Un mosaico che comincia a comporsi, mentre l’Europa osserva con attenzione il percorso delle proprie rappresentanti in un torneo che, per la prima volta, dilata la fase a eliminazione diretta a trentadue squadre.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Un opaco pareggio per 1-1 tra Giappone e Svezia ha qualificato entrambe le squadre, ma la partita è stata una delusione. Il risultato ha accontentato tutti, ma la qualità del gioco ha spento le residue speranze della Scozia.
Il Giappone ha strappato un pareggio per 1-1 con la Svezia, assicurandosi il secondo posto nel girone e un sogno chiamato Brasile. I Samurai Blue hanno ora l'opportunità di replicare la loro storica vittoria in amichevole contro la Seleção sul palcoscenico più grande.
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