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Giustizia e Dirittovenerdì 26 giugno 2026

Proteggere i minori online: la mappa delle nuove regole da Jakarta a Brasilia

Mentre l’Indonesia valuta i rischi di 200 piattaforme e l’Australia inasprisce i divieti, il Brasile fissa criteri giudiziari e l’Ue discute se imporre un’età minima.

Il governo indonesiano ha annunciato che duecento piattaforme digitali, tra cui Netflix, ChatGPT, Shopee e PUBG, hanno consegnato le autovalutazioni del rischio per la sicurezza dei minori previste dal regolamento PP Tunas. Secondo il ministero della Comunicazione e del Digitale di Jakarta, le relazioni saranno ora esaminate per classificare i livelli di pericolo e i profili di rischio saranno resi pubblici. Parallelamente, TikTok ha disattivato 4,1 milioni di account di bambini e YouTube ne ha rimossi 600.000, per un totale di 4,7 milioni di profili bloccati. L’approccio, definito “basato sul rischio”, mira a modificare le pratiche delle aziende anziché limitarsi a ritardare l’accesso dei minori.

In Australia, dal 27 giugno i motori di ricerca come Google e Bing sono tenuti a determinare l’età degli utenti e a filtrare o sfocare le immagini pornografiche e violente per i minori di 18 anni, con sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani per ogni violazione. Secondo fonti governative, l’esecutivo sta inoltre valutando un rafforzamento del divieto di accesso ai social per gli under 16, dopo che uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha rilevato che l’85% degli adolescenti tra i 12 e i 15 anni continua a utilizzare le piattaforme mentendo sull’età. La commissione per la sicurezza online sta preparando azioni legali contro diverse società, mentre Reddit ha presentato ricorso all’Alta Corte.

In Brasile, il Consiglio nazionale di giustizia ha approvato una risoluzione che stabilisce criteri uniformi per i giudici chiamati ad autorizzare la partecipazione di bambini e adolescenti alla produzione di contenuti digitali, in particolare quando è prevista una monetizzazione. Secondo il provvedimento, i magistrati dovranno valutare l’impatto sulla frequenza scolastica, sul tempo libero, sulla salute mentale e sulla vita familiare, oltre a disporre tutele per la privacy e per le risorse finanziarie generate. Per gli esperti di organizzazioni come Safernet Brasil e l’Istituto Alana, si tratta di un passo necessario per prevenire forme di sfruttamento economico e di esposizione eccessiva, estendendo la responsabilità oltre le famiglie alle piattaforme e agli inserzionisti.

Sul fronte europeo, il Parlamento ha esortato la Commissione ad agire con urgenza, definendo “una pandemia” l’impatto dei social sulla salute mentale dei minori e chiedendo di fissare a 16 anni l’età minima per l’uso delle piattaforme, sfruttando gli strumenti già previsti dal Digital Services Act. La Commissione, tuttavia, ha scelto di attendere le raccomandazioni del gruppo di esperti convocato da Ursula von der Leyen, attese per il 13 luglio, prima di decidere se presentare una proposta legislativa. Secondo Bruxelles, eventuali obblighi aggiuntivi possono essere introdotti solo a livello unionale, come ricordato a Francia e Spagna dopo i loro annunci di restrizioni nazionali. Il governo italiano, per voce della premier Giorgia Meloni, si è detto contrario a un limite d’età fisso, ritenendolo non risolutivo, mentre tra gli eurodeputati si confrontano posizioni favorevoli a divieti stringenti e approcci basati sulla corresponsabilità tra piattaforme, famiglie e educatori. Il quadro regolatorio globale si presenta dunque in rapida evoluzione, con i prossimi passaggi chiave rappresentati dalla pubblicazione dei profili di rischio in Indonesia, dal test di resistenza legale della normativa australiana e dalle raccomandazioni degli esperti europei.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

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Stampa sud-est asiaticaStampa atlantica / anglosfera
Stampa sud-est asiatica
PragmatismoDistacco

Il nuovo regolamento indonesiano per la protezione dei minori ha spinto 200 piattaforme digitali a presentare autovalutazioni del proprio profilo di rischio, mentre 4,7 milioni di account di minori sono stati disattivati, principalmente da TikTok e YouTube. Anche l'Australia sta valutando come rafforzare il divieto di accesso ai social media per gli adolescenti, con il primo ministro che sottolinea la necessità di un'applicazione giuridicamente solida.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
AllarmeUrgenza

I motori di ricerca devono ora adottare misure ragionevoli di verifica dell'età per impedire che i bambini incontrino contenuti dannosi, o rischiano multe fino a 50 milioni di dollari per ogni violazione, secondo i nuovi codici australiani sulla sicurezza online. Le norme, che seguono il divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni, rappresentano un'iniziativa normativa unica al mondo per responsabilizzare i giganti tecnologici sulla protezione dei minori.

