
Nabil Fahmy alla guida della Lega Araba: il Cairo conserva la regia diplomatica
I ministri degli Esteri riuniti ad Amman hanno designato l’ex capo della diplomazia egiziana per un mandato di cinque anni, in un passaggio di consegne che conferma il peso del Cairo mentre il mondo arabo affronta Gaza, le tensioni con l’Iran e la questione siriana.
Il Consiglio della Lega degli Stati Arabi, riunito a livello ministeriale ad Amman, ha approvato la nomina di Nabil Fahmy a nuovo segretario generale dell’organizzazione panaraba. L’ex ministro degli Esteri egiziano, che assumerà l’incarico il primo luglio per un mandato di cinque anni, succede ad Ahmed Aboul Gheit, giunto al termine di due mandati consecutivi. La decisione, adottata su mandato dei capi di Stato arabi, era stata anticipata da un voto unanime in marzo e viene ora formalizzata in un contesto regionale segnato dalla guerra a Gaza, dalle tensioni con l’Iran e dal delicato dossier siriano.
Secondo fonti diplomatiche del Golfo, la scelta di Fahmy — ottavo egiziano a ricoprire la carica dalla fondazione della Lega nel 1945 — risponde a una duplice esigenza: preservare la centralità del Cairo nell’architettura istituzionale araba e garantire una guida dotata di esperienza diretta nei negoziati mediorientali. L’unica eccezione al monopolio egiziano resta il tunisino Chedli Klibi, che guidò l’organizzazione negli anni Ottanta, quando l’Egitto era sospeso per gli accordi di Camp David. Lo stesso Fahmy, settantacinquenne, ha definito l’incarico «una grande responsabilità», citando «violazioni flagranti del diritto internazionale» e «occupazioni prolungate di territori» di Paesi arabi, senza menzionare esplicitamente Israele o l’Iran, ma in linea con la postura tradizionale della Lega.
Nell’ottica di Bruxelles e delle capitali mediterranee, il passaggio di consegne interessa direttamente la stabilità del vicinato meridionale dell’Europa. La Lega Araba, che dal 1950 gode dello status di osservatore all’ONU, è interlocutore imprescindibile per i dossier migratori, energetici e di sicurezza che legano il Nord Africa e il Levante all’Italia e all’Unione. Il Consiglio ha espresso «piena fiducia» nell’esperienza diplomatica di Fahmy e nella sua capacità di «rafforzare l’azione araba comune» e affrontare le sfide attuali, mentre ha tributato ad Aboul Gheit un riconoscimento per gli «sforzi sinceri» e la «saggezza» dimostrata, in particolare nella difesa della causa palestinese e nel preservare la Lega come quadro di coordinamento.
Secondo analisti maghrebini, la presenza ad Amman del ministro algerino Ahmed Attaf, che ha elogiato l’operato del segretario uscente e augurato successo al nuovo, segnala la volontà di Algeri di restare agganciata al processo decisionale panarabo nonostante le frizioni con alcuni Stati membri. Sul tavolo del nuovo segretario generale restano aperti i capitoli della ricostruzione di Gaza — per la quale la Lega ha elaborato un piano di gestione tecnocratica di sei mesi — e del reinserimento della Siria, sospesa nel 2011. Parallelamente, il formato del Foro di cooperazione russo-arabo e l’ipotesi di un vertice a Mosca, già ventilata nel 2025, indicano che la Lega continuerà a essere un attore di interlocuzione multipolare, mentre Fahmy dovrà misurarsi con la frammentazione interna e con la competizione tra le iniziative diplomatiche regionali.
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Il Consiglio ministeriale della Lega Araba ha nominato il diplomatico egiziano Nabil Fahmy nuovo Segretario Generale per un mandato di cinque anni a partire da luglio. Il Consiglio ha espresso piena fiducia nelle sue capacità e gli ha augurato successo nel nuovo incarico.
I ministri degli Esteri arabi riuniti ad Amman hanno confermato l'ex capo della diplomazia egiziana Nabil Fahmy come nuovo Segretario Generale della Lega Araba, succedendo ad Ahmed Aboul Gheit. Il ministro algerino Ahmed Attaf ha partecipato alla sessione, convocata su indicazione dei leader arabi per eleggere il nuovo vertice dell'organizzazione panaraba.
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