
Mbappé dopo Francia-Paraguay: «Anche noi sappiamo giocare a calcio sporco»
Il capitano dei Bleus, autore del rigore decisivo, critica la condotta paraguaiana e rivendica la capacità di adattarsi a partite dure: «Se dobbiamo sporcarci le mani, lo facciamo».
In una Filadelfia soffocata dalla calura, la Francia piega 1-0 il Paraguay e si assicura un posto nei quarti di finale del Mondiale 2026. A decidere è un rigore trasformato da Kylian Mbappé al 70’, dopo che per oltre un’ora l’attacco dei Bleus si era infranto contro il muro eretto dalla Albirroja, compatta e aggressiva. Il match è stato segnato da continue frizioni, scontri fisici e interruzioni tattiche: un solo tiro nello specchio della porta avversaria per la Francia nei primi 45 minuti, e una serie di provocazioni che hanno tenuto il nervosismo a fior di pelle.
Al triplice fischio, il capitano francese non ha nascosto l’irritazione per la condotta degli avversari. «Sapevamo che tipo di partita avremmo affrontato», ha dichiarato Mbappé ai microfoni. «Pensavano che arrivassimo in smoking a fare giocate eleganti, uno-due e colpi di tacco. Ma anche noi sappiamo giocare a calcio sporco. Se dobbiamo sporcarci le mani, lo facciamo, senza problemi». Parole che, secondo i commentatori europei, riflettono la capacità dei campioni in carica di adattarsi a ogni contesto, rinunciando all’estetica pur di vincere.
Non sono mancate le recriminazioni anche da parte del selezionatore Didier Deschamps, il quale ha rivelato di aver chiesto ai giocatori di maggior stazza di proteggere Mbappé nel finale, temendo falli mirati. «Hanno usato tutti i trucchi possibili, compreso il tentativo di rovinare il dischetto prima del rigore», ha detto il tecnico, aggiungendo che i sudamericani avevano fatto innervosire persino il placido Michael Olise. Dal canto loro, gli ambienti calcistici sudamericani interpretano la durezza del Paraguay come una legittima scelta strategica, unica via per arginare la superiore qualità tecnica avversaria, e ricordano che nei primi 70 minuti la difesa guidata da Gustavo Alfaro ha retto senza concedere tiri puliti.
Con questo gol, Mbappé sale a quota sette reti nel torneo, eguagliando Lionel Messi in testa alla classifica dei marcatori, e portando a diciannove il suo bottino complessivo nelle fasi finali dei Mondiali. La Francia ora attende il Marocco, in un quarto di finale che ripropone la semifinale del 2022. «So che Hakimi mi ha già mandato un messaggio», ha sorriso Mbappé, «ma sappiamo che loro sono una grande squadra e noi daremo tutto per andare avanti». Un incrocio che metterà nuovamente alla prova la capacità dei Bleus di giocare – quando serve – anche sporco.
| Stampa latinoamericana | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
Il calcio europeo si maschera da leale ma ammette la propria sporcizia: Mbappé ha confessato ciò che i sudamericani sanno da sempre.
Si trasforma un'ammissione isolata in prova sistemica di ipocrisia, generalizzando il gesto di un singolo giocatore a tutta una cultura calcistica.
Viene omesso il contesto tattico della partita (falli subiti, provocazioni subite dal Paraguay) che potrebbe spiegare la reazione di Mbappé.
Il risultato e la dichiarazione di Mbappé sono fatti di cronaca, non spunti per crociate morali.
Si adotta un tono distaccato e descrittivo, evitando qualsiasi giudizio o contestualizzazione che potrebbe politicizzare l'episodio.
Viene omesso qualsiasi riferimento alla tradizionale rivalità tra calcio europeo e sudamericano, che pure emerge in altri blocchi.
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