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Geopolitica e Politicagiovedì 25 giugno 2026

Kim Jong-un accelera sui missili, mentre cresce la frattura tra Seul e il comando Onu

Il leader nordcoreano supervisiona test di testate speciali, mentre la competizione tra Cina e Russia amplia i margini di manovra di Pyongyang.

Kim Jong-un ha supervisionato il 25 giugno una serie di test su sistemi d’arma avanzati, tra cui una testata «per missioni speciali» per missili balistici tattici, un lanciarazzi multiplo potenziato e un obice semovente da 155 mm. Le prove, descritte dai media statali come un passo verso una «postura offensiva letale e distruttiva», si inseriscono in un quadro di crescente tensione nella penisola coreana, segnato anche da un disaccordo tra Seul e il Comando delle Nazioni Unite sulle fortificazioni al confine.

Secondo fonti militari sudcoreane, i lavori di Pyongyang lungo la linea di demarcazione militare – recinzioni, riparazioni stradali, posa di mine – costituiscono una «chiara violazione» dell’armistizio. Il Comando Onu ha invece diffuso una scheda informativa in cui precisa che tutte le attività si sono svolte sul lato settentrionale della linea, senza infrangere l’accordo. La frattura si somma a un preesistente contrasto sulla gestione degli accessi alla zona demilitarizzata e, secondo analisti di Seul, riflette una più ampia divergenza con Washington sul ruolo futuro delle forze americane in Corea: per la Corea del Sud la loro funzione primaria resta la deterrenza nucleare, mentre gli Stati Uniti ne vorrebbero un impiego strategico più esteso.

La simultanea competizione tra Cina e Russia per l’influenza su Pyongyang sta offrendo a Kim Jong-un uno spazio di manovra senza precedenti dalla fine della Guerra Fredda. Durante la recente visita a Pyongyang, il presidente Xi Jinping ha omesso ogni riferimento alla denuclearizzazione, segnando un allineamento di fatto alle posizioni nordcoreane. Nell’ottica di Pechino, il silenzio serve a non spingere il regime verso Mosca, che già fornisce assistenza tecnica, armi e derrate alimentari in cambio di soldati e munizioni per la guerra in Ucraina, eludendo le sanzioni Onu. Secondo analisti europei, questo asse militare diretto tra Russia e Corea del Nord ha conseguenze per la sicurezza del continente, poiché alimenta lo sforzo bellico del Cremlino e potrebbe facilitare trasferimenti di tecnologia missilistica.

La popolazione nordcoreana paga il costo di questa alleanza: i soldati inviati al fronte ucraino cadono in combattimento, mentre le famiglie ricevono certificati di morte falsificati. Sul piano strategico, Kim incassa il riconoscimento internazionale e la modernizzazione dell’arsenale, vincolando la sopravvivenza del regime all’arma nucleare. La lezione del caso iraniano – dove le restrizioni volontarie al programma atomico si sono rivelate inutili di fronte al ritiro unilaterale degli Stati Uniti – rafforza, secondo fonti diplomatiche asiatiche, la determinazione di Pyongyang a non cedere. Al momento, non sono previsti nuovi negoziati: il dialogo con Washington resta bloccato sulla precondizione della denuclearizzazione, mentre la penisola si avvia a un nuovo ciclo di esercitazioni congiunte tra Seul e Washington, che Pyongyang considera una prova generale d’invasione.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa atlantica / anglosferaStampa cinese
Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
AllarmeUrgenza

Gli ultimi test missilistici della Corea del Nord sottolineano la spinta verso una capacità offensiva 'letale e distruttiva', con Kim Jong Un che ha supervisionato personalmente i lanci. L'esibizione, a pochi giorni dall'entrata in servizio del primo cacciatorpediniere, segnala un'accelerazione del riarmo che aggrava le preoccupazioni per la sicurezza regionale.

Stampa cinese/ Statale
ScetticismoPragmatismo

Le fortificazioni al confine della Corea del Nord hanno messo in luce una frattura tra Seul e il Comando ONU, che rifiuta di definirle una violazione dell'armistizio. La disputa si estende ai disaccordi sull'accesso alla zona demilitarizzata e sul ruolo futuro delle forze americane, rivelando disallineamenti tra Corea del Sud e Washington sullo scopo primario della presenza militare statunitense.

