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Colombia, vittoria di misura e qualificazione: Muñoz abbatte il muro congolese

Il difensore del Crystal Palace segna al 76' dopo una serata di assalti respinti da Mpasi; i Cafeteros volano ai sedicesimi, il Congo spera ancora.

Ci sono voluti settantasei minuti di assedio, una deviazione fortuita e la caparbietà di un terzino goleador per piegare la Repubblica Democratica del Congo. Allo stadio Akron di Guadalajara, la Colombia ha staccato il biglietto per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026 con un 1-0 sudato, firmato da Daniel Muñoz, lo stesso uomo che aveva aperto le marcature all'esordio contro l'Uzbekistan. Un successo che vale il primato solitario nel Gruppo K a quota sei punti e la certezza matematica di proseguire il cammino, a prescindere dall'ultima sfida con il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

La partita ha raccontato una storia di dominio sterile e di un portiere eroico. La Colombia di Néstor Lorenzo ha preso in mano il gioco fin dal fischio d'inizio, imbastendo una trama fitta di passaggi e verticalizzazioni. James Rodríguez ha diretto l'orchestra, Luis Díaz ha seminato il panico sulla fascia sinistra, Jhon Arias si è infilato con costanza tra le linee. Eppure, ogni conclusione sembrava destinata a infrangersi sui guantoni di Lionel Mpasi. Il numero uno congolese, in una serata che gli osservatori africani hanno già ribattezzato storica, ha compiuto cinque interventi decisivi nei primi venti minuti – un dato che non si registrava dai tempi di Warren Barrett con la Giamaica nel 1998 – e ha continuato a dire di no a Rodríguez, Díaz e Mojica, alimentando la frustrazione dei Cafeteros. La difesa a cinque dei Leopardi, orchestrata dal tecnico Sébastien Desabre, ha retto con disciplina, concedendo solo tiri dalla distanza e sporadici contropiedi.

La svolta è arrivata dalla panchina. Lorenzo ha inserito Juan Fernando Quintero e Jhon Córdoba al 58', e proprio l'ex River Plate ha confezionato l'assist decisivo: un filtrante preciso per l'inserimento di Muñoz, che ha calciato di sinistro trovando la deviazione di Steve Kapuadi e beffando Mpasi. Il gol ha scatenato l'esultanza dei migliaia di tifosi colombiani che hanno trasformato Guadalajara in un mare giallo. Nel finale, due reti annullate a Luis Díaz – una per fuorigioco, l'altra per fallo – hanno tenuto vivo il brivido, ma Camilo Vargas ha blindato il risultato con una parata su Nathanael Mbuku al 91'. Muñoz, con due centri in due gare, eguaglia Yerry Mina (2018) come unico difensore colombiano a segnare più di un gol in una singola edizione mondiale.

Con questo risultato, la Colombia si proietta alla sfida di Miami contro il Portogallo, che nel pomeriggio aveva travolto l'Uzbekistan 5-0 con una doppietta di Ronaldo. I lusitani, a quattro punti, si giocheranno il primato del girone, mentre i Cafeteros potranno gestire le energie con la qualificazione già in tasca. Per la RD Congo, ferma a un punto, la strada verso i sedicesimi passa attraverso una vittoria contro l'Uzbekistan ad Atlanta e una combinazione favorevole tra le migliori terze. L'impresa non è impossibile, ma dopo la resistenza eroica di Guadalajara, servirà un salto di qualità offensivo che finora è mancato.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ Mercato
TrionfoPragmatismo

La Colombia ha ottenuto una vittoria sofferta ma meritata contro la RD Congo, con Daniel Muñoz che si è rivelato l'eroe inaspettato. I Cafeteros hanno mostrato pazienza e dominio, assicurandosi un posto negli ottavi di finale e il primato nel girone. Il trionfo rafforza la solida campagna mondiale della squadra sotto Néstor Lorenzo.

Stampa atlantica / anglosfera/ Progressista
PragmatismoDistacco

La vittoria di misura della Colombia sulla RD Congo prepara un avvincente scontro decisivo per il girone contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Il risultato, garantito dal gol tardivo di Daniel Muñoz, assicura il passaggio del turno ma la vera prova deve ancora venire. La narrazione si sposta verso un confronto tra la sorpresa sudamericana e la potenza europea.

