
NATO verso Ankara: Germania cerca intesa con USA, Turchia rivendica un ruolo nella difesa UE
A pochi giorni dal vertice di luglio, si infittiscono le manovre diplomatiche per ridefinire oneri e architettura di sicurezza, mentre l’Europa è chiamata a investire di più.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul incontrerà questa settimana a Washington l’omologo americano Marco Rubio per discutere un nuovo meccanismo di condivisione degli oneri all’interno della NATO e un sostegno stabile e di lungo periodo all’Ucraina. L’incontro, confermato da fonti governative tedesche, precede di pochi giorni il vertice dell’Alleanza in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio, e si inserisce in un quadro di pressioni crescenti da parte del presidente Donald Trump, che accusa gli alleati europei di non contribuire in modo equo e ha messo indirettamente in discussione le garanzie di sicurezza statunitensi. Secondo Berlino, un’intesa rinnovata sugli oneri e un segnale chiaro sul sostegno a Kiev servirebbero a dimostrare a Mosca che è giunto il momento di sedersi al tavolo negoziale.
L’ex segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, oggi ministro delle Finanze norvegese, ha ricordato in un’intervista alla Die Welt che la difesa degli Stati Uniti comincia al confine europeo-russo. Ha indicato che sulla penisola di Kola, al di là della frontiera norvegese, è schierato uno dei più grandi arsenali nucleari del mondo, con missili puntati su Washington e New York, non su Oslo. Secondo Stoltenberg, la Norvegia, la Finlandia e altri Paesi europei forniscono un contributo insostituibile nel tracciamento dei sottomarini russi e nell’allarme precoce su lanci missilistici e decolli di aerei militari. L’ex segretario ha giudicato legittima la richiesta di Trump di una nuova ripartizione dei pesi, ma ha avvertito che la priorità per l’Europa è aumentare gli investimenti nella difesa: sempre più alleati, ha osservato, stanno raggiungendo l’obiettivo del 3,5% del PIL per le spese militari essenziali, e la Germania è sulla strada per diventare il maggiore investitore europeo nel settore.
Sul fronte meridionale dell’Alleanza, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha chiesto con forza che la Turchia venga inclusa nelle iniziative di difesa e sicurezza dell’Unione Europea, a cominciare dal programma SAFE da 150 miliardi di euro. Ankara, che tecnicamente potrebbe accedervi, necessita del consenso unanime dei Ventisette, ma la Grecia ha già minacciato di porre il veto. Erdoğan ha inoltre sollecitato la rimozione di tutte le barriere al commercio di materiali di difesa tra alleati, lamentando che le restrizioni imposte da Stati Uniti e partner europei – legate a divergenze politiche regionali e ai rapporti turchi con la Russia – danneggiano lo spirito dell’Alleanza. Secondo fonti vicine al governo di Ankara, la Turchia ritiene che il proprio contributo alla sicurezza europea venga sistematicamente sottovalutato, e intende usare il vertice per ottenere un riconoscimento formale del proprio ruolo nel pilastro europeo della NATO.
Le tensioni interne all’Alleanza sono emerse anche in un recente colloquio tra il segretario generale Mark Rutte e il presidente Trump, durante il quale – secondo quanto riportato da media russi – Trump avrebbe interrotto Rutte con un secco “No” mentre questi illustrava i progressi europei sulla spesa militare, dando poi un colpetto sul ginocchio al segretario. In questo clima, il vertice di Ankara si preannuncia come un banco di prova per la coesione transatlantica. Per l’Italia, che siede al tavolo dei grandi contributori europei e possiede una significativa industria della difesa, il dibattito sul rialzo delle soglie di spesa e sull’apertura dei mercati interni all’Alleanza avrà ricadute dirette sulle scelte di bilancio e sulla politica industriale. I leader NATO dovranno inoltre affrontare i dossier Ucraina, Gaza e Iran, mentre resta aperta la questione del sostegno alla Turchia nella lotta al PKK. Le decisioni sono attese nella dichiarazione finale del vertice, che dovrà conciliare le spinte centrifughe con la necessità di mostrare unità di fronte a Mosca.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Diplomatici tedeschi e americani stanno lavorando a una nuova formula di condivisione degli oneri in vista del vertice di Ankara. L'obiettivo è garantire un sostegno stabile e a lungo termine all'Ucraina e segnalare a Mosca che è giunto il momento di negoziare.
L'ex capo della NATO avverte che l'arsenale nucleare russo nella penisola di Kola è puntato direttamente su Washington e New York. Sostiene che una NATO forte è essenziale per la sicurezza nazionale americana, poiché gli alleati europei aiutano a contrastare questa minaccia.
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