
Marine Le Pen al bivio giudiziario: il Rassemblement National verso l'ignoto
La sentenza d'appello del 7 luglio deciderà se la leader del RN potrà candidarsi all'Eliseo nel 2027, ridisegnando gli equilibri della destra radicale in Francia e in Europa.
Il 7 luglio la Corte d’Appello di Parigi si pronuncerà sul caso di frode ai danni del Parlamento europeo che vede imputata Marine Le Pen e altri esponenti del Rassemblement National. Se la condanna di primo grado – quattro anni di detenzione, due dei quali ai domiciliari con braccialetto elettronico, e cinque anni di ineleggibilità con effetto immediato – fosse confermata, la leader del partito di destra radicale sarebbe esclusa dalla corsa presidenziale del 2027, per la quale i sondaggi la collocano tra i favoriti. Il verdetto non riguarda solo il destino politico di Le Pen, ma costituisce, nell’analisi di molti commentatori francesi, un banco di prova per la tenuta istituzionale del RN, ancora largamente identificato con la sua figura di vertice.
In attesa della sentenza, Le Pen ha ribadito che non intende condurre una campagna elettorale indossando il braccialetto elettronico, rivendicando la necessità di «piena libertà di movimento» per un candidato all’Eliseo. Il piano di successione, preparato da mesi, punta su Jordan Bardella, trentenne presidente del partito e delfino politico, che in diverse rilevazioni demoscopiche gode di un consenso superiore a quello della stessa Le Pen. Secondo la stampa d’Oltralpe, i due leader hanno concordato una coreografia mediatica per il giorno della sentenza: toccherà a Le Pen, ospite del telegiornale serale di TF1, annunciare se passerà il testimone. La leadership unitaria ostentata nelle ultime uscite pubbliche cela tuttavia divergenze politiche, in particolare sulla riforma delle pensioni, dove Bardella avrebbe assunto posizioni più rassicuranti per il mondo imprenditoriale, alimentando interrogativi sulla reale solidità del tandem.
La vicenda ha risvolti che superano i confini francesi. Il meccanismo di appropriazione indebita di fondi Ue, per cui Le Pen è stata condannata, è al centro di un’inchiesta parallela che ha portato a perquisizioni in diversi Paesi membri, tra cui l’Italia, nell’ambito del sospetto utilizzo distorto di 4,3 milioni di euro da parte dell’ex gruppo Identità e Democrazia, di cui il RN faceva parte insieme alla Lega di Matteo Salvini. Da Bruxelles si osserva come il caso inserisca il partito francese in una più ampia tensione tra le istituzioni europee e i movimenti sovranisti, e come una sentenza severa possa fornire argomenti a chi, in Italia e altrove, denuncia un accanimento giudiziario a sfondo politico, mentre una decisione più mite attenuerebbe l’impatto sulle alleanze sovranazionali in vista delle prossime consultazioni europee.
Sul piano giudiziario, la corte d’appello ha margini di discrezionalità: può confermare la pena originaria, assolvere l’imputata o, ipotesi ritenuta plausibile dagli analisti, ridurre l’ineleggibilità a due anni, restituendo a Le Pen la possibilità di candidarsi, pur con il rischio di dover scontare un anno di detenzione domiciliare che ne limiterebbe gli spostamenti. La medesima corte potrebbe inoltre pronunciarsi sulle nuove accuse che coinvolgono Bardella, a cui l’associazione Anticor ha chiesto di indagare per un presunto impiego fittizio come assistente parlamentare nel 2015. Mentre il partito si prepara a gestire l’esito, la sentenza è attesa per le 13:30 del 7 luglio; il percorso verso l’Eliseo, per la prima volta dopo decenni di egemonia della famiglia Le Pen, potrebbe dover fare a meno del suo cognome.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 4 lingue
L'Europa continentale segue con apprensione la sentenza che deciderà il destino di Marine Le Pen. La decisione della corte d'appello di Parigi è vista come uno spartiacque non solo per la leader di estrema destra, ma per tutto il Rassemblement National. Il discorso si concentra sulle implicazioni politiche immediate e sul futuro del partito.
La stampa atlantica si concentra sul rifiuto della richiesta di Trump di ritardare il pagamento a E. Jean Carroll. La vicenda è inquadrata come un fallimento legale del presidente, sottolineando la finalità della sentenza. Non c'è alcun riferimento al caso Le Pen, che viene ignorato.
Allarga lo sguardo
L’addio a Khamenei diventa prova di forza: Teheran sfida l’isolamento con un funerale di massa
9 lingue · 31 testate
Da Economy & MarketsAuto, crescita a due velocità: Brasile e Russia accelerano, l’Indonesia resta in attesa
4 lingue · 10 testate
Da TechnologyL'IA trasforma lavoro e scuola, ma il vero nodo è la tutela dell'umano
6 lingue · 8 testate