
Spagna padrona, Argentina senza tiro: finale segnata da polemiche e petizioni globali
La Roja vince 1-0 ai supplementari contro un'Albiceleste mai pericolosa; il post-partita accende scontri in campo, inchiesta FIFA e 23 milioni di firme anti-Argentina.
La finale del Mondiale 2026 al MetLife Stadium di New Jersey ha raccontato una supremazia netta: la Spagna ha chiuso con venti conclusioni, l'Argentina con due, nessuna nello specchio nei novanta minuti regolari – un dato senza precedenti per un atto conclusivo. Ferran Torres ha spezzato l'equilibrio al 106', dopo che Enzo Fernández era stato espulso per doppia ammonizione al 93'. Emiliano Martínez ha evitato un passivo più pesante, ma la Roja di Luis de la Fuente ha controllato possesso e ritmo, concedendo solo falli e frustrazione.
Al fischio finale, la tensione è esplosa: Leandro Paredes ha afferrato per il collo Eric García e si è scontrato con Gavi, mentre Nahuel Molina ha diretto un pugno verso Rodri. La FIFA ha immediatamente aperto un procedimento disciplinare su giocatori, staff e federazione argentina. Scene che hanno offuscato la festa spagnola e innescato un'ondata di reazioni globali.
Sulla piattaforma Change.org, una petizione che chiedeva di bandire l'Argentina dai futuri Mondiali ha raggiunto 23,3 milioni di firme, sfiorando il record assoluto. In senso opposto, un'altra raccolta ha invocato la ripetizione della partita accusando l'arbitro sloveno Slavko Vinčić di corruzione, con oltre 82.000 adesioni. Il presidente argentino Javier Milei ha risposto con post patriottici su Instagram, pubblicando un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo mostra con la maglia albiceleste e la scritta «¡Viva Argentina, carajo!».
Oltre Atlantico, in Nigeria, il tono del dibattito è stato particolarmente aspro: commentatori locali hanno riesumato vecchie accuse di frode, dal Mondiale 1978 fino al recente ciclo di Qatar 2022, interpretando l'assenza delle Super Eagles dal torneo come sintomo di una crisi di governance federale. Mentre a Buenos Aires si alimentava la tesi del complotto, in Europa e Nord America si consolidava la convinzione che la vittoria spagnola fosse la logica conseguenza di una superiorità tecnica e disciplinare.
Ora l'attenzione si sposta sulle sanzioni che la FIFA comminerà ai protagonisti degli scontri: eventuali squalifiche potrebbero condizionare l'inizio del cammino di qualificazione al Mondiale 2030. La Spagna, al contrario, si gode il suo secondo titolo iridato con la consapevolezza di aver imposto un modello di gioco che ha disarmato l'avversario più blasonato.
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