Accedi
Edizione delle 16:00 CETsabato 4 luglio 2026
311 testate · 17 lingue774 briefing oggi
Geopolitica e Politicalunedì 29 giugno 2026

Stretto di Hormuz, Oman frena sui pedaggi ma apre al dialogo con Teheran

Il ministro degli Esteri omanita esclude dazi sul transito, mentre il primo comitato congiunto con l'Iran discute la futura gestione del passaggio strategico.

Il sultano dell’Oman ha escluso l’introduzione di pedaggi per il semplice attraversamento dello Stretto di Hormuz, chiarendo però che potranno essere discussi oneri per servizi marittimi specifici. La presa di posizione, affidata dal ministro degli Esteri Badr al-Busaidi a un’intervista con Radio Monte Carlo, arriva mentre a Mascate si è insediato il primo comitato congiunto Iran-Oman incaricato di ridisegnare l’amministrazione del braccio di mare da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. L’apertura a costi per sicurezza della navigazione, antinquinamento e soccorso in emergenza – sul modello dello Stretto di Malacca, ha suggerito al-Busaidi – segna un punto di equilibrio tra la richiesta iraniana di un nuovo regime tariffario e l’opposizione di Washington, che considera Hormuz un passaggio internazionale non assoggettabile a dazi unilaterali.

Secondo la prospettiva di Teheran, ribadita dal vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, la gestione dello Stretto non tornerà allo status quo precedente il conflitto. L’Iran rivendica il diritto sovrano di regolare la navigazione nelle proprie acque territoriali e insiste sulla responsabilità esclusiva delle operazioni di sminamento, respingendo qualsiasi interferenza esterna, inclusa l’offerta francese di contribuire alla bonifica. Gharibabadi ha inoltre annunciato l’avvio di colloqui tecnici per modificare i corridoi di transito, fissati nel 1968 e ritenuti ormai inadeguati, e ha lasciato intendere che, in assenza di un’intesa con Mascate, l’Iran procederà autonomamente. La Repubblica Islamica, che non ha aderito alla Convenzione ONU sul diritto del mare, interpreta il memorandum d’intesa di Islamabad come un mandato a costruire un’architettura di controllo fondata sulla sovranità degli Stati costieri, in aperto contrasto con il principio di libertà di passaggio sostenuto dalle capitali occidentali.

Per l’Oman, tradizionale mediatore tra Iran e Occidente, la priorità è ancorare qualsiasi intesa futura al diritto internazionale e alla Convenzione di Montego Bay, di cui Mascate è firmataria. Fonti diplomatiche europee osservano come la monarchia del Golfo stia cercando di trasformare il proprio ruolo da semplice facilitatore a garante di un equilibrio che eviti sia un’escalation militare sia un’eccessiva erosione della libertà di navigazione. La posta in gioco per l’Italia e l’Europa è immediata: un’alterazione del regime di transito o l’imposizione di costi aggiuntivi si tradurrebbe in un aumento dei premi assicurativi e dei noli, con ripercussioni dirette sul prezzo di gas naturale liquefatto e greggio, in una fase già segnata dal calo della domanda cinese e dal ricorso alle riserve strategiche.

Il dossier resta aperto. Il memorandum di Islamabad garantisce il passaggio gratuito per sessanta giorni e affida all’Iran l’onere di rendere sicuri i corridoi entro trenta, ma non definisce l’assetto successivo. Nei prossimi giorni i comitati tecnici bilaterali inizieranno a discutere le nuove rotte e la quantificazione dei costi per i servizi, mentre Mascate ha assicurato che consulterà anche gli altri Stati rivieraschi del Golfo. La divergenza di fondo – tra la visione iraniana di una gestione sovrana e quella americana di un passaggio internazionale non tassabile – non appare colmata, e il rischio di incidenti resta elevato dopo gli attacchi a due petroliere che hanno ulteriormente rallentato il traffico marittimo nella regione.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

37%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa del Golfo arabo
Stampa iraniana e affini
PragmatismoVittimismo

Il rifiuto dell'Oman di imporre pedaggi è inquadrato come una legittima affermazione di sovranità contro le pressioni esterne. La mossa è presentata come un passo pragmatico per proteggere gli interessi nazionali senza escalation. L'Iran è mostrato come sostenitore del diritto dell'Oman di controllare le sue acque.

Stampa del Golfo arabo
DistaccoPragmatismo

I media del Golfo riportano la decisione dell'Oman con attenzione alle implicazioni economiche e legali. Il tono è misurato, sottolineando la distinzione tra pedaggi e tariffe per servizi. La copertura enfatizza la necessità di stabilità nello Stretto di Hormuz.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Iran, il presidente minaccia le dimissioni: la successione a Khamenei diventa una partita aperta·La Spagna taglia le pensioni anticipate: fino al 15% in meno anche dopo 40 anni di contributi·Luglio 2026: minion, fantasmi e viaggi dell’anima sugli schermi del mondo·Sinner avanza sicuro, l’Italia moltiplica i suoi ottavi a Wimbledon·Pechino sfida l’Occidente con una nuova missione della guardia costiera a est di Taiwan·Trump trasforma il 250° anniversario in comizio: l’America divisa celebra tra caldo e scontro politico·Paraguay, l’utopia possibile dopo la Germania: ora la Francia di Mbappé·Putin a Trump: 'Insieme responsabili della sicurezza globale' nel messaggio per il 4 luglio·Iran, il presidente minaccia le dimissioni: la successione a Khamenei diventa una partita aperta·La Spagna taglia le pensioni anticipate: fino al 15% in meno anche dopo 40 anni di contributi·Luglio 2026: minion, fantasmi e viaggi dell’anima sugli schermi del mondo·Sinner avanza sicuro, l’Italia moltiplica i suoi ottavi a Wimbledon·Pechino sfida l’Occidente con una nuova missione della guardia costiera a est di Taiwan·Trump trasforma il 250° anniversario in comizio: l’America divisa celebra tra caldo e scontro politico·Paraguay, l’utopia possibile dopo la Germania: ora la Francia di Mbappé·Putin a Trump: 'Insieme responsabili della sicurezza globale' nel messaggio per il 4 luglio·
Agg. 21:151 lingua · 2 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
2 testate|1 lingua|3 min lettura
lunedì 29 giugno 2026

