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Geopolitica e Politicadomenica 28 giugno 2026

Seul e Tokyo intensificano la cooperazione difensiva tra esercitazioni e scambi aerei, ma l’accordo ACSA resta congelato

I ministri della Difesa di Corea del Sud e Giappone ribadiscono l’obiettivo di denuclearizzazione della penisola, potenziano le esercitazioni marittime e le intese tra forze aeree. Il nodo dell’accordo di supporto logistico rimane irrisolto per le resistenze dell’opinione pubblica coreana.

Domenica 28 giugno, a Seul, nel corso del sesto round di colloqui bilaterali, i ministri della Difesa di Corea del Sud e Giappone – Ahn Gyu-back e Shinjiro Koizumi – hanno concordato un significativo potenziamento della cooperazione. L’intesa prevede la ripresa e l’evoluzione delle esercitazioni congiunte di ricerca e soccorso tra la Marina sudcoreana e la Forza di autodifesa marittima giapponese, ferme da oltre otto anni, nonché l’istituzionalizzazione degli scambi e dei rifornimenti tra le pattuglie acrobatiche Black Eagles di Seul e Blue Impulse di Tokyo, dopo un primo rifornimento giapponese concesso a gennaio sulla base di Naha. Entrambi i ministri hanno inoltre riaffermato l’impegno per la completa denuclearizzazione della penisola coreana e per il rafforzamento del coordinamento trilaterale con gli Stati Uniti. La visita di Koizumi, la prima dal suo insediamento nell’ottobre scorso, risponde a quella effettuata da Ahn a Tokyo a gennaio, segnando il primo scambio reciproco entro dodici mesi dal biennio 2002-2003.

Secondo fonti della Difesa sudcoreana, il ministro Ahn ha posto l’accento sulla necessità di «mantenere la pace e la stabilità regionale in un contesto di sicurezza pericoloso», alludendo ai recenti annunci di Kim Jong Un sulla volontà di dotare la marina nordcoreana di armi nucleari e di proseguire i test missilistici. Dal canto suo, il ministro giapponese Koizumi ha dichiarato la volontà di «imparare dalle politiche della Corea del Sud» in materia di export di armamenti, in un momento in cui Tokyo ha di fatto rimosso il bando all’esportazione di armi con la revisione dei «Tre principi» ad aprile. Le autorità della Difesa giapponese hanno chiarito che l’incontro è stato «inteso a creare un ambiente per la cooperazione bilaterale» e che le questioni legate all’Acquisition and Cross-Servicing Agreement (ACSA) non sono state un tema centrale del vertice.

L’Accordo di supporto logistico, che permetterebbe il rifornimento reciproco di carburante e munizioni tra le forze armate dei due paesi, rimane tuttavia congelato. Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha dichiarato l’8 giugno che la conclusione dell’intesa sarebbe «difficile al momento, alla luce dei sentimenti del popolo coreano», segnando una battuta d’arresto su un dossier già avversato per le memorie del dominio coloniale giapponese. Nonostante il riavvicinamento promosso da Washington a partire dal 2022 – rafforzato dalla premier giapponese Sanae Takaichi e dallo stesso Lee con aperture anche in campo energetico –, la questione storica incide ancora sulle scelte di Seul. Parallelamente, i due ministri hanno condiviso informazioni sui voli congiunti di bombardieri cinesi e russi nel Mar Cinese Orientale, segnalando una convergenza di interessi di sicurezza che trascende la minaccia nordcoreana.

Per l’Alleanza atlantica, che monitora gli sviluppi nell’Indo-Pacifico in chiave di sicurezza globale, il consolidamento dell’intesa Tokyo-Seul costituisce un tassello rilevante della strategia di contenimento della proiezione cinese e delle ambizioni nucleari di Pyongyang. Pur non essendo direttamente coinvolta, l’Europa – e l’Italia in particolare – segue con attenzione questa stabilizzazione, che interessa le catene di approvvigionamento di tecnologie e semiconduttori. A margine del vertice, Koizumi e Ahn hanno incontrato giovani coreani e giapponesi per un dialogo sulle politiche di difesa, e il ministro nipponico ha reso una visita di cortesia al capo della diplomazia sudcoreana Cho Hyun. Nessuna scadenza è stata fissata per l’ACSA, ma i colloqui sulla cooperazione nell’equipaggiamento di difesa proseguiranno, indicando che il percorso, sebbene graduale, è destinato a rimanere aperto.