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mercoledì 24 giugno 2026

Colombia, vittoria di misura e qualificazione: Muñoz abbatte il muro congolese

Il difensore del Crystal Palace segna al 76' dopo una serata di assalti respinti da Mpasi; i Cafeteros volano ai sedicesimi, il Congo spera ancora.

Ci sono voluti settantasei minuti di assedio, una deviazione fortuita e la caparbietà di un terzino goleador per piegare la Repubblica Democratica del Congo. Allo stadio Akron di Guadalajara, la Colombia ha staccato il biglietto per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026 con un 1-0 sudato, firmato da Daniel Muñoz, lo stesso uomo che aveva aperto le marcature all'esordio contro l'Uzbekistan. Un successo che vale il primato solitario nel Gruppo K a quota sei punti e la certezza matematica di proseguire il cammino, a prescindere dall'ultima sfida con il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

La partita ha raccontato una storia di dominio sterile e di un portiere eroico. La Colombia di Néstor Lorenzo ha preso in mano il gioco fin dal fischio d'inizio, imbastendo una trama fitta di passaggi e verticalizzazioni. James Rodríguez ha diretto l'orchestra, Luis Díaz ha seminato il panico sulla fascia sinistra, Jhon Arias si è infilato con costanza tra le linee. Eppure, ogni conclusione sembrava destinata a infrangersi sui guantoni di Lionel Mpasi. Il numero uno congolese, in una serata che gli osservatori africani hanno già ribattezzato storica, ha compiuto cinque interventi decisivi nei primi venti minuti – un dato che non si registrava dai tempi di Warren Barrett con la Giamaica nel 1998 – e ha continuato a dire di no a Rodríguez, Díaz e Mojica, alimentando la frustrazione dei Cafeteros. La difesa a cinque dei Leopardi, orchestrata dal tecnico Sébastien Desabre, ha retto con disciplina, concedendo solo tiri dalla distanza e sporadici contropiedi.

La svolta è arrivata dalla panchina. Lorenzo ha inserito Juan Fernando Quintero e Jhon Córdoba al 58', e proprio l'ex River Plate ha confezionato l'assist decisivo: un filtrante preciso per l'inserimento di Muñoz, che ha calciato di sinistro trovando la deviazione di Steve Kapuadi e beffando Mpasi. Il gol ha scatenato l'esultanza dei migliaia di tifosi colombiani che hanno trasformato Guadalajara in un mare giallo. Nel finale, due reti annullate a Luis Díaz – una per fuorigioco, l'altra per fallo – hanno tenuto vivo il brivido, ma Camilo Vargas ha blindato il risultato con una parata su Nathanael Mbuku al 91'. Muñoz, con due centri in due gare, eguaglia Yerry Mina (2018) come unico difensore colombiano a segnare più di un gol in una singola edizione mondiale.

Con questo risultato, la Colombia si proietta alla sfida di Miami contro il Portogallo, che nel pomeriggio aveva travolto l'Uzbekistan 5-0 con una doppietta di Ronaldo. I lusitani, a quattro punti, si giocheranno il primato del girone, mentre i Cafeteros potranno gestire le energie con la qualificazione già in tasca. Per la RD Congo, ferma a un punto, la strada verso i sedicesimi passa attraverso una vittoria contro l'Uzbekistan ad Atlanta e una combinazione favorevole tra le migliori terze. L'impresa non è impossibile, ma dopo la resistenza eroica di Guadalajara, servirà un salto di qualità offensivo che finora è mancato.

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TrionfoPragmatismo

La Colombia ha ottenuto una vittoria sofferta ma meritata contro la RD Congo, con Daniel Muñoz che si è rivelato l'eroe inaspettato. I Cafeteros hanno mostrato pazienza e dominio, assicurandosi un posto negli ottavi di finale e il primato nel girone. Il trionfo rafforza la solida campagna mondiale della squadra sotto Néstor Lorenzo.

Stampa atlantica / anglosfera/ Progressista
PragmatismoDistacco

La vittoria di misura della Colombia sulla RD Congo prepara un avvincente scontro decisivo per il girone contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Il risultato, garantito dal gol tardivo di Daniel Muñoz, assicura il passaggio del turno ma la vera prova deve ancora venire. La narrazione si sposta verso un confronto tra la sorpresa sudamericana e la potenza europea.

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