
Scontri nel nord-ovest iraniano: uccisi sei miliziani curdi, Teheran rivendica l'operazione
L'imboscata delle Guardie della rivoluzione a un'unità del Partito democratico del Kurdistan iraniano e i raid missilistici in Iraq segnano una nuova escalation nella regione curda.
Un'unità del Partito democratico del Kurdistan iraniano (PDKI) è stata annientata in un'imboscata delle Guardie della rivoluzione nella regione di Piranshahr, al confine con l'Iraq. Secondo fonti del PDKI, sei peshmerga sono stati uccisi mentre svolgevano una missione politica e organizzativa; il corpo dei Guardiani della rivoluzione ha confermato l'operazione, parlando di cinque «terroristi» neutralizzati e mostrando le immagini dei corpi. Nelle stesse ore, scontri a fuoco nella vicina Sardasht hanno coinvolto militanti del Partito per la vita libera del Kurdistan (PJAK), con almeno quattro vittime, e basi di gruppi curdi nella regione autonoma irachena sono state colpite da missili e droni.
Le autorità iraniane descrivono l'azione come un'operazione di controterrorismo contro un gruppo «separatista» che intendeva compiere sabotaggi. Il PDKI, dal canto suo, denuncia un agguato a una missione politica e inserisce l'episodio in una campagna repressiva più ampia: secondo i rappresentanti curdi, da febbraio si contano oltre 850 attacchi contro aree curde e campi civili nel Kurdistan iracheno, con almeno sei civili uccisi. Organizzazioni per i diritti umani come Hana e Hengaw segnalano l'uso di armi pesanti in prossimità di zone residenziali e confermano che gli scontri non sono limitati a sporadici incidenti di frontiera.
L'escalation avviene in un contesto regionale teso. Durante la recente guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, fonti americane e israeliane avevano considerato i gruppi curdi iraniani come una possibile leva di pressione su Teheran, ma questi ultimi sono rimasti in disparte a causa di segnali contrastanti da Washington e delle pressioni incrociate di Iran e Turchia. Oggi la frustrazione curda cresce, mentre Teheran intensifica le richieste a Baghdad e Erbil perché pongano fine alla presenza di formazioni armate curde sul suolo iracheno, accusate di costituire una minaccia alla sicurezza nazionale.
La dinamica in corso alimenta il timore di una rinnovata insorgenza curda nelle province occidentali iraniane, già teatro di proteste e repressione. Le Guardie della rivoluzione hanno ammonito che ogni tentativo di insidiare la sicurezza delle frontiere nord-occidentali riceverà una «risposta risoluta». Al momento non si registrano segnali di de-escalation, mentre proseguono sia le operazioni di terra sia i raid aerei oltreconfine.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno teso un'imboscata a un gruppo di combattenti curdi nel nord-ovest del Paese, uccidendone sei. L'episodio si inserisce in una spirale di scontri che sta infiammando le regioni a maggioranza curda, segnando una pericolosa escalation. Fonti dell'opposizione denunciano un attacco deliberato, mentre Teheran rivendica l'operazione.
Le forze di terra dei Guardiani della Rivoluzione hanno annientato una squadra terroristica di cinque elementi legata al gruppo separatista Democratico del Kurdistan iraniano. L'operazione, condotta con un'imboscata nelle alture di Piranshahr, ha completamente smantellato la cellula che intendeva compiere sabotaggi. Le immagini diffuse mostrano i corpi e le armi sequestrate, a conferma del successo dell'intelligence militare.
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