
Il soufflé bruciato e l'arte della guerra coniugale: il cinema adulto bussa alla porta
Un appartamento, due coppie, una cena che diventa resa dei conti: il remake americano di "Sentimental" riporta in sala la commedia delle relazioni, tra dialoghi affilati e silenzi imbarazzanti.
Il soufflé è bruciato. Angela lo rovescia nel cestino con un gesto rapido, quasi furtivo, mentre il marito Joe la guarda con un misto di rassegnazione e fastidio. È l’inizio di una serata che doveva essere impeccabile e che invece, minuto dopo minuto, si trasforma in un catalogo di piccoli disastri domestici e grandi verità taciute. In questo appartamento di San Francisco, dove il rumore dei vicini del piano di sopra tiene sveglia la famiglia da settimane, sta per andare in scena "The Invite" ("O Convite"), il nuovo film diretto e interpretato da Olivia Wilde, remake americano della commedia spagnola "Sentimental" di Cesc Gay, a sua volta tratta da una pièce teatrale dello stesso autore.
I padroni di casa, Joe e Angela (Seth Rogen e la stessa Wilde), sono una coppia logorata da anni di incomprensioni: lui ex musicista rock finito a insegnare in una scuola superiore, lei casalinga che rincorre sogni bohémien mai realizzati. Gli ospiti, Hawk e Pina (Edward Norton e Penélope Cruz), incarnano invece una sensualità disinvolta e una libertà che ai due anfitrioni appare insieme affascinante e minacciosa. La cena si trasforma presto in una seduta di confessione e psicoanalisi collettiva, in cui emergono segreti, desideri inconfessati e la rivelazione che i gemiti notturni provenienti dal piano di sopra non sono solo a due, ma frutto di incontri di gruppo. Secondo quanto dichiarato da Norton alla stampa brasiliana, dietro la patina di coppia perfetta si nasconde però un percorso di dolore: Hawk ha perso la moglie per una malattia, Pina è reduce da un divorzio devastante, ed entrambi hanno scelto di disarmarsi e vivere un amore leggero e aperto.
Il film si inserisce in un vuoto che il cinema americano ha a lungo trascurato. Mentre Hollywood si è concentrata su blockbuster e supereroi, le industrie cinematografiche europee e latinoamericane hanno continuato a produrre commedie adulte sulle relazioni, come sottolineato dalla critica australiana. "The Invite" è la quinta trasposizione del testo di Gay, ma la prima a raggiungere una platea globale grazie al cast stellare. In Russia, il critico Anton Dolin lo ha definito un film "molto schietto sul sesso, senza alcuna scena erotica o nudità", un paradosso che si regge sulla forza del dialogo e sulla capacità di evocare la fantasia più della realtà. In Brasile, la stampa lo ha accolto come "una delle commedie più intelligenti dell’anno", capace di far ridere e riflettere, soprattutto chi è sposato.
La risposta del pubblico sembra confermare questa fame di storie adulte. A San Paolo, una proiezione mattutina in un giorno feriale ha registrato il tutto esaurito, segno di un’attesa che va oltre la semplice curiosità per i volti noti. L’epigrafe del film, una citazione di Oscar Wilde — "Bisogna essere sempre innamorati. Per questo non ci si dovrebbe mai sposare" — aleggia sulla serata come una sentenza, anche se per alcuni critici appare ormai un po’ stantia. Più che una condanna del matrimonio, il film sembra suggerire che la vera intimità richieda il coraggio di smontare le impalcature che ci costruiamo addosso, proprio come l’appartamento in ristrutturazione che fa da sfondo alla vicenda.
Alla fine della notte, il soufflé bruciato è stato sostituito da un flan carico di zucchero portato dagli ospiti, e le confessioni hanno lasciato tutti ammaccati ma vivi. Resta l’eco di quelle grida notturne che hanno innescato tutto, un suono che per Joe e Angela non sarà più solo disturbo, ma forse il richiamo a una passione che credevano perduta.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.50 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.70 | aligned |
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
Il film è una commedia deliziosa che va assaporata; è un must per chi apprezza l'umorismo tagliente.
Usando superlativi e sottolineando l'appello universale della commedia, la recensione rende il film un'esperienza essenziale.
Tralascia ogni critica sulla prevedibilità o mancanza di originalità, che emerge invece nella stampa russa.
Il film è una delle commedie più intelligenti dell'anno, unisce risate e lacrime; offre uno sguardo profondo sulle relazioni.
Evidenziando l'intelligenza e la profondità filosofica, la recensione eleva il film al di sopra del mero intrattenimento.
Tralascia il fatto che il film è un adattamento di un'opera spagnola e che il tema non è nuovo, come sottolineato dalla stampa russa.
Il film è solo un'altra storia stanca su una coppia annoiata; i vicini rumorosi sono più interessanti.
Concentrandosi sul cliché del tema e usando un linguaggio ironico, la recensione sminuisce l'originalità del film.
Tralascia le recensioni positive e la profondità emotiva che altre testate celebrano.
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