
Il compleanno sul set e il ritorno dei Jonas Brothers: la nostalgia diventa produzione
Mentre Nick Jonas spegneva trentatré candeline tra le location canadesi di Camp Rock 3, Disney annunciava Moana 3 e Netflix chiudeva le riprese di One Piece, disegnando una mappa affettiva globale del rilancio dei franchise.
Nick Jonas ha spento trentatré anni sul set di Camp Rock 3, in Canada, e lo ha raccontato con una fotografia tra i fratelli e la moglie Priyanka Chopra. «In qualche modo è la terza volta che festeggio il compleanno sul set di Camp Rock? Quindici, diciassette e ora il migliore di tutti: trentatré», ha scritto. Non è un dettaglio minore: quel compleanno condensa il tempo sospeso di una generazione cresciuta davanti a Disney Channel, che oggi ritrova i propri idoli non più come ragazzi prodigio ma come produttori esecutivi di se stessi.
Il terzo capitolo della saga arriverà su Disney Channel il 13 agosto e il giorno dopo su Disney+, con i tre Jonas Brothers di nuovo nei panni dei Gray, la band Connect 3 che torna al campeggio musicale per cercare il talento che aprirà il loro tour della reunion. La sinossi ufficiale parla di rivalità, amicizie inattese e romanzi, ma il vero colpo di scena è fuori campo: Demi Lovato non apparirà come Mitchie Torres, bensì figura tra i produttori esecutivi accanto a Joe, Nick e Kevin. La sua assenza sullo schermo è compensata da un omaggio — il quaderno delle canzoni di Mitchie — e da una dichiarazione rilasciata al podcast Chicks in the Office: «Mi ha fatto molto bene passare del tempo con loro, dopo tutto quello che abbiamo attraversato insieme». La nuova generazione di campisti è affidata a Liamani Segura, Malachi Barton e Lumi Pollack, mentre Maria Canals-Barrera riprende il ruolo di Connie Torres, madre di Mitchie, unico altro ritorno del cast originale.
La strategia non è isolata. A Rio de Janeiro, durante la conferenza stampa del live-action di Moana, Dwayne Johnson ha confermato che Disney Animation sta sviluppando Moana 3, con Jared Bush e Dana Ledoux Miller alla sceneggiatura. Il primo Moana incassò 680 milioni di dollari nel 2016, ma è stato il passaggio su Disney+ a trasformarlo in un titolo tra i più visti della piattaforma, preparando il terreno per un sequel animato che nel 2024 ha superato il miliardo di dollari globali. Il live-action con Catherine Laga‘aia e lo stesso Johnson arriverà nelle sale il 10 luglio, ma l’annuncio del terzo capitolo animato sposta l’attenzione sul lungo periodo: non più semplici seguiti, ma ecosistemi narrativi che si ramificano tra formati e finestre distributive.
Anche Netflix partecipa a questa geografia del ritorno. Le riprese della terza stagione live-action di One Piece si sono concluse in Sudafrica dopo sette mesi di lavorazione, con il cast principale confermato — Iñaki Godoy, Emily Rudd, Mackenyu — e nuovi ingressi come Joe Manganiello nel ruolo di Sir Crocodile e Xolo Maridueña in quello di Portuguese D. Ace. La serie, attesa per il 2027, rappresenta un caso diverso: non è nostalgia per un prodotto Disney Channel, ma la trasposizione di un manga che da decenni costruisce una comunità transgenerazionale di lettori. Eppure il meccanismo è simile: riattivare un legame affettivo preesistente, offrendo al pubblico la possibilità di ritrovare personaggi e mondi in una veste aggiornata.
In tutti e tre i casi, il baricentro si è spostato dalla creazione originale alla gestione del catalogo emotivo. I Jonas Brothers non sono più solo interpreti ma produttori; Demi Lovato supervisiona senza apparire; Dwayne Johnson annuncia il futuro di Moana mentre ne promuove il presente. La libretta di Mitchie che riappare in Camp Rock 3, silenziosa e piena di canzoni mai scritte, è forse l’immagine più precisa di questa stagione: un oggetto che appartiene al passato, ma che ora serve a innescare la storia di qualcun altro.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il ritorno dei mondi adolescenziali di Disney e Netflix non trova spazio nelle notizie del Sud-est asiatico, dove l'attenzione è tutta su esercitazioni militari, astrologia e questioni locali. La regione dà priorità a temi concreti e superstizioni popolari, ignorando le nostalgie globali.
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