Stretto di Hormuz, Oman frena sui pedaggi ma apre al dialogo con Teheran

Il ministro degli Esteri omanita esclude dazi sul transito, mentre il primo comitato congiunto con l'Iran discute la futura gestione del passaggio strategico.

Il sultano dell’Oman ha escluso l’introduzione di pedaggi per il semplice attraversamento dello Stretto di Hormuz, chiarendo però che potranno essere discussi oneri per servizi marittimi specifici. La presa di posizione, affidata dal ministro degli Esteri Badr al-Busaidi a un’intervista con Radio Monte Carlo, arriva mentre a Mascate si è insediato il primo comitato congiunto Iran-Oman incaricato di ridisegnare l’amministrazione del braccio di mare da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. L’apertura a costi per sicurezza della navigazione, antinquinamento e soccorso in emergenza – sul modello dello Stretto di Malacca, ha suggerito al-Busaidi – segna un punto di equilibrio tra la richiesta iraniana di un nuovo regime tariffario e l’opposizione di Washington, che considera Hormuz un passaggio internazionale non assoggettabile a dazi unilaterali.

Secondo la prospettiva di Teheran, ribadita dal vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, la gestione dello Stretto non tornerà allo status quo precedente il conflitto. L’Iran rivendica il diritto sovrano di regolare la navigazione nelle proprie acque territoriali e insiste sulla responsabilità esclusiva delle operazioni di sminamento, respingendo qualsiasi interferenza esterna, inclusa l’offerta francese di contribuire alla bonifica. Gharibabadi ha inoltre annunciato l’avvio di colloqui tecnici per modificare i corridoi di transito, fissati nel 1968 e ritenuti ormai inadeguati, e ha lasciato intendere che, in assenza di un’intesa con Mascate, l’Iran procederà autonomamente. La Repubblica Islamica, che non ha aderito alla Convenzione ONU sul diritto del mare, interpreta il memorandum d’intesa di Islamabad come un mandato a costruire un’architettura di controllo fondata sulla sovranità degli Stati costieri, in aperto contrasto con il principio di libertà di passaggio sostenuto dalle capitali occidentali.

Per l’Oman, tradizionale mediatore tra Iran e Occidente, la priorità è ancorare qualsiasi intesa futura al diritto internazionale e alla Convenzione di Montego Bay, di cui Mascate è firmataria. Fonti diplomatiche europee osservano come la monarchia del Golfo stia cercando di trasformare il proprio ruolo da semplice facilitatore a garante di un equilibrio che eviti sia un’escalation militare sia un’eccessiva erosione della libertà di navigazione. La posta in gioco per l’Italia e l’Europa è immediata: un’alterazione del regime di transito o l’imposizione di costi aggiuntivi si tradurrebbe in un aumento dei premi assicurativi e dei noli, con ripercussioni dirette sul prezzo di gas naturale liquefatto e greggio, in una fase già segnata dal calo della domanda cinese e dal ricorso alle riserve strategiche.

Il dossier resta aperto. Il memorandum di Islamabad garantisce il passaggio gratuito per sessanta giorni e affida all’Iran l’onere di rendere sicuri i corridoi entro trenta, ma non definisce l’assetto successivo. Nei prossimi giorni i comitati tecnici bilaterali inizieranno a discutere le nuove rotte e la quantificazione dei costi per i servizi, mentre Mascate ha assicurato che consulterà anche gli altri Stati rivieraschi del Golfo. La divergenza di fondo – tra la visione iraniana di una gestione sovrana e quella americana di un passaggio internazionale non tassabile – non appare colmata, e il rischio di incidenti resta elevato dopo gli attacchi a due petroliere che hanno ulteriormente rallentato il traffico marittimo nella regione.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 2 testate · 1 lingua

37%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole40%
Neutrale20%
Critico40%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa del Golfo arabo
Stampa iraniana e affini
PragmatismoVittimismo

Il rifiuto dell'Oman di imporre pedaggi è inquadrato come una legittima affermazione di sovranità contro le pressioni esterne. La mossa è presentata come un passo pragmatico per proteggere gli interessi nazionali senza escalation. L'Iran è mostrato come sostenitore del diritto dell'Oman di controllare le sue acque.

Stampa del Golfo arabo
DistaccoPragmatismo

I media del Golfo riportano la decisione dell'Oman con attenzione alle implicazioni economiche e legali. Il tono è misurato, sottolineando la distinzione tra pedaggi e tariffe per servizi. La copertura enfatizza la necessità di stabilità nello Stretto di Hormuz.

Questa notizia è apparsa su

2 testate · 1 lingua

Allarga lo sguardo

Da Economy & Markets

Auto, crescita a due velocità: Brasile e Russia accelerano, l’Indonesia resta in attesa

4 lingue · 10 testate

Da Technology

Alibaba vieta Claude Code: la guerra dell’IA tra Cina e Stati Uniti si infiamma

4 lingue · 4 testate

Da Science & Health

Congo, al via la sperimentazione per l’Ebola Bundibugyo: primo paziente arruolato

5 lingue · 7 testate

Leggi di più