
Il Messico sfida l'Inghilterra all'Azteca per infrangere il tabù degli ottavi
Con quattro vittorie e zero gol subiti, i padroni di casa cercano l'impresa contro i Tre Leoni, mentre il Paese si aggrappa al mantra "¿Y si sí?".
Messico e Inghilterra si affrontano negli ottavi di finale del Mondiale 2026 in un Estadio Azteca vestito a festa, dove il Tri di Javier Aguirre si presenta con uno score perfetto: quattro vittorie, otto reti segnate e nessuna incassata. Un percorso netto, impreziosito dal 2-0 sull'Ecuador nei sedicesimi, che ha riacceso nel Paese il tormentone "¿Y si sí?", espressione virale di una speranza collettiva che tenta di esorcizzare decenni di eliminazioni premature.
Di fronte, l'Inghilterra di Thomas Tuchel arriva forte di un ruolino quasi analogo – tre successi e un pari nella fase a gironi, poi il sofferto 2-1 sulla Repubblica Democratica del Congo dopo essere stata in svantaggio – ma con qualche crepa difensiva, come i tre gol già subiti. Harry Kane, capocannoniere storico dei Tre Leoni, guida un reparto offensivo che spazia da Jude Bellingham a Marcus Rashford, ma dovrà vedersela con la muraglia messicana orchestrata da Johan Vásquez e César Montes, che non hanno ancora concesso nulla in questo torneo.
La sfida si carica di un doppio peso storico. Per il Messico è l'occasione di spezzare la maledizione degli ottavi: nelle otto precedenti apparizioni a questo turno, l'unica vittoria risale al 1986, proprio all'Azteca contro la Bulgaria; poi sette eliminazioni consecutive, spesso per dettagli minimi. Per l'Inghilterra, invece, incombe la statistica che nessuna nazionale europea ha mai vinto una partita ufficiale in questo stadio, e i precedenti amichevoli dei Tre Leoni in Messico – due sconfitte e un pareggio – confermano la difficoltà di adattarsi ai 2.240 metri di altitudine della capitale.
Javier Aguirre, che in panchina ha già vissuto due cocenti eliminazioni agli ottavi (2002 e 2010), ha costruito un gruppo affiatato e privo di individualismi. «Dovremo fare una partita quasi perfetta», ha dichiarato, sottolineando la necessità di neutralizzare Kane non solo con i centrali ma con tutto il blocco basso, impedendogli di ricevere palla in zona pericolosa. I bookmaker internazionali assegnano comunque un leggero vantaggio all'Inghilterra (48% di probabilità di vittoria nei tempi regolamentari), ma le proiezioni messicane indicano un 55% di chances di qualificazione complessiva, confidando nell'effetto combinato di pubblico e altitudine.
L'arbitro australiano Alireza Faghani dirigerà l'incontro, che mette in palio un quarto di finale contro la vincente di Brasile-Norvegia. Al di là del risultato, per il calcio messicano si tratta di un appuntamento con la propria storia recente, un crocevia dove la continuità di rendimento mostrata fin qui potrebbe finalmente tradursi in quel salto di qualità a lungo inseguito.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Messico, spinto dall'euforia del '¿Y si sí?', affronta l'Inghilterra con la speranza di rompere la maledizione degli ottavi. La squadra di Aguirre è reduce da quattro vittorie senza subire gol e conta sul fattore Azteca. L'umiltà e la preparazione sono le chiavi per un'impresa quasi perfetta.
L'Inghilterra resta la favorita secondo i bookmaker, ma lo storico stadio Azteca rappresenta un'incognita per i Tre Leoni. Il Messico arriva con un ruolino di marcia perfetto, mentre gli inglesi hanno faticato nella fase a gironi. Le scommesse pendono per Kane e compagni, ma il calcio è imprevedibile.
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