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Geopolitica e Politicamartedì 23 giugno 2026

L’Onu accusa Israele: attacchi deliberati ai bambini di Gaza configurano un genocidio

Una commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto in cui sostiene che le forze israeliane hanno intenzionalmente ucciso e ferito bambini palestinesi, elemento chiave per dimostrare l’intento genocida.

La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’Onu sui Territori palestinesi occupati ha diffuso martedì un rapporto di oltre ottanta pagine in cui accusa le autorità e le forze di sicurezza israeliane di aver «deliberatamente preso di mira» i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza. Secondo il documento, che esamina le violazioni commesse a partire dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, esistono «motivi ragionevoli» per concludere che tali condotte integrino il crimine di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, e che siano parte di una «strategia intenzionale per distruggere il futuro dei palestinesi a Gaza colpendo i loro figli». La commissione – istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu ma senza rappresentare ufficialmente l’organizzazione – aveva già concluso nel settembre 2025 che Israele stava commettendo un genocidio nella Striscia.

Israele ha respinto il rapporto con durezza. La missione diplomatica israeliana a Ginevra lo ha definito «una farsa calunniosa» e un «pezzo di propaganda diffamatorio», accusando la commissione di ignorare «le tattiche brutali di Hamas», che a suo dire attacca i bambini israeliani e utilizza i minori palestinesi come scudi umani. Secondo Tel Aviv, il rapporto omette inoltre gli sforzi israeliani per facilitare le vaccinazioni, l’ingresso di personale medico e l’allestimento di ospedali da campo. Fonti governative israeliane affermano che le forze armate «si sforzano costantemente di ridurre al minimo i danni ai bambini» e rigettano «nei termini più forti» l’idea di un deliberato bersagliamento di minori.

Il rapporto quantifica in almeno 20.179 i bambini uccisi tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025, circa il 30% del totale delle vittime, una proporzione superiore a quella registrata nei conflitti di Gaza del 2008-2009 e del 2014 (24%). La commissione sottolinea che l’uso di munizioni ad alto potenziale e armi a effetto esteso in aree densamente popolate è proseguito nonostante l’aumento delle vittime infantili, e che gli attacchi hanno colpito reparti di neonatologia e maternità, con un conseguente incremento di aborti spontanei e malformazioni. Anche dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’ottobre 2025, promosso dall’amministrazione Trump, le uccisioni e i ferimenti di minori sono continuati: secondo l’Unicef, almeno 265 bambini sono morti nella Striscia dall’inizio della tregua, in media uno al giorno. In Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, la commissione documenta un’impennata della violenza dei coloni contro i minori palestinesi e casi di tortura e maltrattamenti durante la detenzione, inclusa violenza sessuale e di genere.

Per gli investigatori dell’Onu, il bersagliamento dei bambini costituisce l’elemento centrale per dimostrare l’intento genocida, poiché mira a compromettere la continuità biologica e la capacità stessa del popolo palestinese di esistere e decidere il proprio futuro. Il rapporto descrive una «distruzione irreversibile» della salute, dell’istruzione e dello sviluppo infantile, aggravata da fame, sfollamenti ripetuti e dal collasso dei servizi sanitari ed educativi. La commissione ha identificato singole unità militari israeliane ritenute responsabili e formula raccomandazioni affinché Israele cessi le violazioni e gli Stati membri garantiscano l’applicazione del diritto internazionale. Il dossier sarà ora esaminato nell’ambito della 62ª sessione del Consiglio per i diritti umani dell’Onu, mentre proseguono le accuse reciproche tra Israele e Hamas di violazione della tregua e le organizzazioni umanitarie denunciano il persistere di una crisi senza precedenti per l’infanzia nella regione.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Un'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che le forze di sicurezza israeliane hanno preso di mira intenzionalmente i bambini a Gaza, configurando un genocidio. I funzionari israeliani hanno respinto il rapporto come diffamatorio e parziale, negando qualsiasi intento genocida. L'indagine sottolinea le morti infantili prevenibili, ma Israele insiste che la commissione ignori i metodi brutali di Hamas.

