
NHL Draft 2026: dominio svedese, gemelli uniti e il mercato che scuote Winnipeg
Sette svedesi al primo giro come nel 2009, i fratelli Ruck a Pittsburgh, i London Knights a 58 anni di fila con un scelto, mentre Hellebuyck può lasciare i Jets.
La notte di Buffalo ha riportato la Svezia sul tetto del draft NHL. Con sette giocatori scelti al primo giro – tra cui Ivar Stenberg, secondo assoluto finito a San Jose – la nazione scandinava ha eguagliato il record stabilito nel 2009 dalla classe di Victor Hedman. Un’impronta che, secondo gli osservatori nordamericani, conferma la solidità del modello di sviluppo svedese, capace di sfornare talenti pronti per il palcoscenico maggiore. Ma il momento più carico di pathos è arrivato quando i Pittsburgh Penguins, dopo aver chiamato Liam Ruck alla 22, hanno atteso il secondo giro per assicurarsi il gemello Markus alla 39, ricomponendo una coppia che non ha mai trascorso più di quattro giorni separata dalla nascita.
I fratelli Ruck, diciottenni di Osoyoos, British Columbia, reduci da una stagione monster con i Medicine Hat Tigers in WHL (primo e secondo marcatore dell’intera Canadian Hockey League), rappresentano la scommessa emotiva e tecnica del general manager Kyle Dubas. Markus, centro playmaker da 108 punti, e Liam, ala tiratrice da 104, hanno espresso sollievo e gratitudine: “Sapevamo fosse quasi impossibile – ha detto Markus –, non possiamo ringraziare abbastanza Pittsburgh”. La loro storia si intreccia con quella dei London Knights, franchigia dell’Ontario Hockey League che ha allungato a 58 anni la striscia di almeno un giocatore scelto a ogni draft, dal 1969. Maksim Sokolovskii (27° a Philadelphia) e Jaxon Cover (32° a Ottawa) sono stati i due nomi di prima fascia, mentre Ryan Brown e Jacob Vandeven sono usciti al quinto giro, confermando la fabbrica londinese.
Lontano dal palco delle chiamate, il mercato ribolle attorno a Connor Hellebuyck. Il general manager di Winnipeg, Kevin Cheveldayoff, ha ammesso che i Jets “ascolteranno” offerte per il portiere olimpionico con Team USA, tre volte vincitore del Vezina Trophy e sotto contratto fino al 2031 a 8,5 milioni di dollari a stagione. La delusione per una stagione finita fuori dai playoff, dopo la Presidents’ Trophy dell’anno prima, ha spinto Hellebuyck a dichiarazioni dure: “L’autocompiacimento non ci porterà avanti, qualcosa deve cambiare”. Nell’ottica dei dirigenti della lega, la sua disponibilità potrebbe innescare una reazione a catena, con squadre come Vegas o Florida – già alle prese con il salary cap – pronte a muovere pedine. Intanto Winnipeg ha pescato dal vivaio: al primo giro il centro svedese Viggo Bjork (8° assoluto), descritto come “uno dei giocatori più intelligenti mai osservati” dal direttore dello scouting Mark Hillier, e poi sei elementi il giorno seguente, tra cui il portiere slovacco Samuel Hrenek e il difensore quebecchese Alexandre Taillefer.
La dimensione globale del draft emerge anche dalle scelte delle franchigie canadesi. I Vancouver Canucks hanno aperto il secondo giro con Brooks Rogowski, un centro di due metri cresciuto a baseball nel Michigan, mentre i Calgary Flames hanno chiamato Joe Iginla, figlio della leggenda Jarome, al 65° posto. Un dato curioso arriva da Las Vegas: i Golden Knights sono stati privati della scelta al secondo giro come sanzione per “flagranti violazioni” del regolamento mediatico durante i playoff, un provvedimento che, secondo gli analisti di mercato, complica i piani di una squadra sempre aggressiva nelle trattative.
La strada verso la prossima stagione è già tracciata. I gemelli Ruck giocheranno un ultimo anno a Medicine Hat prima di approdare all’Università del North Dakota nel 2027-28. Bjork, se firmerà con Winnipeg, potrebbe ritagliarsi un ruolo immediato. E la saga Hellebuyck, con l’apertura ufficiale della finestra di mercato, promette di essere il primo domino a cadere in un’estate che ha già visto Brady Tkachuk volare in Florida e Dylan Larkin chiedere la porta a Detroit. Il conteggio alla rovescia per i training camp è cominciato.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il draft viene dipinto come una commovente storia di famiglia, con i Penguins che tengono insieme i gemelli Ruck in un momento di pura gioia e sollievo. Accanto al culmine emotivo, la narrazione intreccia il duro mondo degli affari delle trattative e della costruzione del roster, trattando l'evento sia come una festa che come un mercato.
Il draft è inquadrato come un trionfo storico per l'hockey svedese, con un numero record di giocatori selezionati e i club locali che rivendicano con orgoglio i loro giovani. La storia sottolinea la forza del sistema di sviluppo nazionale e il brillante futuro che attende questi talenti, mescolando orgoglio locale e senso di realizzazione collettiva.
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