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Sinner annichilisce Djokovic, a Wimbledon è ancora finale contro Zverev

L'italiano domina il serbo con un triplo 6-4 e domenica sfiderà il tedesco, fresco vincitore del Roland Garros, per il bis sull'erba londinese.

La semifinale più attesa si è risolta in una dimostrazione di forza. Jannik Sinner ha spazzato via Novak Djokovic con un triplo 6-4 che non ammette repliche, in due ore e venti minuti di tennis asfissiante. Il numero uno del mondo ha costruito la vittoria su un servizio divenuto arma totale — sedici ace, l'88% di punti con la prima, nessuna palla break concessa fino al terzo set — e su una profondità di palla che ha tolto respiro al serbo, costringendolo a rincorrere e a sbagliare. Il break decisivo è arrivato puntuale nel nono game del primo parziale, poi replicato sul 3-3 del secondo e in apertura di terzo, spegnendo ogni velleità di rimonta. Djokovic, reduce dalla maratona di cinque ore e un quarto contro Auger-Aliassime, ha ammesso a fine match: «Una bella lezione, non potevo fare molto». L'azzurro, dal canto suo, ha restituito il favore della sconfitta subita a Melbourne a gennaio, confermando una supremazia generazionale che ormai parla di sei vittorie negli ultimi sette confronti diretti.

Sull'altro fronte, Alexander Zverev ha spento la favola di Arthur Fery, il wildcard britannico che dal numero 114 del mondo si era spinto fino alla semifinale, la prima per un giocatore di casa dai tempi di Ivanisevic nel 2001. Il tedesco, numero tre del ranking e fresco campione al Roland Garros, ha impiegato un set per prendere le misure all'avversario, per poi dilagare con un tie-break a zero e due parziali rapidi (6-2, 6-4). Zverev diventa così il primo finalista tedesco a Wimbledon dai tempi di Boris Becker nel 1995 e, da lunedì, scalzerà Carlos Alcaraz dal secondo posto mondiale. «Questo Slam è sempre stato il più difficile per me, e all'improvviso sono in finale», ha dichiarato, consapevole però di dover affrontare un Sinner contro cui ha perso gli ultimi nove scontri diretti.

La stampa italiana sottolinea la ritrovata solidità di Sinner dopo il malore al Roland Garros, leggendo nella semifinale londinese la prova di una maturità ormai granitica. I commentatori d'oltremanica, pur celebrando l'impresa di Fery, registrano con rammarico l'ennesimo tentativo fallito di Djokovic di raggiungere il venticinquesimo Slam e l'ottavo titolo a Wimbledon, che lo avrebbe raggiunto Federer. Da Belgrado, invece, si sottolinea la sportività del campione, che a trentanove anni ha promesso di tornare almeno un'altra volta sull'erba londinese, nonostante la sensazione che il tempo per il record assoluto si stia esaurendo.

La finale di domenica metterà di fronte due giocatori in stato di grazia: Sinner, che non perde un set dal primo turno e cerca il quinto Major, e Zverev, che dopo aver rotto il tabù Slam a Parigi viaggia a tredici vittorie consecutive nei tornei dello Slam. L'italiano parte favorito, forte di un 10-4 negli scontri diretti e di una finale vinta a Melbourne nel 2025 proprio contro il tedesco. In palio non c'è solo il titolo: per Sinner sarebbe il bis a Wimbledon e la conferma di un dominio che, con Alcaraz infortunato, appare sempre più incontrastato.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Narrative focus
43%Media
2 blocchi · posizioni da −0.20 a +0.80
Underdog narrativeTriumphalist narrative
ATLEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa europea continentale+0.80aligned
Stampa atlantica / anglosfera−0.20
Voce

Arthur Fery's run proves British tennis is alive, even in defeat. Novak Djokovic's wait for a 25th Grand Slam continues, a reminder of his enduring greatness.

Meccanismonarrativizzazione

By foregrounding the human-interest stories of Fery's payday and Djokovic's age, the narrative turns the matches into a drama of noble failure and breakthrough, making the results secondary to the emotional arc.

Omissione

The comprehensive nature of Sinner's victory and Zverev's dominant performance are downplayed; the focus on Djokovic's quest obscures that he was outplayed from start to finish.

PaternalismoDistacco
Stampa europea continentale+0.80
Voce

Jannik Sinner è il re di Wimbledon: ha dominato Djokovic e ora punta al bis. L'Italia intera sogna un nuovo trionfo.

Meccanismocostruzione dell'eroe

Enfatizzando la vendetta e la superiorità tecnica di Sinner, si costruisce un arco eroico che giustifica la sua posizione di favorito e minimizza le incertezze.

Omissione

Viene omesso il punto di vista britannico sulla favola di Fery e la possibilità che Zverev possa rappresentare una minaccia concreta, concentrandosi esclusivamente sul percorso di Sinner.