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domenica 28 giugno 2026

Seul e Tokyo intensificano la cooperazione difensiva tra esercitazioni e scambi aerei, ma l’accordo ACSA resta congelato

I ministri della Difesa di Corea del Sud e Giappone ribadiscono l’obiettivo di denuclearizzazione della penisola, potenziano le esercitazioni marittime e le intese tra forze aeree. Il nodo dell’accordo di supporto logistico rimane irrisolto per le resistenze dell’opinione pubblica coreana.

Domenica 28 giugno, a Seul, nel corso del sesto round di colloqui bilaterali, i ministri della Difesa di Corea del Sud e Giappone – Ahn Gyu-back e Shinjiro Koizumi – hanno concordato un significativo potenziamento della cooperazione. L’intesa prevede la ripresa e l’evoluzione delle esercitazioni congiunte di ricerca e soccorso tra la Marina sudcoreana e la Forza di autodifesa marittima giapponese, ferme da oltre otto anni, nonché l’istituzionalizzazione degli scambi e dei rifornimenti tra le pattuglie acrobatiche Black Eagles di Seul e Blue Impulse di Tokyo, dopo un primo rifornimento giapponese concesso a gennaio sulla base di Naha. Entrambi i ministri hanno inoltre riaffermato l’impegno per la completa denuclearizzazione della penisola coreana e per il rafforzamento del coordinamento trilaterale con gli Stati Uniti. La visita di Koizumi, la prima dal suo insediamento nell’ottobre scorso, risponde a quella effettuata da Ahn a Tokyo a gennaio, segnando il primo scambio reciproco entro dodici mesi dal biennio 2002-2003.

Secondo fonti della Difesa sudcoreana, il ministro Ahn ha posto l’accento sulla necessità di «mantenere la pace e la stabilità regionale in un contesto di sicurezza pericoloso», alludendo ai recenti annunci di Kim Jong Un sulla volontà di dotare la marina nordcoreana di armi nucleari e di proseguire i test missilistici. Dal canto suo, il ministro giapponese Koizumi ha dichiarato la volontà di «imparare dalle politiche della Corea del Sud» in materia di export di armamenti, in un momento in cui Tokyo ha di fatto rimosso il bando all’esportazione di armi con la revisione dei «Tre principi» ad aprile. Le autorità della Difesa giapponese hanno chiarito che l’incontro è stato «inteso a creare un ambiente per la cooperazione bilaterale» e che le questioni legate all’Acquisition and Cross-Servicing Agreement (ACSA) non sono state un tema centrale del vertice.

L’Accordo di supporto logistico, che permetterebbe il rifornimento reciproco di carburante e munizioni tra le forze armate dei due paesi, rimane tuttavia congelato. Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha dichiarato l’8 giugno che la conclusione dell’intesa sarebbe «difficile al momento, alla luce dei sentimenti del popolo coreano», segnando una battuta d’arresto su un dossier già avversato per le memorie del dominio coloniale giapponese. Nonostante il riavvicinamento promosso da Washington a partire dal 2022 – rafforzato dalla premier giapponese Sanae Takaichi e dallo stesso Lee con aperture anche in campo energetico –, la questione storica incide ancora sulle scelte di Seul. Parallelamente, i due ministri hanno condiviso informazioni sui voli congiunti di bombardieri cinesi e russi nel Mar Cinese Orientale, segnalando una convergenza di interessi di sicurezza che trascende la minaccia nordcoreana.

Per l’Alleanza atlantica, che monitora gli sviluppi nell’Indo-Pacifico in chiave di sicurezza globale, il consolidamento dell’intesa Tokyo-Seul costituisce un tassello rilevante della strategia di contenimento della proiezione cinese e delle ambizioni nucleari di Pyongyang. Pur non essendo direttamente coinvolta, l’Europa – e l’Italia in particolare – segue con attenzione questa stabilizzazione, che interessa le catene di approvvigionamento di tecnologie e semiconduttori. A margine del vertice, Koizumi e Ahn hanno incontrato giovani coreani e giapponesi per un dialogo sulle politiche di difesa, e il ministro nipponico ha reso una visita di cortesia al capo della diplomazia sudcoreana Cho Hyun. Nessuna scadenza è stata fissata per l’ACSA, ma i colloqui sulla cooperazione nell’equipaggiamento di difesa proseguiranno, indicando che il percorso, sebbene graduale, è destinato a rimanere aperto.

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