
Pioggia di missili su Kiev, la Russia rivendica la rappresaglia mentre Zelensky chiede i Patriot
L'attacco più massiccio dall'inizio della guerra ha ucciso almeno 27 civili e distrutto infrastrutture umanitarie, innescando una nuova crisi diplomatica alla vigilia del vertice NATO di Ankara.
Nella notte tra l'1 e il 2 luglio 2026 le forze armate russe hanno scatenato su Kiev il più imponente attacco aereo dall'invasione del febbraio 2022, lanciando secondo l'aeronautica ucraina 74 missili e 496 droni. Almeno 27 persone sono state uccise e 91 ferite; i bombardamenti hanno colpito edifici residenziali, un albergo del centro, un pronto soccorso e il magazzino centrale della Croce Rossa ucraina, distruggendo circa 320mila articoli di soccorso. L'ambasciatrice dell'Unione Europea a Kiev ha parlato di «inferno scatenato sulla città», mentre il sindaco Vitalij Klyčko ha proclamato una giornata di lutto.
Il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato l'operazione come un «attacco di rappresaglia» condotto con armi di precisione a lungo raggio contro infrastrutture militari ed energetiche, in risposta ai recenti raid ucraini su raffinerie e impianti civili in territorio russo. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che la Russia «continuerà ad aumentare la pressione sul regime di Kiev» per conseguire gli obiettivi prefissati. Secondo analisti militari russi, l'efficacia dell'offensiva sarebbe stata amplificata da una nuova tattica volta a saturare le difese aeree nemiche con un numero eccezionalmente alto di vettori balistici, riducendo il tasso di intercettazione.
Sul fronte diplomatico, la Casa Bianca ha ribadito l'ottimismo del presidente Donald Trump sulla possibilità di un accordo di pace che ponga fine alle «uccisioni insensate», ma senza annunciare iniziative concrete. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rientrato d'urgenza da Dublino, ha attribuito l'alto numero di vittime ai ritardi nelle forniture di sistemi di difesa aerea promessi dagli alleati e ha sollecitato licenze statunitensi per produrre missili Patriot in loco. L'Alto rappresentante UE Kaja Kallas ha annunciato l'intenzione di proporre nuove sanzioni contro entità che sostengono il complesso militare-industriale russo, mentre il segretario generale dell'ONU António Guterres ha condannato gli attacchi contro civili come «chiara violazione del diritto internazionale umanitario».
L'escalation si inserisce in una fase di stallo negoziale e di crescente logoramento reciproco. Da settimane l'Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro raffinerie e depositi di carburante in Russia, provocando carenze di benzina e code ai distributori in diverse regioni, inclusa la capitale Mosca. Parallelamente, secondo stime del Center for Strategic and International Studies, il conflitto ha già superato i due milioni di perdite militari complessive. Il vertice NATO in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio si profila come un banco di prova per la tenuta del sostegno occidentale: Zelensky ha già annunciato che la difesa aerea sarà «uno dei risultati chiave» attesi, mentre l'amministrazione Trump continua a premere per un negoziato senza tuttavia aver ancora prodotto una proposta formale di cessate il fuoco.
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L'attacco russo su Kiev è descritto come un atto di violenza indiscriminata che ha causato decine di vittime civili. L'ONU esprime rammarico per la sofferenza dei civili. La narrazione enfatizza la brutalità dell'azione russa e la necessità di una risposta internazionale.
L'attacco su Kiev è inquadrato come un'operazione militare necessaria contro infrastrutture critiche ucraine. Le notizie russe si concentrano sui successi territoriali e sulla liberazione di insediamenti, minimizzando l'impatto sui civili. La narrazione è trionfale e rivendica la superiorità militare.
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