
Begoña Gómez verso il processo: per la moglie di Sánchez accuse di traffico di influenze e malversazione
La Audiencia Provincial di Madrid conferma il rinvio a giudizio, revoca il divieto di espatrio e archivia la corruzione, mentre il governo denuncia una persecuzione politica.
La Audiencia Provincial di Madrid ha confermato il rinvio a giudizio di Begoña Gómez, moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, per i reati di traffico di influenze e malversazione di fondi pubblici. Il tribunale ha invece archiviato l’accusa di corruzione in affari e revocato le misure cautelari che le impedivano di lasciare il paese e la obbligavano a presentarsi periodicamente in tribunale. La data del processo, che si svolgerà davanti a una giuria popolare come richiesto dal giudice istruttore Juan Carlos Peinado, non è ancora stata fissata.
Secondo la difesa di Gómez, che si è sempre dichiarata innocente, le accuse sono infondate e basate su una denuncia presentata da un’organizzazione vicina all’estrema destra, che aveva fornito come prove ritagli di giornale. Anche la procura aveva chiesto l’archiviazione. L’ufficio del primo ministro ha ribadito che si tratta di un caso «motivato politicamente», nato da «false accuse» e finalizzato a «perseguitare la moglie del premier». Nell’ottica dell’opposizione conservatrice e dei gruppi che hanno promosso l’azione legale, invece, l’inchiesta farebbe luce su un presunto uso improprio del ruolo di primera dama per ottenere vantaggi professionali.
Il procedimento si inserisce in una serie di vicende giudiziarie che stanno logorando l’esecutivo Sánchez, un governo di minoranza che si regge su alleanze frammentate. Nei giorni scorsi il fratello del premier, David Sánchez, è stato condannato a nove anni di interdizione dai pubblici uffici per aver sfruttato l’influenza familiare per ottenere un incarico nella pubblica amministrazione. Due stretti collaboratori di Sánchez, l’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos e il segretario organizzativo del PSOE Santos Cerdán, sono coinvolti in inchieste per corruzione; Ábalos è stato condannato a 24 anni di reclusione. Anche l’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero, figura storica del socialismo spagnolo, è stato recentemente imputato per traffico di influenze.
Secondo analisti politici di Madrid, l’accumularsi di procedimenti sta alimentando le richieste delle opposizioni di centrodestra per le dimissioni di Sánchez e la convocazione di elezioni anticipate, ipotesi che il capo del governo respinge. A Bruxelles si osserva con attenzione la tenuta di uno dei principali partner mediterranei, in un momento in cui la Spagna è chiamata a gestire dossier come la presidenza di turno del Consiglio dell’UE e la ratifica del nuovo Patto di stabilità. Per l’Italia, che condivide con Madrid una tradizione di governi di coalizione esposti a turbolenze giudiziarie, la vicenda offre un ulteriore esempio di come le inchieste sulla cerchia del potere possano condizionare l’agenda politica.
La Gómez sarà giudicata da una giuria popolare, un istituto che in Spagna è riservato a un numero limitato di reati e che, secondo i dati del Consiglio Generale del Potere Giudiziario, emette verdetti di condanna in circa il 90% dei casi. Le pene previste vanno da sei mesi a due anni per il traffico di influenze e fino a otto anni per la malversazione aggravata. Al momento non è stata fissata alcuna udienza, ma la decisione della Audiencia Provincial segna un passaggio irreversibile verso il dibattimento, con possibili ripercussioni sulla già precaria stabilità dell’esecutivo spagnolo.
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Il tribunale di Madrid conferma il rinvio a giudizio, ma la Corte di Giustizia Ue legittima la legge di amnistia che ha permesso a Sánchez di restare in carica.
Accostando due sentenze indipendenti, si crea l'impressione di un equilibrio tra giustizia interna e legittimazione europea, attenuando l'impatto politico del processo.
Non viene menzionata la sospensione delle attività ufficiali di Sánchez all'avvio dell'indagine.
La moglie del premier sarà processata, ma il premier stesso ha già subito le conseguenze sospendendo le sue attività.
Enfatizzando la reazione di Sánchez, si sposta l'attenzione dalla colpa della moglie a una narrazione di persecuzione politica contro il premier.
Non viene menzionato il via libera della Corte di Giustizia Ue alla legge di amnistia, che ha permesso a Sánchez di restare in carica.
Il governo spagnolo subisce un altro colpo: la moglie del premier va a processo per corruzione, mentre le indagini si moltiplicano.
Accumulando casi di corruzione e scandali, si dipinge un quadro di crisi sistemica, implicando che il governo stia perdendo il controllo.
Non viene dato rilievo al via libera della Corte di Giustizia Ue alla legge di amnistia né al fatto che l'accusa di corruzione sia stata ritirata.
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