
Doppia esplosione nel nord-ovest del Pakistan: sette vittime, cresce la tensione
L'attentato senza rivendicazione nel distretto di Bannu rilancia le accuse di Islamabad contro Kabul per il sostegno ai militanti del Tehreek-e-Taliban Pakistan, mentre si inasprisce la crisi frontaliera.
Due ordigni rudimentali telecomandati sono esplosi sabato lungo una strada rurale nel distretto di Bannu, nella provincia pakistana del Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan. Secondo le ricostruzioni della polizia locale, il primo ha colpito un furgone privato carico di passeggeri, uccidendo cinque persone sul colpo. Mentre i feriti venivano trasportati d’urgenza in ospedale, una seconda bomba è deflagrata nello stesso punto, prendendo di mira i soccorritori e uccidendo altre due persone, con un bilancio complessivo di sette morti e tre feriti. Nessun gruppo ha finora rivendicato l’attacco, ma le autorità hanno avviato un’indagine e isolato l’area.
La regione è da anni teatro di una violenta insorgenza del Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), formazione alleata ma distinta dai talebani afghani, e secondo fonti della sicurezza pakistana simili tattiche a doppia esplosione sono un segno distintivo del gruppo. Il primo ministro Shehbaz Sharif ha condannato l’attentato, assicurando che il governo «resta impegnato a sradicare il terrorismo» e a consegnare i responsabili alla giustizia. Il presidente Asif Ali Zardari, in una dichiarazione, ha messo in guardia i «mandanti interni ed esterni del terrorismo», alludendo senza nominarli ai santuari che, secondo Islamabad, Kabul offre ai combattenti del TTP.
Da Kabul, l’amministrazione talebana respinge con fermezza ogni accusa di proteggere i militanti, sostenendo che il proprio territorio non viene usato per pianificare attacchi contro il Pakistan. Tuttavia, le relazioni tra i due vicini sono precipitate da quando i talebani hanno ripreso il potere nel 2021. Negli ultimi mesi la tensione ha raggiunto livelli di scontro armato: raid aerei pakistani su obiettivi in territorio afghano hanno provocato vittime civili e dure reazioni. Solo la scorsa settimana, secondo fonti afghane, un bombardamento pakistano nella zona di confine ha ucciso almeno dodici civili. I principali valichi di frontiera restano in gran parte chiusi da ottobre, quando l’escalation di violenze ha paralizzato il commercio bilaterale.
Dal punto di vista europeo, l’aggravarsi dell’instabilità nella regione afghano-pakistana è motivo di crescente preoccupazione. Analisti di Bruxelles segnalano come la persistente insicurezza alimenti i flussi migratori irregolari verso l’Europa attraverso le rotte balcaniche e mediterranee, e offra spazi operativi a reti jihadiste con potenziali ramificazioni nel continente. Per Islamabad, la sfida non è solo securitaria: la crisi con Kabul rischia di compromettere gli sforzi per attrarre investimenti esteri e stabilizzare un’economia già fragile. Le indagini sull’attentato di Bannu sono in corso, ma il nodo politico resta la richiesta pakistana di un’azione risoluta dei talebani contro i santuari del TTP — una richiesta che, finora, non ha trovato risposta.
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Il Pakistan ha incolpato l'Afghanistan per un doppio attentato stradale a Bannu che ha ucciso sette persone, inclusi soccorritori. Le esplosioni telecomandate evidenziano la continua minaccia transfrontaliera che incombe sulla sicurezza regionale.
Due bombe sono esplose nel distretto di Bannu, colpendo prima un veicolo passeggeri e poi i soccorritori, provocando sette morti. Le autorità hanno fornito dati sulle vittime ma nessuno ha rivendicato l'attentato.
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