
Il SUV cambia pelle: dal diesel indiano all’ibrido plug-in, la metamorfasi globale
Mentre un crash test riaccende il dibattito sulla sicurezza, da San Paolo a Nuova Delhi i nuovi modelli ridisegnano l’identità del veicolo più discusso del secolo.
Nel video diffuso dall’ente assicurativo americano IIHS, due Chevrolet Blazer si schiantano frontalmente. La prima, del 1996, si deforma fino a invadere l’abitacolo; la seconda, del 2026, resta quasi integra. La sequenza, ripresa dalla trasmissione argentina TN Autos in occasione della prova della nuova RAV4 ibrida plug-in, non è soltanto un omaggio ai progressi dell’ingegneria. È la sintesi per immagini di una trasformazione che sta ridisegnando la silhouette più controversa dell’automobile globale: il SUV.
In Brasile, la Toyota presenta la linea 2027 del Corolla Cross, che ora offre di serie il monitoraggio della pressione degli pneumatici e un nuovo console centrale, mentre la versione GR Sport sfoggia paraurti ridisegnati e dettagli in nero. Il motore resta il 2.0 flex, capace di accettare etanolo, e l’ibrido combina un 1.8 a ciclo Atkinson con due unità elettriche. In India, invece, il marchio giapponese si prepara a lanciare il nuovo Hilux, che conserva il motore diesel e il telaio a longheroni, ma guadagna un abitacolo ispirato alla Land Cruiser Prado e, per la prima volta, lo sterzo elettrico. Secondo gli analisti locali, il pickup punta a un pubblico lifestyle e anticipa il linguaggio del futuro Fortuner.
A Giacarta, la cinese Changan risponde con la Deepal S05, primo SUV offerto in Indonesia sia in versione completamente elettrica (BEV) sia con range extender (REEV), dove un motore termico funge solo da generatore. La strategia, spiega l’amministratore delegato locale Setiawan Surya, mira a offrire flessibilità a chi percorre lunghe distanze, senza rinunciare alla guida a zero emissioni in città. Il design, definito “tech-sporty” dalla casa, unisce linee futuristiche a un abitacolo che richiama gli yacht di lusso.
L’evoluzione tocca anche i vertici del segmento. La Lamborghini Urus SE Performante, provata dalla stampa internazionale, abbina un V8 biturbo a un motore elettrico per 812 CV e 1.000 Nm, con una batteria da 25,9 kWh che consente oltre 60 chilometri in modalità silenziosa. L’uso esteso della fibra di carbonio e un impianto di scarico in titanio riducono il peso di 32 kg rispetto alla versione ibrida standard. Il paradosso è servito: un bestione da 312 km/h che, nel traffico, può muoversi come una compatta elettrica, senza emettere un grammo di CO2.
In questo mosaico di mercati e tecnologie, il SUV smette di essere un monolito. È insieme il diesel per le piste indiane, l’ibrido flex per le metropoli brasiliane, il range extender per l’arcipelago indonesiano e il plug-in hypercar per l’Europa. La prova della RAV4 in Argentina, con i suoi 142 chilometri di autonomia elettrica e una potenza di sistema di 329 CV, diventa così il racconto di una metamorfosi che non riguarda solo la meccanica, ma l’idea stessa di mobilità. L’ultima immagine è quella di un SUV che, dopo aver attraversato mezza Asia e l’America Latina, si spegne in un parcheggio sotterraneo e si ricarica in silenzio, come un elettrodomestico di lusso.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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I SUV continuano a dominare il mercato sudamericano con nuovi modelli ibridi e versioni sportive. L'attenzione è sulle prestazioni, la sicurezza e il design, mentre l'elettrificazione è vista come un'evoluzione naturale.
In India, il SUV Toyota Hilux rimane fedele al motore diesel, sottolineando la persistenza del diesel nel mercato indiano nonostante la tendenza globale all'ibrido. L'articolo enfatizza il ruolo del Hilux come veicolo lifestyle premium.
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