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Una commissione indipendente dell'ONU ha dichiarato che a Gaza è in corso un genocidio, con le forze israeliane che prendono di mira e uccidono deliberatamente i bambini palestinesi. Il rapporto si concentra sull'intento di distruggere la continuità biologica e l'esistenza futura del popolo palestinese. Israele ha bollato il rapporto come diffamatorio, ma la commissione mantiene le sue conclusioni su crimini contro l'umanità e crimini di guerra.

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L’Onu accusa Israele: attacchi deliberati ai bambini di Gaza configurano un genocidio

Una commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto in cui sostiene che le forze israeliane hanno intenzionalmente ucciso e ferito bambini palestinesi, elemento chiave per dimostrare l’intento genocida.

La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’Onu sui Territori palestinesi occupati ha diffuso martedì un rapporto di oltre ottanta pagine in cui accusa le autorità e le forze di sicurezza israeliane di aver «deliberatamente preso di mira» i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza. Secondo il documento, che esamina le violazioni commesse a partire dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, esistono «motivi ragionevoli» per concludere che tali condotte integrino il crimine di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, e che siano parte di una «strategia intenzionale per distruggere il futuro dei palestinesi a Gaza colpendo i loro figli». La commissione – istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu ma senza rappresentare ufficialmente l’organizzazione – aveva già concluso nel settembre 2025 che Israele stava commettendo un genocidio nella Striscia.

Israele ha respinto il rapporto con durezza. La missione diplomatica israeliana a Ginevra lo ha definito «una farsa calunniosa» e un «pezzo di propaganda diffamatorio», accusando la commissione di ignorare «le tattiche brutali di Hamas», che a suo dire attacca i bambini israeliani e utilizza i minori palestinesi come scudi umani. Secondo Tel Aviv, il rapporto omette inoltre gli sforzi israeliani per facilitare le vaccinazioni, l’ingresso di personale medico e l’allestimento di ospedali da campo. Fonti governative israeliane affermano che le forze armate «si sforzano costantemente di ridurre al minimo i danni ai bambini» e rigettano «nei termini più forti» l’idea di un deliberato bersagliamento di minori.

Il rapporto quantifica in almeno 20.179 i bambini uccisi tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025, circa il 30% del totale delle vittime, una proporzione superiore a quella registrata nei conflitti di Gaza del 2008-2009 e del 2014 (24%). La commissione sottolinea che l’uso di munizioni ad alto potenziale e armi a effetto esteso in aree densamente popolate è proseguito nonostante l’aumento delle vittime infantili, e che gli attacchi hanno colpito reparti di neonatologia e maternità, con un conseguente incremento di aborti spontanei e malformazioni. Anche dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’ottobre 2025, promosso dall’amministrazione Trump, le uccisioni e i ferimenti di minori sono continuati: secondo l’Unicef, almeno 265 bambini sono morti nella Striscia dall’inizio della tregua, in media uno al giorno. In Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, la commissione documenta un’impennata della violenza dei coloni contro i minori palestinesi e casi di tortura e maltrattamenti durante la detenzione, inclusa violenza sessuale e di genere.

Per gli investigatori dell’Onu, il bersagliamento dei bambini costituisce l’elemento centrale per dimostrare l’intento genocida, poiché mira a compromettere la continuità biologica e la capacità stessa del popolo palestinese di esistere e decidere il proprio futuro. Il rapporto descrive una «distruzione irreversibile» della salute, dell’istruzione e dello sviluppo infantile, aggravata da fame, sfollamenti ripetuti e dal collasso dei servizi sanitari ed educativi. La commissione ha identificato singole unità militari israeliane ritenute responsabili e formula raccomandazioni affinché Israele cessi le violazioni e gli Stati membri garantiscano l’applicazione del diritto internazionale. Il dossier sarà ora esaminato nell’ambito della 62ª sessione del Consiglio per i diritti umani dell’Onu, mentre proseguono le accuse reciproche tra Israele e Hamas di violazione della tregua e le organizzazioni umanitarie denunciano il persistere di una crisi senza precedenti per l’infanzia nella regione.

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