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venerdì 26 giugno 2026

Proteggere i minori online: la mappa delle nuove regole da Jakarta a Brasilia

Mentre l’Indonesia valuta i rischi di 200 piattaforme e l’Australia inasprisce i divieti, il Brasile fissa criteri giudiziari e l’Ue discute se imporre un’età minima.

Il governo indonesiano ha annunciato che duecento piattaforme digitali, tra cui Netflix, ChatGPT, Shopee e PUBG, hanno consegnato le autovalutazioni del rischio per la sicurezza dei minori previste dal regolamento PP Tunas. Secondo il ministero della Comunicazione e del Digitale di Jakarta, le relazioni saranno ora esaminate per classificare i livelli di pericolo e i profili di rischio saranno resi pubblici. Parallelamente, TikTok ha disattivato 4,1 milioni di account di bambini e YouTube ne ha rimossi 600.000, per un totale di 4,7 milioni di profili bloccati. L’approccio, definito “basato sul rischio”, mira a modificare le pratiche delle aziende anziché limitarsi a ritardare l’accesso dei minori.

In Australia, dal 27 giugno i motori di ricerca come Google e Bing sono tenuti a determinare l’età degli utenti e a filtrare o sfocare le immagini pornografiche e violente per i minori di 18 anni, con sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani per ogni violazione. Secondo fonti governative, l’esecutivo sta inoltre valutando un rafforzamento del divieto di accesso ai social per gli under 16, dopo che uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha rilevato che l’85% degli adolescenti tra i 12 e i 15 anni continua a utilizzare le piattaforme mentendo sull’età. La commissione per la sicurezza online sta preparando azioni legali contro diverse società, mentre Reddit ha presentato ricorso all’Alta Corte.

In Brasile, il Consiglio nazionale di giustizia ha approvato una risoluzione che stabilisce criteri uniformi per i giudici chiamati ad autorizzare la partecipazione di bambini e adolescenti alla produzione di contenuti digitali, in particolare quando è prevista una monetizzazione. Secondo il provvedimento, i magistrati dovranno valutare l’impatto sulla frequenza scolastica, sul tempo libero, sulla salute mentale e sulla vita familiare, oltre a disporre tutele per la privacy e per le risorse finanziarie generate. Per gli esperti di organizzazioni come Safernet Brasil e l’Istituto Alana, si tratta di un passo necessario per prevenire forme di sfruttamento economico e di esposizione eccessiva, estendendo la responsabilità oltre le famiglie alle piattaforme e agli inserzionisti.

Sul fronte europeo, il Parlamento ha esortato la Commissione ad agire con urgenza, definendo “una pandemia” l’impatto dei social sulla salute mentale dei minori e chiedendo di fissare a 16 anni l’età minima per l’uso delle piattaforme, sfruttando gli strumenti già previsti dal Digital Services Act. La Commissione, tuttavia, ha scelto di attendere le raccomandazioni del gruppo di esperti convocato da Ursula von der Leyen, attese per il 13 luglio, prima di decidere se presentare una proposta legislativa. Secondo Bruxelles, eventuali obblighi aggiuntivi possono essere introdotti solo a livello unionale, come ricordato a Francia e Spagna dopo i loro annunci di restrizioni nazionali. Il governo italiano, per voce della premier Giorgia Meloni, si è detto contrario a un limite d’età fisso, ritenendolo non risolutivo, mentre tra gli eurodeputati si confrontano posizioni favorevoli a divieti stringenti e approcci basati sulla corresponsabilità tra piattaforme, famiglie e educatori. Il quadro regolatorio globale si presenta dunque in rapida evoluzione, con i prossimi passaggi chiave rappresentati dalla pubblicazione dei profili di rischio in Indonesia, dal test di resistenza legale della normativa australiana e dalle raccomandazioni degli esperti europei.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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PragmatismoDistacco

Il nuovo regolamento indonesiano per la protezione dei minori ha spinto 200 piattaforme digitali a presentare autovalutazioni del proprio profilo di rischio, mentre 4,7 milioni di account di minori sono stati disattivati, principalmente da TikTok e YouTube. Anche l'Australia sta valutando come rafforzare il divieto di accesso ai social media per gli adolescenti, con il primo ministro che sottolinea la necessità di un'applicazione giuridicamente solida.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
AllarmeUrgenza

I motori di ricerca devono ora adottare misure ragionevoli di verifica dell'età per impedire che i bambini incontrino contenuti dannosi, o rischiano multe fino a 50 milioni di dollari per ogni violazione, secondo i nuovi codici australiani sulla sicurezza online. Le norme, che seguono il divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni, rappresentano un'iniziativa normativa unica al mondo per responsabilizzare i giganti tecnologici sulla protezione dei minori.

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