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venerdì 10 luglio 2026

Sinner annichilisce Djokovic, a Wimbledon è ancora finale contro Zverev

L'italiano domina il serbo con un triplo 6-4 e domenica sfiderà il tedesco, fresco vincitore del Roland Garros, per il bis sull'erba londinese.

La semifinale più attesa si è risolta in una dimostrazione di forza. Jannik Sinner ha spazzato via Novak Djokovic con un triplo 6-4 che non ammette repliche, in due ore e venti minuti di tennis asfissiante. Il numero uno del mondo ha costruito la vittoria su un servizio divenuto arma totale — sedici ace, l'88% di punti con la prima, nessuna palla break concessa fino al terzo set — e su una profondità di palla che ha tolto respiro al serbo, costringendolo a rincorrere e a sbagliare. Il break decisivo è arrivato puntuale nel nono game del primo parziale, poi replicato sul 3-3 del secondo e in apertura di terzo, spegnendo ogni velleità di rimonta. Djokovic, reduce dalla maratona di cinque ore e un quarto contro Auger-Aliassime, ha ammesso a fine match: «Una bella lezione, non potevo fare molto». L'azzurro, dal canto suo, ha restituito il favore della sconfitta subita a Melbourne a gennaio, confermando una supremazia generazionale che ormai parla di sei vittorie negli ultimi sette confronti diretti.

Sull'altro fronte, Alexander Zverev ha spento la favola di Arthur Fery, il wildcard britannico che dal numero 114 del mondo si era spinto fino alla semifinale, la prima per un giocatore di casa dai tempi di Ivanisevic nel 2001. Il tedesco, numero tre del ranking e fresco campione al Roland Garros, ha impiegato un set per prendere le misure all'avversario, per poi dilagare con un tie-break a zero e due parziali rapidi (6-2, 6-4). Zverev diventa così il primo finalista tedesco a Wimbledon dai tempi di Boris Becker nel 1995 e, da lunedì, scalzerà Carlos Alcaraz dal secondo posto mondiale. «Questo Slam è sempre stato il più difficile per me, e all'improvviso sono in finale», ha dichiarato, consapevole però di dover affrontare un Sinner contro cui ha perso gli ultimi nove scontri diretti.

La stampa italiana sottolinea la ritrovata solidità di Sinner dopo il malore al Roland Garros, leggendo nella semifinale londinese la prova di una maturità ormai granitica. I commentatori d'oltremanica, pur celebrando l'impresa di Fery, registrano con rammarico l'ennesimo tentativo fallito di Djokovic di raggiungere il venticinquesimo Slam e l'ottavo titolo a Wimbledon, che lo avrebbe raggiunto Federer. Da Belgrado, invece, si sottolinea la sportività del campione, che a trentanove anni ha promesso di tornare almeno un'altra volta sull'erba londinese, nonostante la sensazione che il tempo per il record assoluto si stia esaurendo.

La finale di domenica metterà di fronte due giocatori in stato di grazia: Sinner, che non perde un set dal primo turno e cerca il quinto Major, e Zverev, che dopo aver rotto il tabù Slam a Parigi viaggia a tredici vittorie consecutive nei tornei dello Slam. L'italiano parte favorito, forte di un 10-4 negli scontri diretti e di una finale vinta a Melbourne nel 2025 proprio contro il tedesco. In palio non c'è solo il titolo: per Sinner sarebbe il bis a Wimbledon e la conferma di un dominio che, con Alcaraz infortunato, appare sempre più incontrastato.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Narrative focus
43%Media
2 blocchi · posizioni da −0.20 a +0.80
Underdog narrativeTriumphalist narrative
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Divergenza tra blocchi di stampa
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Stampa europea continentale+0.80aligned
Stampa atlantica / anglosfera−0.20
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Arthur Fery's run proves British tennis is alive, even in defeat. Novak Djokovic's wait for a 25th Grand Slam continues, a reminder of his enduring greatness.

Meccanismonarrativizzazione

By foregrounding the human-interest stories of Fery's payday and Djokovic's age, the narrative turns the matches into a drama of noble failure and breakthrough, making the results secondary to the emotional arc.

Omissione

The comprehensive nature of Sinner's victory and Zverev's dominant performance are downplayed; the focus on Djokovic's quest obscures that he was outplayed from start to finish.

PaternalismoDistacco
Stampa europea continentale+0.80
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Jannik Sinner è il re di Wimbledon: ha dominato Djokovic e ora punta al bis. L'Italia intera sogna un nuovo trionfo.

Meccanismocostruzione dell'eroe

Enfatizzando la vendetta e la superiorità tecnica di Sinner, si costruisce un arco eroico che giustifica la sua posizione di favorito e minimizza le incertezze.

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Viene omesso il punto di vista britannico sulla favola di Fery e la possibilità che Zverev possa rappresentare una minaccia concreta, concentrandosi esclusivamente sul percorso di Sinner.

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