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Kim Jong-un accelera sui missili, mentre cresce la frattura tra Seul e il comando Onu

Il leader nordcoreano supervisiona test di testate speciali, mentre la competizione tra Cina e Russia amplia i margini di manovra di Pyongyang.

Kim Jong-un ha supervisionato il 25 giugno una serie di test su sistemi d’arma avanzati, tra cui una testata «per missioni speciali» per missili balistici tattici, un lanciarazzi multiplo potenziato e un obice semovente da 155 mm. Le prove, descritte dai media statali come un passo verso una «postura offensiva letale e distruttiva», si inseriscono in un quadro di crescente tensione nella penisola coreana, segnato anche da un disaccordo tra Seul e il Comando delle Nazioni Unite sulle fortificazioni al confine.

Secondo fonti militari sudcoreane, i lavori di Pyongyang lungo la linea di demarcazione militare – recinzioni, riparazioni stradali, posa di mine – costituiscono una «chiara violazione» dell’armistizio. Il Comando Onu ha invece diffuso una scheda informativa in cui precisa che tutte le attività si sono svolte sul lato settentrionale della linea, senza infrangere l’accordo. La frattura si somma a un preesistente contrasto sulla gestione degli accessi alla zona demilitarizzata e, secondo analisti di Seul, riflette una più ampia divergenza con Washington sul ruolo futuro delle forze americane in Corea: per la Corea del Sud la loro funzione primaria resta la deterrenza nucleare, mentre gli Stati Uniti ne vorrebbero un impiego strategico più esteso.

La simultanea competizione tra Cina e Russia per l’influenza su Pyongyang sta offrendo a Kim Jong-un uno spazio di manovra senza precedenti dalla fine della Guerra Fredda. Durante la recente visita a Pyongyang, il presidente Xi Jinping ha omesso ogni riferimento alla denuclearizzazione, segnando un allineamento di fatto alle posizioni nordcoreane. Nell’ottica di Pechino, il silenzio serve a non spingere il regime verso Mosca, che già fornisce assistenza tecnica, armi e derrate alimentari in cambio di soldati e munizioni per la guerra in Ucraina, eludendo le sanzioni Onu. Secondo analisti europei, questo asse militare diretto tra Russia e Corea del Nord ha conseguenze per la sicurezza del continente, poiché alimenta lo sforzo bellico del Cremlino e potrebbe facilitare trasferimenti di tecnologia missilistica.

La popolazione nordcoreana paga il costo di questa alleanza: i soldati inviati al fronte ucraino cadono in combattimento, mentre le famiglie ricevono certificati di morte falsificati. Sul piano strategico, Kim incassa il riconoscimento internazionale e la modernizzazione dell’arsenale, vincolando la sopravvivenza del regime all’arma nucleare. La lezione del caso iraniano – dove le restrizioni volontarie al programma atomico si sono rivelate inutili di fronte al ritiro unilaterale degli Stati Uniti – rafforza, secondo fonti diplomatiche asiatiche, la determinazione di Pyongyang a non cedere. Al momento, non sono previsti nuovi negoziati: il dialogo con Washington resta bloccato sulla precondizione della denuclearizzazione, mentre la penisola si avvia a un nuovo ciclo di esercitazioni congiunte tra Seul e Washington, che Pyongyang considera una prova generale d’invasione.

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AllarmeUrgenza

Gli ultimi test missilistici della Corea del Nord sottolineano la spinta verso una capacità offensiva 'letale e distruttiva', con Kim Jong Un che ha supervisionato personalmente i lanci. L'esibizione, a pochi giorni dall'entrata in servizio del primo cacciatorpediniere, segnala un'accelerazione del riarmo che aggrava le preoccupazioni per la sicurezza regionale.

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Le fortificazioni al confine della Corea del Nord hanno messo in luce una frattura tra Seul e il Comando ONU, che rifiuta di definirle una violazione dell'armistizio. La disputa si estende ai disaccordi sull'accesso alla zona demilitarizzata e sul ruolo futuro delle forze americane, rivelando disallineamenti tra Corea del Sud e Washington sullo scopo primario della presenza militare statunitense.

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